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  1. #1

    Davvero la Bibbia difende e giustifica la schiavitù?

    Davvero la Bibbia difende e giustifica la schiavitù?

    1 - Introduzione: I detrattori gnostici
    2 - La legge di Mosè vs i 10 Comandamenti di Dio
    3 - Il significato effettivo e l'idea moderna del termine "schiavitù"
    4 - L'istituzione della schiavitù ebraica dell'AT nella legge di Mosè - il suo scopo, e la struttura
    5 - Confronto schiavitù ebraica dell'AT con schiavitù occidentale


    Introduzione: I detrattori gnostici


    C'è tanta disinformazione e approssimazione a riguardo, e la tematica della schiavitù è sempre stata utilizzata da detrattori gnostici quali Luciano Tansini per dare una giustificazione biblica alla loro filosofia, ideologia politica e dottrine che vanno diffondendo attraverso vari canali nel substrato culturale della società moderna. Il post quindi inizierà, a titolo di esempio, con l'analisi del substrato culturale alla base dei ragionamenti insinuosi di uno dei tanti "interpreti-corruttori" delle Scritture e della sua dottrina (Luciano Tansini), per poi proseguire nella definizione della schiavitù rispetto a quello che noi occidentali pensiamo e quello che effettivamente era e nell'analisi del ruolo della schiavitù nel suo contesto storico, sempre raffrontato alla concezione di schiavitù occidentale, quella dell'Antico Medioriente e dell'Antico Testamento.



    Luciano Tansini



    La parte introduttiva dello stesso articolo è fondamentale per comprendere la chiave di lettura che l'autore ha seguito nella sua interpretazione dei passi delle Scritture relativi alla schiavitù.
    L'autore è Luciano Tansini: "In numerosi viaggi (Africa, India, America Latina), ha ricercato la cultura animista e profetica dei miti, e dei riti." ...così come la Blavatsky, la Bailey etc etc, prima coincidenza...sarà solo questa?.
    Questo il suo approccio alle Scritture che egli stesso ci rivela nell'introduzione all'articolo da te postato:
    Tante volte avrei voluto o sono stato tentato di prendere la Bibbia e altri libri cosiddetti sacri e gettarli via dalla finestra. Ma quando stavo per farlo, o lo dicevo per scaramanzia, mi succedeva qualcosa. E poi il mito di Perseo mi ammoniva: ogni inganno nasconde verità: taglia la testa alla Medusa, la cui vista pietrifica, e ne uscirà Pegaso, il cavallo alato dell'Anima, su cui anche tu potrai volare. Aiuta la Medusa orribile (Dio) a trasformarsi in cavallo alato, in farfalla di libertà. Trai da veleno medicina!
    Il suo approccio alle Scritture è il seguente:

    • La Bibbia è UN INGANNO - VELENO
    • Il suo Dio è L'ORRIBILE MEDUSA

    Di conseguenza egli deve estrapolare dal veleno la medicina, deve "aiutare" questa orribile Medusa a trasformarsi in cavallo alato (Pegaso).

    Ottime premesse per iniziare la lettura della Bibbia... come faro per fuoriuscire dal labirinto o selva oscura, quale definisce la Bibbia, quest'uomo utilizza le filosofie animiste che stanno alla base delle varie dottrine orientali e della mitologia classica... ovvero quella cultura opposta e avversa alla dottrina biblica. Estrapolando quello che si addice alle proprie convinzioni significa MANIPOLARE il testo per farcelo rientrare nella propria ideologia.

    Ed infatti ecco uno dei riferimenti bibliografici che cita: [Ateismo nel cristianesimo, Ed. Feltrinelli, Milano, 1971, p. 107], la cui tesi è la seguente: "Il miglior cristiano è l'ateo". Ogni cosa diventa possibile, anche questo quando si estrapola dalle Scritture quello che si vuole.

    Tansini poi prosegue:
    Hai ricevuto il mio libro Ascolta Israele? Nelle prime pagine do il taglio della ricerca, e affronto Mosè e Gesù sia sul piano mitico che sul piano della loro pedagogia storico-politico-etica. E poi mi dicevo: Luciano, sospendi il giudizio, e pensa alla Bibbia nel suo aspetto completo, nella sua opera, lascia parlare la Bibbia alla Bibbia. E se la incontri come Medusa, rivolta lo sguardo glaciale del mostro su se stesso. E attraverso questa tecnica vedevo uscire Pegaso liberato, e vedevo i monopolizzatori del sacro annientati dal loro stesso trono: la Bibbia e il Vangelo e gli Atti e le Lettere degli Apostoli.
    Come affronto Mosè e i personaggi biblici? Li affronto non separati gli uni dagli altri, ma come organi vivi di una creatura autonoma e dipendente e in divenire, che chiamo "Bibbia", cosicché la Torah o la parte di destra della Bibbia la congiungo con la parte sinistra della Bibbia, così la parte del rigore e della violenza della Torah cerco di controbilanciarla con quella della misericordia della Torah, e di tutta la Bibbia tradizionalmente interpretata dai maestri ebrei, compresi Talmud, Midrashim. Cioè, per una esigenza di equilibrio, di completezza e di unità cerco di prendere la Bibbia nella sua unione maschile e femminile, per comunicare con lei come se fosse una creatura vivente.


    Yin Yang

    Questa la filosofia alla base dell'interpretazione di Tansini delle delle Scritture: lo Yin Yang.
    Il taoismo è una filosofia religiosa panteistica, monistica, con forti valenze naturalistiche, originaria della Cina, istituzionalizzatasi come tale all'incirca nel I secolo d.C.
    Tradotto per chi non lo afferra, un pagano che giudica da pagano un testo che smaschera la falsità del paganesimo che oggigiorno trova la sua propaganda "scientifica" nel Darwinismo e la Teoria dell'Evoluzione..
    La "dottrina" taoista, nacque sulla base di presupposti magico/religiosi (la pratica della magia è vietata nella Bibbia, e si avverte di stare alla larga da tali pratiche che Dio tiene in abominio): essa comprende alcune regole di comportamento (alimentari, igieniche, respiratorie anche di tipo sessuale) di derivazione sciamanica e quindi provenienti da una cultura precedente, probabilmente molto più antica dalla stessa di Huang Ti.

    Il preconcetto, il metro di valutazione adottato è l'interpretazione attraverso la concezione dello Yin Yang e delle filosofie cabalistiche; è quindi conseguente la visione che l'Antico Testamento sia di un Dio cattivo e violento ed il Nuovo Testamento di un Dio Buono, ovvero che Dio sia diviso tra il bene ed il male come gli uomini, e non a caso infatti tali dottrine portano a considerare l'uomo come un essere che attraverso l'evoluzione spirituale potrà elevarsi al rango di Dio, cocreatore etc etc... queste sono le estensioni ultime di tali concezioni filosofiche. Come vediamo tale lettura delle Scritture non tiene assolutamente in conto il contesto e la dottrina racchiusa nelle Scritture stesse, ma applica filosofie e dottrine esterne al testo per darne una interpretazione che vada ad assecondare tali filosofie che Tansini vuole diffondere, esteriorizzare, dandogli valenza e supporto anche con le Scritture... QUESTO E' FARE NEW AGE!
    E continua:
    ...Così Mosè cerco di vederlo sia come entità fisica e storica e materiale, sia come entità di sogno e di divenire, tutt'ora vivente nella vivente Bibbia, vista come qualunque creatura con la sua storia, e il suo sogno di divenire. E allora, per restare nell'esempio Mosè, Mosè nella Bibbia, nella sua unità maschile e femminile, mi appare essere l'iniziatore della vocazione all'Esodo di un popolo, egli stesso si fa popolo in un popolo di oppressi.
    Il Taoismo filosofico, attribuisce i mali del Mondo ai condizionamenti culturali che hanno allontanato l'uomo dalla sua vera essenza, quella più legata alla natura, indebolendo il suo "spirito vitale" (il peccato non esiste e la dottrina noterete è la stessa che troviamo negli assiomi dello Zeitgeist Movement). Gli intralci creati dalla cultura devono quindi essere eliminati, per far questo l'individuo deve ritornare ad uno stile di vita "primordiale", "naturale", più sano, più puro e più armonico rispetto ai ritmi che scandiscono il divenire naturale all'interno dell'universo.
    Secondo i Taoisti, una delle caratteristiche fondamentali della natura è l'alternanza tra wei e wu wei, azione/non-azione. Dal concetto di wu wei, deriva quello del "Grande Termine" nel quale l'indifferenza alle cose del Mondo, il silenzio e la quiete regnano sovrani. Sulla base del wei/wu wei, il Taoismo tenta di dare una descrizione e una spiegazione delle meccaniche che stanno alla base del divenire universale, dell'esistente e dei suoi mutamenti.
    Alla base di queste meccaniche vi sarebbe il Tao, all'interno del quale "vive" il Te ( la virtù, il potere), una forza inattiva e priva di scopo che si identifica con il Tao stesso. Il Tao è strettamente connesso con i concetti di Ying e Yang, e potrebbe essere tradotto come "via", "cammino" o anche come "corso naturale delle cose" (o degli eventi), tutte parole e frasi riferite al principio del "divenire" che sta alla base di ogni evento universale, un vero e proprio "flusso vitale" che scorrendo produce e trasforma la realtà di ogni essere animato e inanimato. La funzione fondamentale del Tao, è dovuta in particolare all'azione combinata di due forze che stanno alla base del divenire delle cose: lo Yang (il moto, il maschile, l'attivo, il bianco) e lo Ying (l'assenza di moto, il femminile, il passivo, il nero) come nel suo simbolo il "cerchio Ying- Yang".

    E poi, anche se storicamente non si fosse verificato il fatto dell'Esodo, con la nascita di Mosè dalle "acque", e con le uccisioni degli innocenti ad opera del faraone, non per questo la vitalità iniziatica alla libertà di un Mosè o di un Esodo di libertà, perderebbero la loro grande forza. E se anche si sviluppasse un conflitto tra la pedagogia del Mosè storico con quello biblico dell'Esodo, ne prenderei atto per vitalizzare ancora di più il Mosè dell'Esodo antiimperiale e internazionalista: "muoia il faraone Erode e tutti i figli e servi di cotale autorità".
    Quì emerge a quale corrente politica appartiene, quali correnti politiche tali filosofie covino in seno e sostengano e quale sia il sogno a cui ambiscono: il Socialismo Internazionale, Mondiale. Come potete notare, cliccando su sito ufficiale italiano - socialismo mondiale , appare il blog del Movimento Socialista Mondiale. Andando poco sotto vi è un articolo che riporto:

    [SPOILER]Domenica 16 gennaio 2011
    C'è un'alternativa




    Il mondo è ricco di materie prime, di tecnologie, di conoscenze e di capacità umane, al punto che se il mondo fosse organizzato in un modo differente, tutti potrebbero godersi una vita soddisfacente in assenza di povertà.

