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Visualizza Versione Completa : Antico e nuovo “testamento”



KermitDep
05-03-2013, 05:23 PM
Volevo disquisire con voi un'argomento che diverse volte mi è capitato di incontrare parlando di Bibbia e cioè la differenza sostanziale tra vecchio e nuovo testamento,la conclusione a cui sono arrivato è argomentata come segue ed è quella che attualmente condivido maggiormente :

Antico e Nuovo "testamento"

La parola “testamento”,come traduzione del greco diatheke (che significa patto),è stata,a dir poco,una grande calamità.Infatti,a causa del suo uso,per secoli è stata nascosta la verità e si è prodotto un fraintendimento riguardo al proposito e al carattere della dispensazione attuale e cosi,errori della tradizione hanno preso il posto di importanti verità.
La parola “testamento”,come nome indicante una raccolta di libri,nella Bibbia non esiste.E arrivata a noi dalla traduzione latina detta “Vulgata”.Le versioni latine prima dell’epoca di Gerolamo usavano questo termine ma Gerolamo usò foedus o factum per l’ebraico berith ma tornò a testamentum nella sua revisione del NT (382-405).Alcuni “padri” latini preferirono “instrumentum”,col senso che diamo a questo termine nel linguaggio legale(1).
Rufino usa l’espressione novum et vetus instrumentum(2) e Agostino usa sia instrumentum che testamentum (3).
Dalla Vulgata la parola “testamento” è arrivata nelle nostre Bibbie.La parola greca è diatheke,che significa “patto”ma anche questo temine non è mai usato per indicare una raccolta di libri come avviene nel caso del”Nuovo Testamento”.Quando questi libri furono posti dopo il canone ebraico,divenne utile,se non necessario,distinguere tra le due raccolte e ,siccome si parlava già di “vecchio” e “nuovo” riguardo alle due dispensazioni,(2 Corinzi 3:6,Ebrei 8:6-13),i libri connessi ad esse vennero chiamati con gli stessi nomi.
In Esodo 24:7 e in 2 Re 23:2 leggiamo del “libro del patto” (4) e questa distinzione tra i due patti venne già confermata da 2 Corinzi 3:6,14,dove l’apostolo parla di “lettura dell’antico patto”.
L ‘espressione”nuovo patto” è certamete scritturale ma non è usata per indicare una raccolta di libri.E usata per la grande profezie/promessa di Geremia 31:31-32:40 ed Ezechiele 37:26(alla quale ci si riferisce in Ebrei 8:8-12 e 10:15-18).
Il tempo per la realizzazione di questo “nuovo patto” fù preannunciato come vicino.
L’ultimo profeta,Malachia,aveva parlato dell’arrivo dell’”Angelo del Patto” e del “Messaggero” che avrebbe preparato la Sua via davanti a lui (Malachia 3:1).Egli annuncia anche l’invio di elia il profeta per preparare la via del Messia e associa il suo nome a quello di Mosè(Malachia 4:4,5).
Quando giunse il tempo,fu mandato Giovanni il Battista “con lo spirito e con la potenza di Elia” (Luca 1:17)e,se il popolo lo avesse “ricevuto” e avesse obbedito alla sua chiamata al pentimento nazionale sarebbe stato ritenuto il profeta Elia (Matteo 11:14;17:11-13).In modo simile,possiamo concludere che l’atto e la parola del Messia durante l’Ultima cena furono la realizzazione dello stesso Nuovo Patto ;infatti il signore disse del calice”Questo calice è (cioè rappresenta)il nuovo patto nel mio sangue”(Matteo 26:28;Marco 14:24;Luca22:20),adempiendo cosi la profezia di Geremia 31:31-34,come attestato in Ebrei 8:8-12;9:15-21;10:15-18.
L’uso del sangue era limitato a due scopi :
-espiazione per il peccato )Levitico 17:11;Ebrei 9:22 e
-stipulazione di un patto (Esodo 24:6-8;Ebrei 9:16-22)
L’uso della parola greca diatheke(patto) in relazione ad una raccolta di libri è appropriata solo se questi libri sono considerati come appartenenti al “nuovo patto” preannunciato da Geremia e distinti da quelli appartenenti al “Libro del (vecchi) patto” stipulato in esodo 24:6-8

Bullinger ,Companion Bible ,Appendice 95

(1) Tertulliano(150-200),Adv.Marc. IV,1 in IV,2 egli lo usa per un solo vangelo (Luca)
(2) Expos. Symb. Apostol.
(3) De Civ Dei,XX,4
(4) Vedi anche Macc. 1:57 e ecc.co 24:23

Detto questo attendo un vs riscontro

Magazzinho
05-03-2013, 06:08 PM
Ottimo argomento, è uno degli articoli che dovrò fare quindi ti rispondo molto sinteticamente.