    Perché non riorganizziamo la società in modo da ottenere i benefici di questi progressi scientifici? Perché tutti i governi (che la gente mette al potere) cercano soluzioni all’interno della struttura del sistema sociale basato sul denaro, sulle retribuzioni e sulla compravendita.

    La storia ci mostra che il capitalismo fu istituito da una minoranza di persone (i proprietari del capitale) per dirigere nell’interesse di quella minoranza. Se tutti avessimo abbastanza capitale, non saremmo obbligati a diventare schiavi salariati – quindi chi farebbe tutto il lavoro?

    Pertanto, se non c’è profitto, non c’è produzione e non c’è nessuna disponibilità. Questo è il modo in cui il sistema attuale funziona! Se non puoi permetterti qualcosa, devi farne a meno.

    Alcune persone (siccome sono state stimolate a pensare solo in termini di denaro, retribuzioni e compravendita) rifiuteranno sicuramente qualsiasi alternativa etichettandola come un sogno remoto. Altre sosterranno che la natura umana la renderebbe impossibile.

    È essenziale che si capisca e si creda nella capacità della gente di cambiare, altrimenti si finisce per abbandonare qualsiasi possibilità di un cambiamento serio nella società.

    L’alternativa è il mondo che appartiene a tutta la sua gente, producendo le cose di cui abbiamo bisogno per vivere e goderci la vita. Soddisfacendo direttamente i bisogni della gente! Ciò significa niente denaro, retribuzioni e compravendita.

    Perché dovremmo riacquistare quello che abbiamo prodotto collettivamente?

    Questo antiquato sistema di razionamento deve sparire. C’è un mondo di abbondanza per cui lavorare. Il lavoro sarebbe cooperativamente organizzato su basi volontarie. Tutti avrebbero libero accesso a ciò di cui hanno bisogno, e avrebbero un’equa voce e voto in decisioni che influirebbero sulla loro vita.


    L’Avvento e il Declino del Denaro


    Molte persone pensano che il denaro sia sempre esistito e perciò che esisterà per sempre. Sbagliato.

    Gli esseri umani hanno vissuto su questo pianeta per centinaia di migliaia di anni senza usare il denaro. Quando erano affamati, mangiavano. Quando erano assetati, bevevano. Qualsiasi cosa che era disponibile per chiunque era disponibile per tutti.

    Non era il paradiso, perché il cibo era scarso, e le comunità in crescita erano alla fine obbligate dalla scarsità a competere per vivere.

    In primo luogo avvenne l’invenzione dell’agricoltura, e la conseguente necessità di difendere la terra, o proprietà, su cui i raccolti venivano coltivati. [Mi intrometto: basano tutto sulla visione evoluzionista della vita]

    Benché questo diede alle comunità più stabilità e crescita, l’agricoltura e l’allevamento di animali non potevano da soli fornire tutto quello di cui avevano bisogno per svilupparsi come culture. Perciò avevano la necessità di associarsi con altre comunità e di ottenere le loro risorse. Ma nella nuova cultura della proprietà non ci fu mai più la libertà di prendere qualsiasi cosa che era disponibile.

    E quindi iniziò lo scambio di prodotti conosciuto come commercio. E benché alcune società piuttosto avanzate dell’età del bronzo riuscissero a commerciare molto bene usando il baratto (per es. gli egiziani), era un modo estremamente scomodo di eseguire le transazioni. Con l’avvento dell’Età del Ferro, per la prima volta del metallo economico fu abbondante, e il conio fu lentamente introdotto per facilitare il commercio.

    La civiltà è da allora cresciuta sulla schiena di questo commercio, la cui sofisticazione fu resa possibile dall’invenzione del denaro. Per le menti moderne quindi, la civiltà poggia sul denaro. Questo è un fraintendimento. Infatti è solo il commercio che poggia sul denaro. La civiltà poggia sicuramente sulla distribuzione di beni materiali, ma la distribuzione e il commercio non sono la stessa cosa, proprio come il dare e il vendere.

    Le moderne società industriali ci hanno dato i mezzi per liberarci per sempre da quella scarsità che ha sempre incalzato i nostri antenati. Il denaro non è più una caratteristica necessaria o logica della società, e solo una piccola minoranza trae benefici dalla sua presenza.

    Nella storia molte cose sono diventate antiquate, come il motore a vapore e le penne d’oca.

    Il denaro sta per unirsi a loro
    .

    (Traduzione di un volantino del partito inglese del MSM)
    [/SPOILER]
    Tale articolo, che promuove il sogno di una società utopica, dove il lavoro è volontario, tutti hanno tutto e non esiste più il danaro, perchè soppiantato da una economia naturalistica basata sulle risorse, noterete che è la stessa identica visione di un altro movimento: lo Zeitgeist Movement.
    Quì potete visionare la loro introduzione (dove si riprendono i concetti naturalistici e del divenire che ritroviamo nel taoismo):
    è importante capire che tutto nella vita comporta una progressione naturale, dobbiamo riconoscere la realtà che la specie umana ha l’abilità di rallentare drasticamente o paralizzare il progresso, attraverso strutture sociali che sono anacronistiche, dogmatiche e quindi non in linea con la natura stessa.
    [...] Questo movimento si basa su una presa di coscienza, in supporto a un progresso evolutivo fluido [Mi intrometto: il divenire], sia personale sia sociale, tecnologico e spirituale. Riconosce che la specie umana è su un cammino naturale per l’unificazione [Mi intrometto: il socialismo internazionale], derivante da un comune riconoscimento di dati fondamentali e quasi empirici su come la natura lavora e come noi in quanto umani siamo parte e interagiamo in questa apertura universale chiamata vita
    [...] Secondo questo modello, la società è creata come uno specchio della natura, con le variabili predefinite e inerenti al progetto.
    mentre quì potete visionare la loro sezione tecnologia (una delle sezioni in cui introducono il concetto di eliminazione della moneta e del lavoro come forma di volontariato che ritroviamo nel Movimento socialista Mondiale per spingere il sogno di un governo mondiale basato sulle risorse):
    La nozione di “divertimento” è un’invenzione monetaria, creata per l’oppressiva e fascista istituzione del lavoro salariato. La pigrizia è, nei fatti, una forma di rigetto del sistema. E’ una qualità che esiste solo in virtù dell’oppressione e servitù richiesta.
    In una vera società, non ci sarebbe alcuna differenza tra “lavoro” e “divertimento”, in quanto gli uomini dovrebbero essere liberi di impegnarsi in tutto ciò che ritengono rilevante. In altre parole, considera la curiosità e l’interesse di un bambino. Lui o Lei non sa neanche cosa sia il denaro…[...] i più grandi contribuenti alla nostra società, come Einstein, Newton o Galileo, hanno fatto quello che hanno fatto senza interesse per il denaro. L’hanno fatto solo perché lo volevano. L’atto del fare e contribuire era il loro riconoscimento.
    [...] E’ tempo di smetterla di pensare alle preoccupazioni monetarie e le sue limitazioni, cominciare a pensare alla possibilità che abbiamo qui sulla terra nei suoi sensi più ampi.
    E’ questo interesse che ha portato al concetto di una ‘Economia Basata sulle Risorse’ [Resource Based Economy].
    invece quì, nella sezione obbiettivo ritroviamo la componente dottrinale taoista secondo cui i mali del mondo sono dovuti ai condizionamenti culturali:
    Quindi, un vero cambiamento non potrà esserci semplicemente modificando la propria personale comprensione o le proprie decisioni, bensì cambiando le strutture sociali che influenzano queste comprensioni e decisioni.
    così come nella sezione spiritualità, (leggetela tutta, faccio una breve citazione):
    La natura stessa è il nostro maestro e le nostre istituzioni sociali e le nostre filosofie dovrebbero essere derivate da questa comprensione fondamentale e “spirituale”.



    Ritornando quindi alla citazione di Luciano Tansini, è palese come egli estrapoli dalle Scritture e reinterpreti alcuni versi per farli calzare dentro l'ideologia socialista, antiimperialista, internazionalista che vuole promuovere e che cova al suo interno, come un cavallo di Troia, le filosofie orientali che la Bailey premeva per esteriorizzare; e tali dottrine e visioni politiche sono in antitesi con quello che le Scritture insegnano. Quindi si capirà poi come mai si enfatizzi sulla tematica della schiavitù nella Bibbia (in barba all'onestà intellettuale e degli elementi essenziali per la comprensione del reale significato, che vedremo vengono volontariamente esclusi nell'avanzare i ragionamenti) e attribuisca a Mosè quei titoli e missione alla "Cheguevara" o alla "Ghandi": antiimperiale e internazionalista e.... muoia il faraone Erode e tutti i figli e servi di cotale autorità!
    Questo si che è piegare e manipolare il contenuto Biblico per fini ideologici!
    Mosè guidava via dall'Egitto verso la Terra Promessa il popolo di Dio tra le popolazioni ostili, non voleva praticare nessuna politica anti imperialista, ne tanto meno promuovere una società internazionale basata sul naturalismo, il divenire universale etc etc. Non voleva abbattere la piramide sociale che vedeva a capo il faraone, Dio ha ispirato persone comuni così come imperatori, ha mandato in rovina l'impero egiziano perchè non lasciava libero il popolo di Dio nel momento in cui Dio aveva deciso di proseguire nel piano divino verso la salvezza del genere umano, la cui tappa di quella particolare fase storica era di preservare e portare l'unico popolo tra i popoli di allora della terra rimastogli fedele nella terra promessa; non perchè voleva fare una rivolta sociale antiimperialista e internazionalista, e lo stesso Gesù in totale concordanza afferma: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». (Matteo 22:21).

    Ma cos'è che manca di fondo a queste interpretazioni fallaci delle Scritture? La conoscenza e la contestualizzazione degli eventi, e la conoscenza della dottrina. Ecco che così si possono attribuire a Dio colpe che non ha, responsabilità che non ha e farle rientrare in quella visione filosofica dello Yin Yang.
    Ma davvero è stato Dio a dare l'organizzazione sociale con tutte le sue aberrazioni di cui ci si lamenta? Cosa racconta la Bibbia?

    [SPOILER]
    La responsabilità delle proprie scelte




    La struttura sociale se l'è data l'uomo dopo la cacciata dall'Eden, non Dio; l'uomo nell'Eden non lavorava secondo la nostra concezione di lavoro, non soffriva, non aveva preoccupazioni, non conosceva la morte, viveva con Dio... non conosceva il male, ovvero il principio che regola questo mondo (bene e male) governato da Satan (l'oppositore).
    L'uomo vive nello Yin Yang perchè di sua scelta ha deciso di non seguire le raccomandazioni di Dio, di non seguire il Suo Verbo, di non seguire lo Spirito di Verità, ma di farsi guidare dagli istinti sensoriali, materiali (la vista, il gusto) e dallo spirito dell'anticristo: la presunzione, l'ambizione di poter diventare come un Dio e di più.
    Ha attinto quindi dall'albero del bene e del male ingannato dal più astuto e intelligente degli angeli: Lucifero (Dio ha creato Lucifero, non Satana; Lucifero HA DECISO di diventare Satana), colui che si era ribellato al creatore accecato dalle sue ambizioni, colui che ha portato alla ribellione un terzo degli angeli, affermando che egli, avrebbe potuto governare gli uomini meglio di Dio.
    Se Dio avesse eliminato Lucifero (cosa che avrebbe potuto fare) gli altri angeli sviati avrebbero visto la cosa come ingiustizia e prova delle insinuazioni di Lucifero; quindi Dio sarebbe apparso cattivo, violento, totalitario, oppressore.
    Ma questa non è l'indole del Dio di cui le Scritture ci danno testimonianza.

    Egli ci ha creato per amarlo per conoscerlo e condividere con lui il creato. Ma perchè ci sia vero amore ci deve essere la possibilità di scegliere se amare o non amare, altrimenti saremmo stati alla stregua di macchine progettate appositamente per venerarlo...e questo non sarebbe stato vero amore.
    Siamo stati creati quindi liberi di accettarlo o rifiutarlo, questa è la grande libertà donataci e il più grande segno d'amore nei nostri confronti.
    Quindi Dio non forza, Dio chiama e grazie a Dio anche con una pistola puntata sulla tempia non si può obbligare qualcuno ad amare.

    Dio ha permesso a Lucifero (divenuto Satan: l'oppositore e diavolo: calunniatore, perchè insinuò il dubbio su Dio tra gli angeli) di dimostrare dinnanzi a tutto il creato quello che aveva insinuato: che poteva governare al posto di Dio. Il bene deriva da Dio, tutto ciò che si discosta da Dio è male.
    Dio ha concesso a Satana di tentare Adamo ed Eva...Questi hanno ascoltato l'istinto, i sensi, le ambizioni e si sono dimenticati di Dio, della Sua Parola e Leggi, hanno dubitato la Sua Parola e così l'hanno considerata falsa: hanno peccato (questo il significato di peccato: il trasgredire la Parola, i comandi di Dio = allontanarsi dal bene = fare del male - Dio è/dà la vita; decidere di vivere senza Dio equivale all'inesistenza, a morire, estinguersi).

    Dio disse che sarebbero morti qualora avessero deciso di vivere senza la sua Parola, separati da Lui, non poteva costringerli a non attingervi, ma loro hanno scelto, hanno attinto dall'albero della conoscenza del bene e del male e sono passati sotto la giurisdizione di Satana perdendo il dominio sul pianeta che Dio gli aveva affidato.

    Tutti i mali che vediamo, compresa quella sofferenza e condizione disparitaria che deriva dall'organizzazione sociale dell'uomo, sono la conseguenza dalle scelte dell'uomo il cui principe incontrastato è Satana. Un uomo imperfetto non può creare un mondo perfetto e Luciano Tansini, come tutti gli aderenti (consapevolmente o meno) alla scuola misterica, capovolgono la frittata!

    Il mondo è un grande palcoscenico, e tutti gli occhi sono puntati su di noi; c'è un processo in atto. Il tempo per Satana per provare che egli potesse governare gli uomini al posto di Dio è a tempo determinato (Dio è fuori dal tempo, sa già come andrà a finire, stà alle singole persone scegliere di pentirsi dei peccati commessi e rimetterli a Gesù ritornando a Dio). Nel momento in cui ha messo a morte Gesù Cristo (che era senza peccato) tutti gli angeli hanno avuto la conferma che Dio aveva ragione e che Satana aveva torto, che Satana era malvagio e ingannatore... il suo accesso ai celi è stato quindi impedito, e la sua azione è da allora confinata alla sola Terra, il nostro pianeta; siamo quindi ora nell'epoca profetica del Giudizio; Gesù-Dio si è sacrificato per espiare col suo sangue tutti i peccati del mondo, quei peccati che prima venivano espiati col sangue dell'agnello come simbolo e preparazione della gente per quello che sarebbe accaduto con la venuta del Messia. Dio si è sacrificato per espiare i nostri peccati, siamo quindi tutti salvi riponendo la nostra fede in Gesù Cristo. Cosa vuol dire avere fede? Riconoscerlo come il nostro Creatore e avere la Sua fede e rispettarne i comandamenti [i 10 comandamenti (quelli che non a caso la Chiesa Cattolica ha modificato nei libri di catechismo) sono il carattere, il "nome" di Dio].

    Cosa rimane da fare a Satana? Sviare il numero più alto possibile di persone, egli aveva detto che tutto il mondo l'avrebbe adorato e quello è il suo obbiettivo, ed il fine giustifica i mezzi; egli vuole l'adorazione dell'intero mondo per sè e contro Dio; chi non è con Satana è contro di Satana e non merita di stare in vita nella Nuova Era che ha in mente.

    Saranno i Santi (tutti coloro che si rimettono alla grazia gratuita di Gesù Cristo e che saranno Giusti al cospetto del Giudizio di Dio - non quindi coloro proclamati santi dalla Chiesa Cattolica) a giudicare gli angeli (Satana e coloro che l'hanno seguito) dopo che Dio mostrerà ai giusti quello che hanno fatto sulla terra.[/SPOILER]

  2. #2
    Detto questo si ha già una più ampia panoramica dottrinale delle Scritture, quale chiave di lettura dei versi da essa estrapolati e commentati nell'articolo in questione; ma concludiamo, prima di proseguire più nello specifico, l'introduzione dell'articolo.
    Sempre Luciano Tansini:
    Ho conforto in quello che dico da insegnamenti "nascosti" di grandi iniziati kabalistici ebrei e non ebrei. Ed allora se l'amico Barbiero scopre un Mosè storico, l'unico vissuto realmente, che è come Hitler o peggio di Hitler, io ne prendo atto con lui, ma l'altro mitico Mosè, il vero Mosè, organo della creatura Bibbia, riceverà ancora di più vitalità: il Mosè dell'Esodo, il Mosè dei profeti, il Mosè di Dio, dell'orfano, della vedova e dello straniero, si contrapporrà ancora di più a quel Mosè storico.
    Ecco che lo stesso Tansini svela da dove trae la sua sapienza: insegnamenti "nascosti", grandi iniziati Cabalisti, la Cabala, che permea le dottrine massoniche, teosofiche e via dicendo.

    Chiudo l'analisi dell'introduzione dell'articolo di Luciano Tansini:


    Lao Tze divinizzato

    Mi piacerebbe incontrarti di nuovo, e farti vedere sistematicamente l'opera che sto sviluppando, sperando che tutto questo mio andare non sia vanità come tante volte sento, eppure mi illudo che non sarà tutto così. Sarò contento se tu mi pubblicherai qualcosa, con tutte le riserve che hai sul mio modo di procedere, sapendo che "un avversario leale è più di un amico" (Lao Tze)
    Questa citazione di Lao Tze sigilla le connessioni da me sopra esposte ed il cerchio si chiude.
    Il Taoismo deve la sua grande fama ad uno dei maggiori filosofi cinesi, Lao Tze (letteralmente "Antico Maestro") che visse tra il VI e il V secolo a.c. Egli fu infatti l'autore del Lao Ci, successivamente chiamato Tao Te-Ching ("Libro della via e della virtù"), dove raccolse le sue più importanti riflessioni. Insieme alle opere di Chuang Tzu e Lieh Tzu, fra tutti i classici del taoismo, il Tao Te-Ching rappresenta il testo più importante.

    Alla luce di quanto detto si comprenderà meglio il senso dell'analisi che Tansini fa di tutto ciò che concerne il contenuto biblico.

    Ora passerò a definire il concetto di schiavitù nella Bibbia in dettaglio, così da mettere in risalto le astute menzogne dei detrattori e ridare confidenza a coloro che cercano davvero la verità nelle Scritture, sfatando i luoghi comuni provenienti da personaggi di cui Luciano Tansini è solo un esempio fra tanti. Vedrete che si sollevano polveroni il cui unico fine è quello di screditare il contenuto del testo biblico per colpire Dio, e piegare la Sua Parola verso altri lidi: le filosofie e dottrine di stampo misterico.

  3. #3
    La legge di Mosè vs i 10 Comandamenti di Dio





    Innanzitutto voglio che vi rendiate conto della differenza tra la Legge di Mosè ed i 10 Comandamenti di Dio.

    Molte persone spesso confondono la Legge di Mosè con la Legge dei 10 Comandamenti di Dio, ma questi sono molto differenti.
    La legge di Mosè era la legge temporanea e cerimoniale dell'Antico Testamento. Regolava il sacerdozio, i sacrifici, i rituali, offerte di cibo e bevande, etc., ogniuno dei quali prefigurava la croce. Questa legge venne aggiunta " fino alla venuta della progenie" e quella progenie era Gesù Cristo (Galati 3:16,19). I rituali e le cerimonie della legge di Mosè erano rivolte in avanti al sacrificio di Cristo. Quando Egli morì, questa legge terminò, ma i 10 Comandamenti (la legge di Dio) "rimanevano fermi per l'eternità" (Salmi 111:7-8).
    Ci sono due leggi che sono rese limpide nei seguenti versi.
    In Daniele 9:10 parla riguardo la legge di Dio, e nel verso 11 parla della legge di Mosè:

    Daniele 9:10 e non abbiamo ascoltato la voce dell'Eterno, il nostro DIO, per camminare nelle sue leggi, che ci aveva posto davanti per mezzo dei suoi servi, i profeti. 11 Sì, tutto Israele ha trasgredito la tua legge, si è sviato per non ubbidire alla tua voce; perciò si è riversata su di noi la maledizione e l'imprecazione scritta nella legge di Mosè, servo di DIO, perché abbiamo peccato contro di lui.