Vecchio e Nuovo testamento sono termini che molti travisano. Dio stringe delle alleanze con gli uomini o popoli a cui sono legati diritti e doveri. La violazione del patto ovviamente porta a delle conseguenze vista la cessazione dell'accordo preso. Per esempio a Israele venne dato un tempo profetico entro il quale avrebbero dovuto cessare l'iniquità e riconoscere il messia. Israele come popolo non rispettò il patto non riconobbe il messia e questo portò alla cessazione del patto che Dio strinse col popolo eletto.
E' Dio cattivo perchè Israele soffre ancora oggi le conseguenze della sua violazione del patto con Dio? Ovviamente no, si potrebbe utilizzare il termine Dio punisce Israle, ma in questo contesto comprendiamo il senso di questo punisce... Israele viola il patto, perde come popolo di sangue, progenie di colui col quale Dio stipulò l'accordo, la protezione di Dio, le benedizioni, i benefici che Dio aveva promesso nel rispetto della parola data che si impegnava a rispettare con l'alleanza stretta.
Esodo 34:6 E l'Eterno passò davanti a lui e gridò: «L'Eterno, l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà,

Dio è lento all'ira infatti notate quanto tempo lascia passare (secoli e secoli) prima di intervenire duramente ogno volta che l'uomo infrange la parola data... pensate al classico esempio dei cananei... 400 anni, e solo dopo che il peccato raggiunge il picco massimo Dio interviene duramente. Non è Dio che ha violato i patti, ma non conoscendo il contesto arbitrariamente lo si attacca e si spalleggiano i trasgressori.

Quindi giustamente il patto non si rifà ad una mera distinzione fra una raccolta di libri ed un altra, ma ad una vera e propria nuova situazione in cui Dio stipula con gli uomini un nuovo patto, una nuova alleanza e il libri del Nuovo testamento, del nuovo patto, sono la testimonianza di quanto accaduto. Tra il primo e il secondo testamento vi è quindi un legame indissolubile e profetico soprattutto, quindi distinguere come molti fanno il Dio del primo dal quello del secondo Testamento è errato alla base proprio. Cambiano gli accordi tra Dio e l'uomo, non cambia Dio... nell'antico testamento (per utilizzare il termine noto) abbiamo tanti esempi di Dio che stringe un allenza con l'uomo, questo sistematicamente viola l'alleanza e abbiamo una nuova allenza con persone differenti e condizioni differenti... vedete con Adamo (l'albero della vita e del bene e del male), vedete con Noè, vedete con Giacobbe etc etc. Gesù rispetta l'accordo e affinchè le promesse del testamentario entrino in forze bisogna che il testamentario muoia. Ecco che quindi abbiamo la grazia di Dio distribuita a tutti gli eredi (il mondo intero) e sappiamo anche che un erede può rifiutarsi di accettare l'eredità... e tristemente oggi è quello che molti fanno, però le cose sono abbastanza chiare se uno spende un pochino del suo tempo per valutare bene le cose.

KermitDep
05-08-2013, 06:47 PM
I patti dovrebbero essere i seguenti :

I sette Patti

a. Il Patto Edenico, stabilito con Adamo nell’EDEN, prima della caduta (Ge 2)
b. Il Patto Adamitico, formulato con Adamo subito dopo la caduta, al momento della cacciata dal giardino (Ge 4)
c. Il Patto Noetico, stabilito con Noè dopo il diluvio (Ge 9)
d. Il Patto Abramitico, stabilito con Abramo al momento della sua chiamata (Ge 12, 15, 17)
e. Il Vecchio Patto, che abbraccia tre patti:
- Il Mosaico, con Mosè sul Sinai;
- Il Palestinese, con Mosè e Giosuè, prima ed al momento dell’ingresso nella Palestina;
- il Davidico, con Davide al momento del trasporto dell’Arca a Gerusalemme
(Es 20; De: 29; 2^Sa 7:8-16)
f. Il Nuovo Patto, stabilito con Cristo (Eb 8; Gr 31:31-34)
g. Il Patto Eterno, che sarà stabilito al momento del ritorno di Cristo

Magazzinho
05-09-2013, 12:15 AM
Una buona sintesi, diciamo che danno un ottimo spaccato di quello che ho scritto sopra