    TENETE BENE PRESENTE: che la legge di Dio è esistita almeno tanto a lungo quanto è esistito il peccato. La Bibbia afferma: "infatti dove non c'è legge, non vi è neppure trasgressione.[peccato]" (Romani 4:15). Quindi i 10 Comandamenti esistevano dall'inizio. L'uomo infranse quella legge. "Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge." (1 Giovanni 3:4). A causa del peccato (o infrangendo la legge di Dio), venne data la legge di Mosè (o "aggiunta" Galati 3:16,19) fino a che sarebbe venuto Cristo e sarebbe morto. Due leggi separate erano coinvolte: la legge di Dio e la legge di Mosè.




    Come possiamo chiaramente vedere da questa tabella che ho preparato, i detrattori giocano sulla confusione e intercambiabilità deltutto arbitraria del reale significato delle parole. Le carenze conoscitive delle Sacre Scritture portano le persone alla incomprensione, smarrimento e rifiuto parziale o in toto delle stesse, non riuscendo a contestualizzare e dare un riscontro coerente alle cose.

  4. #4
    Il significato effettivo e l'idea moderna del termine "schiavitù"





    Dobbiamo renderci conto che l'idea che noi associamo al termine schiavitù, non corrisponde a ciò che essa era e significava realmente in passato; tale idea si rifà perlopiù alla schiavitù del Nuovo Mondo che viene definita unica nel suo genere:


    Iniziamo con l'Enciclopedia dell'Antropologia Culturale:


    "Gli studiosi non sono d'accordo sulla definizione di "schiavitù ". Il termine è stato utilizzato varie volte per una vasta gamma di istituzioni, tra cui la schiavitù delle piantagioni, il lavoro forzato, la fatica delle fabbriche e laboratori clandestini, il lavoro minorile, prostituzione semivolontaria, matrimonio della sposa per fini economici, adozione di bambini per soldi, e pagamento per maternità surrogata. Da qualche parte all'interno di questa gamma, il significato letterale di "schiavitù" si sposta in senso metaforico, ma non è del tutto chiaro a che punto. Un problema analogo sorge quando si guardano altre culture. Il motivo è che il termine "schiavitù" è evocativo piuttosto che analitico, richiamando alla mente una vaga serie di caratteristiche diagnostiche. Queste caratteristiche derivano principalmente dalla più recente esperienza diretta occidentale con la schiavitù, quella del sud degli Stati Uniti, Caraibi e America Latina. L'immagine attuale occidentale della schiavitù è stata costruita, tirata fuori alla rinfusa dalle rappresentazioni di questa esperienza nella letteratura abolizionista del XIX secolo, e poi romanzi, libri di testo, e film ... Da un incrocio culturale globale e storico, tuttavia, la schiavitù del Nuovo Mondo è stata un insieme unico di caratteristiche ... In breve, la maggior parte delle varietà di schiavitù non hanno evidenziato i tre elementi che sono stati dominanti nella schiavitù del Nuovo Mondo: gli schiavi come merce e proprietà ; il loro uso esclusivamente come forza lavoro; la loro mancanza di libertà ... "

    Encyclopedia of Cultural Anthropology (4 vols), David Levinson and Melvin Ember (eds), HenryHolt:1996.
    "Schiavitù" è una parola molto relativa oggigiorno; dobbiamo essere molto attenti nel non auto associarla con i più 'vivaci' esempi della schiavitù del Nuovo Mondo. Ad esempio, in Occidente non diremmo mai che del presidente italiano i membri del gabinetto erano suoi 'schiavi', ma questo termine sarebbe stato loro applicato nei regni dell'antichità nel periodo dell'Antico Testamento; e, in quello stesso periodo, anche se bambini e famiglia potevano essere comprati e venduti, non sono mai stati realmente denominati 'schiavi' - l'aspetto della proprietà (per tali operazioni) NON definisce esplicitamente la nozione di 'schiavitù':
    "La libertà nell'antico Vicino Oriente era un relativo, non assoluto stato, come l'ambiguità del termine per "schiavo" in tutte le lingue della regione illustra. "Schiavo" poteva essere utilizzato per fare riferimento a un sottoposto nella scala sociale. Infatti i sudditi di un re venivano chiamati i suoi "schiavi", anche se erano cittadini liberi. Il re stesso, se un vassallo, era lo "schiavo" del suo imperatore; re, imperatori e simili erano "schiavi" degli dei . Anche un individuo socialmente inferiore, rivolgendosi ad uno socialmente superiore, si riferiva a se stesso per educazione come "il vostro schiavo". C'erano, tralaltro, una miriade di condizioni servili che non venivano considerate come di schiavitù: il figlio, la figlia, la moglie, il servo della gleba , o il pegno umano ".

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.
    Di conseguenza, credo che - per evitare le associazioni infiammatorie che gli occidentali naturalmente elaborano quando qualcosa fa riferimento alla 'schiavitù' - è cosa saggia definire con cura la struttura di ciò che consideriamo oggi come 'schiavitù' e confrontarla con l'istituzione della 'schiavitù Ebraica' dell'AT. La schiavitù del Nuovo Mondo differisce sostanzialmente dalla maggior parte delle istituzioni dell'Antico Medio Oriente classificate come 'schiavitù', le quali differiscono a loro volta in punti significativi dalla schiavitù dell'AT.

    Sempre l'Enciclopedia di Antropologia Culturale afferma:
    "La 'schiavitù' del Nuovo Mondo era una congiunzione unica di caratteristiche. Il suo uso di schiavi era sorprendentemente specializzato come lavoro non libero finalizzato alla produzione di merce, come il cotone e lo zucchero, per un mercato mondiale". E Britannica: "Nel 1850 quasi due terzi degli schiavi delle piantagioni erano impegnati nella produzione di cotone ... il Sud fu completamente trasformato dalla presenza della schiavitù. La schiavitù generò profitti comparabili a quelli di altri investimenti e terminò solo in seguito alla Guerra tra gli Stati ". (s.v. "schiavitù")

    Encyclopedia of Cultural Anthropology (4 vols), David Levinson and Melvin Ember (eds), HenryHolt:1996.
    Nell'Antico Medio Oriente (come nell'AT) questo NON era il caso. La motivazione dominante (statisticamente) fu il sollievo economico dalla povertà (la schiavitù venne iniziata dagli schiavi - NON dai padroni -e gli utilizzi primari erano puramente domestici (eccetto nei casi di schiavitù di Stato, dove gli schiavi venivano usati nelle costruzioni)

    Il lavoro definitivo della Storia della Legge dell'Antico Medio Oriente oggi consiste nell' opera in due volumi (History of Ancient Near Eastern Law). Questo lavoro (eseguito da 22 studiosi) setaccia ogni documento legale dell'epoca dell'Antico Medio Oriente (per periodo), e include sezioni sulla schiavitù.
    Qulche quotazione:
    - "La maggior parte degli schiavi di proprietà di Assiri in Assur e in Anatolia sembrano essere stati (in origine), schiavi per debito - persone libere vendute come schiavi da un genitore, un marito, una sorella maggiore, o da loro stessi"

    - "Le vendite di mogli, figli, parenti, o se stessi, a causa di costrizione finanziaria, sono un elemento ricorrente del panorama socio-economico Nuzi ... Un caso un po diverso è quello degli stranieri di sesso maschile e femminile, chiamati hapiru (immigrati) che si davano in schiavitù a individui privati o all'amministrazione del palazzo. La povertà era la causa di questi accordi ... "

    - "La maggior parte dei casi registrati di ingresso di persone libere in schiavitù [in Emar] sono a causa di debiti o di carestia o entrambe ... Una pratica comune per un finanziatore era quella di pagare i diversi creditori, in cambio per il debitore di diventare il suo schiavo."

    - D'altra parte, si parla di persone libere che sono vendute come schiavi a causa delle condizioni di carestia e la critica situazione economica delle popolazioni [Canaan]. Figli e figlie sono venduti per le disposizioni... "

    - "Il metodo più frequentemente citato di schiavitù [neo-sumerico, UR III] era la vendita di bambini da parte dei loro genitori. La maggior parte sono donne, perlopiù vedove, che vendono una figlia; in un caso una madre e una nonna vendono un ragazzo ... Ci sono inoltre esempi di auto vendita. Tutti questi casi chiaramente nascevano dalla povertà; non è precisato, tuttavia, se il debito era specificamente in questione ".


    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.

    Schiavitù del Nuovo Mondo:

    Ingresso: La schiavitù era per la stragrande maggioranza involontaria. Gli esseri umani venivano catturati con la forza e venduti attraverso trafficanti di schiavi.
    Questo era vero sia per il commercio di schiavi Islamico che Europeo. Britannica:
    Gli schiavi sono stati posseduti in Africa nera nel corso della storia registrata. In molte zone c'erano società di schiavi su larga scala, mentre in altre vi erano società che possedevano gli schiavi. La schiavitù era praticata ovunque anche prima della nascita dell'Islam, e gli schiavi neri esportati dall'africa furono ampiamente commerciati per tutto il mondo islamico. Circa 18 milioni di Africani passarono per la rotta commerciale Islamica degli schiavi Trans-Sahariana e dell'Oceano Indiano tra il 650 e il 1905. Nella seconda metà del 15 ° secolo gli Europei iniziarono a commerciare lungo la costa occidentale dell'Africa, e dal 1867 tra i 7.000.000 e 10.000.000 di Africani furono spediti come schiavi nel Nuovo Mondo .... Il rapporto tra Africani e schiavitù del Nuovo Mondo era fortemente complementare. Proprietari di schiavi africani richiedevano principalmente donne e bambini per l'incorporazione del lavoro e del lignaggio e tendevano a uccidere i maschi, perché causavano problemi ed erano in grado di fuggire. Il commercio transatlantico, dall'altro lato, richiedeva principalmente maschi adulti per il lavoro e questo fatto salvò da una certa morte molti maschi adulti che altrimenti sarebbero stati abbattuti a titolo definitivo dai loro sequestratori africani ".

    Encyclopaedya Britannica
    Nel Antico Medio Oriente (e soprattutto nell'Antico Testamento), era il caso opposto . Questo dovrebbe essere ovvio dal punto di vista del MOTIVO : l'entrare in questo stato di dipendenza era una scelta causata dall'impoverimento, così da superarlo in cambio di sicurezza economica e protezione. Alcuni contratti di schiavitù difatti enfatizzavano questo aspetto volontario!:
    Una persona potrebbe sia entrare in schiavitù sia essere venduto da un genitore o parente. Le persone vendevano le loro mogli, nipoti, il fratello (con moglie e figlio), la sorella, la cognata, la nuora, i nipoti e la nipote...Molti documenti sottolineano che la transazione è volontaria. Questo vale non solo per l'auto vendita, ma anche per coloro che sono oggetto di vendita, anche se probabilmente a volte il loro consenso doveva essere stato fittizio, come nel caso dell'assistenza infantile"

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.
    Questo potrebbe essere visto anche dal fatto che la guerra/violenza NON era una delle principali fonti di 'veri' schiavi nel Antico Medio Oriente (tantomeno nell'Antico Testamento). Per esempio, anche se vi erano un gran numero di prigionieri di guerra nell' Antico Medio Oriente, essi generalmente NON venivano trasformati in schiavi, ma piuttosto in mezzadri, servi:
    "In tutti i periodi dell'antichità, Egiziani, Mesopotamici, Ittiti, Persiani, e di altri governanti Orientali portavano via grandi masse di prigionieri dalle loro battaglie vittoriose. Ma solo una parte insignificante di loro venivano trasformati in schiavi; tutti gli altri venivano collocati sul territorio come servitù di palazzi e templi .... La questione si pone, perché le masse di prigionieri di guerra non venivano ridotti in schiavitù?. La schiavitù era la forma ottimale di dipendenza, e molto spesso non vi era carenza di prigionieri catturati in guerra. Oltre a ciò, non vi erano norme legali o etiche che prevenissero che questi detenuti venissero trasformati in schiavi. Ma questo accadeva in una percentuale trascurabile di casi, mentre la stragrande maggioranza veniva collocata in luoghi appositamente previsti per loro, pagavano le tasse reali, svolgevano gli obblighi, compreso il servizio militare ".

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992
    "La guerra è citata solamente come fonte di schiavitù per le istituzioni pubbliche. Il metodo più frequentemente citato di schiavizzazione era la vendita di bambini da parte dei loro genitori. La maggior parte sono donne, perlopiù vedove, che vendono una figlia; in un caso una madre e una nonna vendono un ragazzo ... Ci sono anche esempi di auto vendita. "

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.
    Lo stesso, ovviamente, si può dire di Israele. Per esempio, anche nelle guerre in terra straniera (per esempio, Deuteronomio 20), se una città si arrendeva, diventava uno stato vassallo a Israele, con la popolazione che diventava servitù (mas), non schiavi (ebed, amah). Essi avrebbero eseguito quella che viene chiamata 'corvée' (una sorta di arruolamento, progetti speciali di lavoro, e spesso a rotazione - più tardi gli Israeliti fecero come masim sotto Salomone, 1 Re 5). Questo era analogo alla pratica dell'Antico Medio Oriente, in cui prigionieri di guerra non venivano resi schiavi, ma convertiti in gruppi vassalli:
    "Le nazioni assoggettate dagli israeliti venivano considerate schiave. Esse tuttavia non erano schiave nel senso proprio del termine, sebbene erano obbligate a pagare le imposte reali e a eseguire lavori pubblici"..

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992
    E poiché la maggior parte della schiavitù avveniva attraverso l'auto vendita o la vendita familiare, era come volontaria (almeno tanto volontaria quanto la povertà consente), Levitico 25, in cui i verbi sono di 'acquisizione' e non di 'presa forzata' o 'conquista' ecc

    Schiavitù del Nuovo Mondo:

    Trattamento: Gli schiavi erano spesso maltrattati per gli standard moderni, e le punizioni erano estreme

    Le immagini che abbiamo della Vecchia America del Sud sono zeppe di maltrattamenti, e non abbiamo bisogno di alcuna documentazione a riguardo. Nell'Antico Medio Oriente, d'altro canto, vi era molto meno severità, soprattutto a causa delle differenze negli atteggiamenti del 'padrone' verso lo 'schiavo.' La schiavitù nell'Antico Medio Oriente, era molto più un affare 'di casa' e 'di famiglia', con un attaccamento emotivo più stretto. Tuttavia, vi erano comunque alcune punizioni estreme nell'Antico Medio Oriente, ma la testimonianza biblica è di un ambiente decisamente migliore per gli schiavi persino rispetto l'Antico Medio Oriente. Esodo 21 per esempio, è considerato da molti come ineguagliabile per quanto riguarda l'umanitarismo verso gli schiavi, e ritornerò a questo in dettaglio più avanti. [basti qui ricordare che Esodo 21 limita acchè il trattamento dello schiavo non fosse più severo di ciò che la comunità degli anziani potesse fare con un normale cittadino libero. Questa restrizione su un proprietario deve far riflettere su ciò che nel mondo la parola proprietà potrebbe significare in un contesto del genere!

    Ma nell'Antico Medio Oriente gli schiavi erano generalmente protetti da un eccessivo abuso, e tutte le registrazioni del periodo sembrano indicare un trattamento umano:
    "Prima di tutto, distinguiamo gli schiavi - bottino di guerra o in servitù per vari motivi - che per definizione erano totalmente dipendenti dai loro padroni, sebbene questi ultimi sembra li trattassero umanamente, e più come domestici".

    Everyday in Ancient Mesopotamia. Jean Bottero (Antonia Nevill, trans). JohnsHopkins:1992/2001.
    Schiavitù del Nuovo Mondo
    Trattamento: gli schiavi vivevano in radicale separazione dai loro proprietari e non partecipavano ai molti 'vantaggi' delle ricchezze dei proprietari.

    Abbiamo già notato che nella schiavitù del Nuovo Mondo, almeno i due terzi degli schiavi delle piantagioni avrebbero vissuto in baracche (campi di schiavi), e non nella intimità con i proprietari (domestici), mentre nell'Antico Medio Oriente e nell'Antico Testamento, la stragrande maggioranza degli schiavi erano domestici sotto lo stesso tetto. Nell'Antico Medio Oriente e nell'Antico Testamento non abbiamo le 'bande' di lavoratori agricoli che vedremo più avanti nella Roma repubblicana e nel Nuovo Mondo:
    "Inoltre, in generale, ve n' erano probabilmente solo pochi in ogni famiglia [in Israele] - non c'è alcuna indicazione per esempio che grandi 'bande' di questi lavorassero duramente in condizioni deplorevoli per coltivare grandi proprietà, come in seguito nel mondo Romano"

    The Israelites, B.S.J. Isserlin, Thames and Hudson:1998.
    "Entrambi i tipi (Ebrei, schiavi stranieri), erano schiavi domestici che vivevano nelle case dei loro proprietari, non membri di bande di schiavi che lavoravano nelle piantagioni".

    [Dettagli, studio della Bibbia ebraica, Esodo 21]
    Schiavitù del Nuovo Mondo
    Status Legale: gli schiavi erano considerati 'proprietà' in condizioni di esclusione per la loro umanità. Cioè, sparare un proiettile contro uno schiavo era come sparare un proiettile contro una zucca, non come sparare un proiettile contro un essere umano. Non vi erano esigenze legali o etiche sui proprietari su come trattavano la loro 'proprietà'. Altro che maestro occasionalmente benevolo, solo il valore economico era deterrente principale al trattamento abusivo.

    E il diritto di ucidere differiva dai gruppi:
    "Legalmente lo schiavo era di solito definito come proprietà, e la questione era quindi se fosse una proprietà mobile (bene mobile) o una reale proprietà. In molte società era una proprietà mobile, ma in alcune, proprietà reale. ...Un importante banco di prova della natura della società degli schiavi era se il proprietario avesse o meno il diritto di uccidere il suo schiavo. Nella maggior parte della società dell' epoca Neolitica e del bronzo gli schiavi non avevano tale diritto, poichè gli schiavi dell'antico Egitto e delle steppe eurasiatiche venivano sepolti vivi o uccisi per accompagnare i loro proprietari defunti nell'aldilà. Tra la costa nord-occidentale Tlingit, i proprietari di schiavi uccidevano i loro schiavi nelle potlatches per dimostrare il loro disprezzo per proprietà e ricchezze; essi inoltre uccidevano schiavi vecchi o indesiderati e gettavano i loro corpi nell'Oceano Pacifico. Un proprietario poteva uccidere il suo schiavo impunemente nelle Grecia Omerica, nell'antica India, nella Repubblica Romana, in quella Han in Cina, nei paesi islamici, nell'inghilterra anglo-sassone, nella Russia medievale, e in molte parti del Sud America prima del 1830 ... Questo non era il caso in altre società. Gli Ebrei, gli Ateniesi, e i Romani sotto il principato limitarono il diritto dei proprietari di schiavi di uccidere i loro bene mobile umano".

    Britannica
    Ora questa restrizione nei confronti del padrone e su cosa lui/lei potesse fare con la sua 'proprietà' personale, deve farci riflettere circa come la parola 'proprietà' viene usata. E infatti la definizione di propietà' - nel contesto della schiavitù - dà agli antropologi una pausa:
    "La definizione di schiavi come proprietà si imbatte in problemi concettuali, così come empirici. 'Proprietà' è un termine astratto un'abbreviazione per un insieme di diritti molto specifici e relativamente esclusivi detenuti da una persona (o gruppo) rispetto a una cosa (o persona ). Dire che in una qualsiasi data società qualcosa (per esempio una persona) è 'di proprietà', ha significato solo nella misura in cui i diritti coinvolti sono specificati e compresi nel contesto di altri diritti prevalenti nella società. Per esempio, in numerose socità precoloniali Africane, il gruppo di parenti aveva il diritto di vendere allo stesso modo i suoi membri schiavi e non schiavi, aveva il controllo paritario della ricchezza acquisita da entrambe, cavava fuori (oppure no) tanto lavoro da uno come dall'altro, e la maggioranza degli schiavi erano quasi-parenti o parenti effettivi, e, se abbastanza prosperi, potevano acquistare schiavi loro stessi. Qui ovviamente, occorre guardare altre caratteristiche per trovare la differenza tra lo schiavo ed il 'libero' ".

    Encyclopedia of Cultural Anthropology (4 vols), David Levinson and Melvin Ember (eds), HenryHolt:1996.
    La vendita di coetanei di famiglia evidenza questa 'stranezza' della nozione di 'proprietà', quando applicata alle persone:
    "Una persona potrebbe entrare sia in uno stato di schiavitù o essere venduta da un genitore o un parente. Le persone vendevano le loro mogli, nipoti, fratelli (con sua moglie e figli), la sorella, la cognata, la nuora, i nipoti la nipote".

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.
    E questa implicita gamma di libertà/schiavitù può essere vista per tutto l'Antico Medio Oriente. Comprare e vendere, per esempio, può essere terminologia contrattuale per l'adozione di figli:
    "I bambini più grandi venivano adottati rimborsando i loro genitori per le spese alimentari per averli cresciuti. Tali transazioni venivano registrate come se si trattasse di vendite".

    Daily Life of the Ancient Greeks. Robert Garland. Greenwood:1998.*
    "Tuttavia, l'idea di uno schiavo esclusivamente come oggetto di diritti e come una persona al di fuori della società normale era apparentemente estranea alle leggi dell' Antico Medio Oriente".

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992
    Un altra distinzione importante ha a che fare con quanto 'comprensiva' o esclusiva fosse l'aspetto della 'proprietà'. In altre parole, in che misura uno schiavo fosse solamentre una proprietà, e non altresì, un essere umano, un membro della famiglia, un agente contraente. Nel Antico Medio Oriente almeno, la schiavitù era generalmente una miscela di questi aspetti - essi non erano UNICAMENTE proprietà per sé:
    "Un migliore criterio per una definizione giuridica di schiavitù è il suo aspetto 'di proprietà', dal momento che le persone venivano riconosciute come una categoria di beni che sarebbero potute essere di proprietà di soggetti privati. Uno schiavo era quindi una persona a cui si applicava la legislazione della proprietà piuttosto che una legge o un contratto familiare. Anche questa definizione non è del tutto esclusiva, dal momento che la legislazione familiare e dei contratti occasionalmente invadeva le regole del possesso. Inoltre, il rapporto tra padrone e schiavo era soggetto a restrizioni legali sulla base dell'umanità dello schiavo e le preoccupazioni di giustizia sociale. "

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.
    Un esempio meno drammatico di questo potrebbe essere in un moderna acquisizione di un business da parte di un'altra azienda. Io il dipendente - un pacchetto di tutti i miei obblighi di lavoro, il contratto sotto il quale Io lavoro, i valori che Io sono tenuto a rispettare, le relazioni che Io ho con i colleghi in ufficio, le mie capacità, la mia conoscenza organizzativa e il percorso della mia carriera nell' azienda - viene 'venduta' ad altre società proprietarie (ad esempio concorrenti, investitori privati, Wall Street ecc.). C'è, in questo caso, un aspetto di 'proprietà' nella mia vita-nell'-ufficio. Ciò non significa, naturalmente, che il mio stato familiare come padre è cambiato, oppure che non posso votare nel mio paese. Il mio ruolo e/o identità di lavoratore potrebbe quindi essere 'venduto', 'trasferito', e anche 'ereditato' (ad esempio se l'azienda fosse di proprietà privata, e il proprietario fosse morto con un successore). Il nostro ordinamento giuridico riconosce questo in molti, molti contratti sotto il titolo "Successori e Aventi diritto". Ma ovunque andassi lo stato mi vedrebbe ancora come un essere umano, e impedirebbe - come nell' Antico Medio Oriente - che il mio proprietario mi uccidesse.

    Schiavitù del Nuovo Mondo
    Stato Legale: Gli schiavi non potevano avere una loro proprietà - tutto ciò che avevano apparteneva al loro 'padrone'

    "In Nord America, India, Roma, Moscovia, la maggior parte del lo mondo Islamico, e tra i Tuareg un principio fondamentale era che lo schiavo non poteva possedere proprietà perché il padrone controllava non solo il corpo del suo schiavo, ma tutto ciò che quel corpo avrebbe accumulato. Questo non significava, tuttavia, che schiavi non potevano possedere e accumulare 'proprietà', ma solo che i loro proprietari avevano titolo legale su tutto ciò che gli schiavi avevano. In una miriade di altre società come l'antica Roma e l'Egitto, Babilonia, Assiria, la Palestina Talmudica, Gortina, gran parte della Germania medievale, Thailandia, Cina Mongolica e Ch'ing, Spagna medievale e gli Emirati del nord della Nigeria, gli schiavi avevano il diritto di possesso di proprietà. Alcuni luoghi, come Roma consentiva che gli schiavi accumulassero, gestissero, e utilizzassero 'proprietà' in un peculium che era legalmente revocabile, ma che poteva essere utilizzato per acquistare la loro libertà ".

    [Enciclopaedya Britannica]
    "A volte gli schiavi [nell' Antico Medio Oriente] venivano autorizzati a possedere diversi tipi di 'proprietà' (peculium). Naturalmente, uno schiavo riceveva il diritto ad un peculium solo nei casi in cui il padrone si prendeva un interesse. Tali schiavi venivano abbandonati a loro stessi con il pagamento di un "quitrent" prefissato [NOTA: un'quitrent' è una tariffa corrisposta dallo schiavo al padrone, in modo che lo schiavo non debba più lavorare per il proprietario, durante il periodo coperto da questo 'affitto per smettere di lavorare'. E' come una sostituzione di denaro per lavoro]. La dimensione del quitrent oscillava a seconda della proprietà dello schiavo, e nella Babilonia del primo millennio, in media, quando calcolata in denaro, ammontava a dodici sicli d'argento all'anno. Tale somma era inoltre pari alla retribuzione media annua di un lavoratore adulto assunto a prescindere dal fatto che egli fosse libero o uno schiavo. A volte un quitrent veniva sostituito dal lavoro per il proprietario. Gli schiavi del Tempio che hanno condotto una esistenza economica indipendente erano anche obbligati a pagare una quitrent monetario o fornire il tempio di prodotti finiti in conformità con le norme stabilite ... Nella Babylonia del primo millennio gli schiavi intraprendenti possedevano terreni, case, e una considerevole quantità di beni mobili. Partecipavano attivamente a tutti i settori di attività economica, venivano impiegati nel commercio, gestivano taverne e botteghe, insegnavano ad altre persone mestieri diversi, impegnavano e ipotecavano i loro beni, e loro stessi ricevevano la proprietà di altri come garanzia per i prestiti ...In ambito giuridico tali schiavi potevano apparire come testimoni, parti civili, e imputati in tribunale. Essi potevano anche avere i loro sigilli personali e fare giuramenti. Inoltre, non vi erano apparentemente differenze alcune nel modo in cui venivano difesi gli interessi degli schiavi e degli uomini liberi, anche se gli schiavi, naturalmente, non potevano impegnarsi in cause legali con i loro padroni. In affari con una terza parte, lo schiavo poteva ipotecare solo il peculium, ma non la sua persona".

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992
    Schiavitù del Nuovo Mondo:
    Uscita: La schiavitù era per sempre. Non vi era mai alcun mezzo per ottenere libertà stipulata nel contratto. Nei casi in cui un proprietario garantiva la libertà, si trattava generalmente di un 'rilascio nudo' - nessuna proprietà andava con il liberto.

    "nell'America Sud l'emancipazione era relativamente difficile e quasi mai accadeva dopo il divieto d'importazione di nuovi schiavi ... l'emancipazione era addirittura proibita nella Carolina del Sud nel 1820, nel Mississippi nel 1822, nell'Arkansas nel 1858, e nel Maryland e Alabama nel 1860 ... "

    [Britannica]

  5. #5
    Nel Antico Medio Oriente, anche se alcune culture avevano pre-costruito "periodi di conclusione del debito" (come i 6 anni di Israele), l'emancipazione dal "possesso" era rara perché non veniva ricercata - le questioni della sicurezza economica e la relazione quasi-familiare che si sviluppava all'interno dell'unità della famiglia generava scarso incentivo a diventare "indipendente":
    "Più in genere, l'autonomia individuale ha significato l'esposizione al pericolo e alla predazione; la sicurezza stava proprio nella protezione offerta dalla dipendenza servile a gruppi e protettori. Quello che era auspicabile non era la libertà, ma l'appartenenza.."

    Encyclopedia of Cultural Anthropology (4 vols), David Levinson and Melvin Ember (eds), HenryHolt:1996.
    [Detto questo, sarete semi-scioccati, proseguendo, quando si scopre che in Israele l'emancipazione era sia pre-programmata (nel caso di schiavi Ebrei) o possibile in qualsiasi momento lo si desiderava (nel caso di schiavi stranieri) ...!]

    Garnsey identifica molti di questi elementi nella sua comprensione di ciò che egli definisce "schiavitù di possesso ":
    "Uno schiavo era proprietà. I diritti del padrone dello schiavo sulle proprietà dello schiavo era totale. Lo schiavo era solo, senza parenti, spogliato della sua vecchia identità sociale nel processo di acquisizione, vendita e sradicamento, e negazione della capacità di forgiare nuovi legami di parentela attraverso l'alleanza del matrimonio. Queste sono le tre componenti di base della schiavitù".

    Ideas of Slavery from Aristotle to Augustine, Peter Garnsey, CambridgeUpress:1996.

  6. #6
    L'istituzione della schiavitù ebraica dell'Antico Testamento nella legge di Mosè - il suo scopo, e la struttura.

    Con questo quadro in mente, consideriamo ora come la Legge mosaica strutturava la "schiavitù ebraica"...
    Parto prima da una panoramica più ampia del significato del termine per "schiavitù":




    "La parola 'ebed', tuttavia, indicava non solo gli schiavi effettivi occupati nella produzione o nel governo della casa, ma anche le persone in posizioni subalterne (per la maggiore subordinate rispetto al re e i suoi più alti ufficiali). Così il termine 'ebed' è talvolta tradotto come "servo". Inoltre, il termine è stato usato come segno di servilismo in riferimento a se stessi quando si affrontavano le persone di rango più elevato. Infine, lo stesso termine veniva usato anche in senso figurativo "lo schiavo (o servo) di Dio". Così, i patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe, i profeti, Davide, Salomone e altri re sono regolarmente chiamati servi del Signore (Yahweh) (Esodo 32:13; Levitico 25:55; 1 Samuele 3:9; Ezra 9:11, ecc.). Allo stesso modo, tutti i sudditi di Israele e Giuda vengono chiamati servi dei loro re, tra cui anche mogli, figli e fratelli di questi ultimi (1 Samuele17:8, 29:3, 2 Samuele 19:5, ecc. / anche Genesi 27:37; 32:4). Parlando a Mosè e i profeti, gli Israeliti si chiamavano i loro schiavi (Numeri 32:25, 1 Samuele 12:19, ecc.). Rut si riferisce a se stessa come una schiava del suo parente Boaz (Rut 3:9). Essendo un vassallo del re filisteo Achish, Davide chiamava se stesso il suo schiavo (1 Samuele 28:2). E' naturale che la stessa vaga e inesplicitamente formulata terminologia sociale caratteristica del Antico Medio Oriente è utilizzata anche nella Bibbia, in relazione ai sudditi di dominatori stranieri. Ad esempio, i cortigiani di un sovrano Arameo o i soldati del re Babilonese Nabucodonosor II erano considerati schiavi dei loro monarchi (2 Re 6:11; 24:10-11). E' naturale che i re di Giuda, dipendendo dai più potenti sovrani dei paesi vicini, erano considerati i loro schiavi. Così, Achaz viene indicato come uno schiavo del re Assiro Tiglath-Pileser III (2 Re 16:7). In traduzioni moderne della Bibbia 'ebed/doulos' e molti altri termini simili sono resi "schiavo" tanto quanto "servo", "assistente", ecc. Traduzioni di questo tipo, tuttavia, potrebbero creare qualche confusione e dare l'impressione errata che termini speciali per la designazione di servi e schiavi siano attestati nella Bibbia ... Tuttavia, selezionando il giusto significato da una tale ampia applicazione metaforica del termine che designa una dipendenza generale, raramente presenta grande difficoltà. Ad esempio, Abimelech, re di Gerar, chiamò i suoi schiavi e disse loro il suo sogno (Genesi 20:8). A quanto pare, questi "schiavi" erano cortigiani reali e funzionari. Abramo radunò 318 dei suoi schiavi, nati nella sua casa, al fine di recuperare Lot suo parente che era stato catturato da Chedorlaomer e tre re mesopotamici (Genesi 14:14). Perlomeno, una parte di queste persone costituivano membri nati liberi della famiglia di Abramo. Alla sua ascesa al trono di Giuda, Amazia giustiziò i suoi schiavi che avevano assassinato suo padre, l'ex re (2 Cronache 5:3). Questi schiavi erano certamente dignitari reali. Quando Giosia, re di Giuda, venne ucciso a Megiddo, il suo corpo fù portato su un carro a Gerusalemme dai suoi schiavi (2 Re 23:30). E' del tutto evidente che questi schiavi erano soldati reali. In un certo numero di casi, tuttavia, l'interpretazione del significato reale dell'ambiguo 'ebed' può essere contestato. Per esempio, l'amministratore della casa di Abramo che era a capo di tutti i suoi possedimenti viene chiamato il suo schiavo (Genesi 24,2). Il suo status può solo congetturalmente esse interpretato come un indizio di vera e propria schiavitù e, naturalmente, avrebbe potuto essere una persona nata libera."

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992
    Nel Antico Medio Oriente, i sistemi giuridici dividevano gli 'schiavi' in diverse categorie, e prioritizzava gli interventi (da ricordare, l'intervento sociale ha dei costi, e le scarse risorse nell' Antico Medio Oriente andavano stanziate per ottimizzare il loro effetto sulla sopravvivenza/sociale della comunità) intorno a queste Categorie:
    "Nel determinare chi dovrebbe beneficiare del loro intervento, i sistemi giuridici fanno due importanti distinzioni: tra gli schiavi per debito e per possesso, e tra gli schiavi nativi e stranieri. Le autorità intervenivano prima di tutto per proteggere la prima categoria di ciascuna - cittadini che erano caduti in disgrazia ed erano stati costretti in schiavitù dal debito o da carestie".

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.
    Nel caso dell'Antico Testamento, vedremo un analogo interesse: la maggior parte della legislazione riguarderà gli Ebrei ("nativi") individui che, per ragioni di debito/carestie, si vendono come schiavi a breve termine ("schiavi del debito"). Di conseguenza, esamineremo prima questa classe di "schiavi" (nativi, debito).

    La 'schiavitù' Ebraica (ovvero, un 'servo' Ebreo o un 'padrone' Ebreo; ci occuperemo degli stranieri dopo) sovviene in un contesto socio-economico-religioso ben specifico, e di fatti ha solo senso (nella sua struttura) in questo contesto. Come nell'Antico Medio Oriente, il contesto è una lotta costante per la stabilità economica. La legge mosaica contiene numerose iniziative volte a precludere che qualcuno avesse a considerare la schiavitù volontaria come opzione:

    "Le prescrizioni del Pentateuco hanno lo scopo di mitigare le cause di una necessità di tale vincolo di servizio. Gli stranieri residenti, gli orfani e le vedove non devono essere maltrattati, oppressi o privati di giustizia. Quando il denaro viene prestato ai poveri, non gli si devono gravare di interesse. (Altrove nell'Antico Medio Oriente esorbitanti tassi d'interesse sui prestiti sono stati la causa principale della vendita delle persone come schiavi)."

    Dictionary of the Old Testament Pentateuch, T. Desmond Alexander and David W. Baker (eds). IVP:2003.
    Non ci doveva essere alcun povero in Israele affatto! (Conformità con lo spirito e il carattere dell'alleanza avrebbe prodotto una società segnata dalla giustizia, compassione e prosperità).

    Deuteronomio 15:4 Non vi sarà tuttavia alcun bisognoso (povero) tra di voi, poiché l'Eterno ti benedirà grandemente nel paese che l'Eterno, il tuo DIO, ti dà in eredità, perché tu lo possieda, 5 solo però se tu ubbidisci diligentemente alla voce dell'Eterno, il tuo DIO, avendo cura di mettere in pratica tutti questi comandamenti, che oggi ti prescrivo.
    Questo rende le situazioni economiche che comportano schiavitù eccezionali.

    Ma Dio è un realista! (Deuteronomio 15:11 Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese, perciò io ti do questo comandamento e ti dico: "Apri generosamente la tua mano a tuo fratello, al tuo povero e al tuo bisognoso nel tuo paese".), dunque ha realizzato una vasta gamma di disposizioni nella Legge per i poveri. Alcune di queste sono:

    1) Egli ammonisce gli Israeliti di essere generosi verso i poveri (questo funzionerebbe per precludere/ridurre la schiavitù volontaria o di debito), nello stesso passaggio Egli ha espresso la speranza del successo finale:

    Deuteronomio 15:7 Se vi sarà qualche tuo fratello bisognoso (povero) in mezzo a te, in alcuna delle tue città del paese che l'Eterno, il tuo DIO, ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la tua mano davanti al tuo fratello bisognoso (povero); 8 ma gli aprirai generosamente la tua mano e gli presterai quanto gli occorre per venire incontro al bisogno in cui si trova.

    2) È interessante notare che il passaggio sopra riconosce che questo 'prestare' (utile per la dignità del destinatario) potrebbe trasformarsi in 'dare' (utile per il bene economico del destinatario) rapidamente, ma che l'Ebreo non deve permettere che questo evidente rischio distolga il suo cuore:

    Deuteronomio 15:9 Bada che non vi sia alcun cattivo pensiero nel tuo cuore, che ti faccia dire: "Il settimo anno, l'anno di remissione, è vicino", e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla; egli griderebbe contro di te all'Eterno e ci sarebbe del peccato in te. 10 Dàgli generosamente, e il tuo cuore non si rattristi quando gli dai, perché proprio per questo, l'Eterno, il tuo DIO, ti benedirà in ogni tuo lavoro e in ogni cosa a cui porrai mano.

    "Mosè lasciò il regno della legge per un momento per appellarsi al cuore dei suoi connazionali Israeliti. La legge di cancellazione del debito (vv. 1-6) aveva lo scopo di infondere uno spirito di generosità ai figli d'Israele e quindi una libertà dall'amore del denaro e delle cose. Quindi un Israelita calcolatore era colpevole di peccato se si fosse rifiutato un prestito per un fratello povero (v. 7;. cf fratello bisognoso, v. 9) per la paura che avrebbe potuto non essere rimborsato in quanto il settimo anno era vicino. Essere indurito o tirchio significava che non aveva fiducia che il Signore benedicesse... tutto il suo lavoro".

    Bible Knowledge Commentary, Kenneth L. Barker, Eugene H. Merrill, and Dr. Stanley D. Toussaint (eds). Victory Books.
    3) Ci sono numerosi istruzioni ai commercianti e agricoltori di fornire un aiuto speciale per le persone svantaggiate (di nuovo, riducendo la necessità di qualcuno di vendere se stessi o i familiari).

    - L'intero settimo anno del ciclo di semina era dedicato ai poveri (e i servitori)!

    Esodo 23:10 Per sei anni seminerai la tua terra e ne raccoglierai i frutti; 11 ma il settimo anno la lascerai riposare e rimarrà incolta, affinché ne godano i poveri del tuo popolo; e le bestie della campagna mangeranno quel che essi lasceranno. Lo stesso farai della tua vigna e dei tuoi ulivi.

    Levitico 25:6 Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento: a te, al tuo servo, alla tua serva, al tuo operaio e al forestiero, a coloro cioè che risiedono con te,

    - Essi furono istruiti a lasciare i margini dei campi non raccolti, e di passare i campi una sola volta:

    Levitico 19:10 e nella tua vigna non vi ripasserai, né raccoglierai i grappoli rimasti indietro della tua vigna; li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono l'Eterno, il vostro DIO.

    Levitico 23:22 Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterai fino ai margini il tuo campo e non raccoglierai le spighe lasciate indietro del tuo raccolto; le lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono l'Eterno, il vostro DIO».

    Deuteronomio 24:19 Quando fai la mietitura nel tuo campo e dimentichi nel campo un covone, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per l'orfano e per la vedova, affinché l'Eterno, il tuo DIO, ti benedica in tutta l'opera delle tue mani.

    - I poveri dovevano essere esenti da interessi, e dovevano essere permessi a comprare cibo al costo effettivo:

    Levitico 25:35 Se un tuo fratello impoverisce e si trova nell'indigenza in mezzo a voi, tu lo sosterrai come un forestiero e un ospite perché possa vivere presso di te. 36 Non trarre da lui alcun interesse o utile; ma temi il tuo DIO, e il tuo fratello vivrà presso di te. 37 Non gli presterai il tuo denaro a interesse, né gli darai i tuoi viveri per ricavarne un utile.
    [notare la citazione di cui sopra che i tassi di interesse sono stati la causa dominante della servitù volontaria nell' Antico Medio Oriente]

    [Nota: a Israele venne permesso di applicare un interesse agli stranieri, e di non perdonare i loro prestiti non pagati nell'anno del Giubileo (Deuteronomio 23:20-21).

    Tigay spiega le ragioni sociologiche per questo:
    "Questa eccezione è simile ai vv 15:3, che dispensa i prestiti a stranieri dal condono. Come Shadal osserva, lo straniero è normalmente un uomo d'affari in visita nel paese a scopo di commercio, e lui prende in prestito per investire in merce e fare un profitto, non per sopravvivere alla povertà. Non vi è alcun mandato morale imperativo per l'abbuono di finanziamenti erogati a tale scopo o per rinunciare all'interesse su di questi. Inoltre, assumendosi il rischio di credito e facendo il sacrificio che il condono e i prestiti senza interessi comportano, sono obblighi particolari verso i propri connazionali (Heb, ahim, 'fratelli' illuminati) e per il bene di mantenere l'equilibrio nella società Israelita. La legge non richiede l'assunzione dello stesso rischio e sacrificio verso altri che non condividevano lo stesso obbligo."

    The JPS Torah Commentary (5vols). Nahum Sarna (gen ed). JPS:1989.
    - L'intera decima Levitica di OGNI TERZO ANNO doveva essere condivisa con i poveri!

    Deuteronomio 14:28 Alla fine di ogni tre anni, metterai da parte tutte le decime dei tuoi prodotti del terzo anno, e le riporrai entro le tue porte; 29 e il Levita, che non ha parte né eredità con te, e lo straniero e l'orfano e la vedova che si trovano entro le tue porte verranno, mangeranno e si sazieranno, affinché l'Eterno, il tuo DIO, ti benedica in ogni lavoro a cui metterai mano».

    4) Anche il sistema sacrificale faceva concessioni per lo status economico:

    Levitico 5:6 porterà quindi all'Eterno, come sacrifico della sua colpa per il peccato che ha commesso, una femmina del gregge, una pecora o una capra, come sacrificio per il peccato; e il sacerdote farà per lui l'espiazione a motivo del suo peccato. 7 Se non ha mezzi per procurarsi una pecora, porterà all'Eterno, come sacrificio del peccato che ha commesso, due tortore o due giovani piccioni: uno come sacrificio per il peccato e l'altro come olocausto. [...]
    11 Ma se non ha mezzi per procurarsi due tortore o due giovani piccioni, allora chi ha peccato porterà come sua offerta la decima parte di un efa di fior di farina, come sacrificio per il peccato; non metterà su di essa né olio né incenso, perché è un sacrificio per il peccato.
    (Vedi anche Levitico 14.21)

    Levitico 27:8 Ma se egli è troppo povero per pagare la somma richiesta dal tuo estimo, allora sarà presentato davanti al sacerdote e il sacerdote ne farà l'estimo. Il sacerdote farà un estimo, in proporzione dei mezzi di colui che ha fatto il voto.

    5) In verità, c'era una struttura ancora più importante nel sistema economico designata a sostenere i poveri - la cancellazione automatica dei debiti ogni sette anni!

    Deuteronomio 15:1 «Alla fine di ogni sette anni concederai la remissione dei debiti. 2 E questa sarà la forma della remissione: Ogni creditore condonerà ciò che ha dato in prestito al suo prossimo; non esigerà la restituzione dal suo prossimo e dal suo fratello, perché è stata proclamata la remissione dell'Eterno. 3 Potrai richiederlo dallo straniero; ma condonerai a tuo fratello quanto egli ti deve.

    Molti dei comandi di Dio a Israele sul trattamento degli 'schiavi' sono espressi in base all'esperienza di dura schiavitù di Israele in Egitto (che in genere era conforme al paradigma "occidentale" descritto sopra). Le viene detto di ricordare la sua schiavitù e di non opprimere lo schiavo o lo straniero nel Territorio. Ci sono molti, molti versi relativi a questo (ad esempio, Deuteronomio 5:6; 6:12,21; 7:8; 15:15; 16:12; 24:18-19). Solo per citarne un paio:

    Deuteronomio 5:13 Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro, 14 ma il settimo giorno è sabato, sacro all'Eterno, il tuo DIO: non farai in esso alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia né il tuo servo né la tua serva né il tuo bue né il tuo asino né alcuna delle tue bestie né il forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come te. 15 E ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che l'Eterno, il tuo DIO, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò l'Eterno, il tuo DIO, ti ordina di osservare il giorno di sabato.

    Deuteronomio 24:21 Quando vendemmierai la tua vigna, non ripasserai una seconda volta; i grappoli rimasti saranno per lo straniero, per l'orfano e per la vedova. 22 E ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d'Egitto; perciò ti comando di fare questo».

    Deuteronomio 15:12 Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo lascerai andare da te libero. 13 Quando poi lo manderai via da te libero, non lo lascerai andare a mani vuote; 14 lo fornirai generosamente di doni del tuo gregge, della tua aia e del tuo strettoio; gli farai parte delle benedizioni di cui l'Eterno, il tuo DIO, ti avrà ricolmato; 15 e ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che l'Eterno, il tuo DIO, ti ha redento; perciò oggi io ti comando questo. (Nota: questo è un caso 'standard' di schiavitù per debito, ed è differente dai casi di 'vendita di una figlia' per mancanza di dote per il matrimonio – come in Esodo 21 - che discuterò più avanti).

    Infine, la Comunità dell'Alleanza e la sua legge aveva lo scopo di dimostrare "come si dovrebbe fare" tra le comunità dell'Antico Medio Oriente. Il contenuto della legge mosaica è stato progettato per manifestare sia la compassione di Dio (ad esempio il trattamento del prossimo e delle persone svantaggiate) che la santità/purezza di Dio (ad esempio il sistema sacrificale e le stipulazioni di pulizia). Ci si aspetterebbe quindi che i rapporti intra-Ebrei vadano a riflettere uno standard molto più elevato rispetto ai codici del diritto delle nazioni circostanti (come del resto la documentazione storica generalmente conferma).

    Deuteronomio 4:5 Ecco, io vi ho insegnato statuti e decreti, come l'Eterno, il mio DIO, mi ha ordinato, affinché li mettiate in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso. 6 Li osserverete dunque e li metterete in pratica; poiché questa sarà la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutti questi statuti, diranno: "Questa grande nazione è un popolo saggio e intelligente!". 7 Quale grande nazione ha infatti DIO così vicino a sé, come l'Eterno, il nostro DIO, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? 8 E quale grande nazione ha statuti e decreti giusti come tutta questa legge che oggi vi metto davanti?

    Salmi 147:19 Egli ha fatto conoscere la sua parola a Giacobbe, i suoi statuti e i suoi decreti a Israele.


    Con questo come background, ora confrontiamo nel prossimo paragrafo i versi che abbiamo di questa istituzione con la descrizione precedente della schiavitù occidentale che tutti hanno in mente quando parlano di schiavitù nelle Scritture.

  7. #7
    Confronto schiavitù ebraica dell'Antico Testamento con schiavitù occidentale





    Motivo:
    Schiavitù occidentale: La schiavitù era motivata dal vantaggio economico delle élite.

    Antico Testamento: C'è una differenza fondamentale qui. La "schiavitù" dell' Antico Testamento era essenzialmente concepita per servire i poveri!:

    Levitico 25:35 Se un tuo fratello impoverisce e si trova nell'indigenza in mezzo a voi, tu lo sosterrai come un forestiero e un ospite perché possa vivere presso di te. 36 Non trarre da lui alcun interesse o utile; ma temi il tuo DIO, e il tuo fratello vivrà presso di te. 37 Non gli presterai il tuo denaro a interesse, né gli darai i tuoi viveri per ricavarne un utile. 38 Io sono l'Eterno, il vostro DIO, che vi ha fatto uscire dal paese d'Egitto per darvi il paese di Canaan e per essere il vostro DIO. 39 Se il tuo fratello che vive presso di te diviene povero e si vende a te, non l'obbligherai a servire come uno schiavo; 40 ma starà da te come un bracciante e come un ospite; ti servirà fino all'anno del giubileo. 41 Allora se ne andrà da te, lui e i suoi figli, e tornerà nella sua famiglia; così rientrerà nella proprietà dei suoi padri. 42 Poiché essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal paese d'Egitto; non devono quindi essere venduti come si vendono gli schiavi. 43 Non lo dominerai con asprezza, ma temerai il tuo DIO.

    In effetti, come vedremo più avanti, i proventi della transazione andavano esclusivamente al servo - ognuno "si è venduto" a qualcuno.

    Si noti che l'unica motivazione - per quanto letto - per consentire la "schiavitù" è tale che i poveri possano rimanere nella terra, e che non è MAI "per sempre" (di fatto, altri passi indicano che era per 6 anni al massimo!). Questo è radicalmente diverso dalla motivazione-elitista.

    [Anche la schiavitù di possesso, tuttavia, spesso produceva questo beneficio. Così Garnsey:
    "Ciò mette in evidenza un paradosso nel cuore del sistema schiavistico. La schiavitù è l'istituzione più degradante e di maggiore sfruttamento inventata dall'uomo. Eppure molti schiavi nelle società antiche ... erano più sicuri ed economicamente più benestanti rispetto alla massa dei poveri liberi, il cui impiego era irregolare, di bassa qualità e mal pagato ... E non era raro che gli uomini liberi vendessero se stessi in schiavitù per sfuggire alla povertà e al debito, o addirittura per assumere posti di responsabilità nella sfera domestica."

    Ideas of Slavery from Aristotle to Augustine, Peter Garnsey, CambridgeUpress:1996.
    Ma questo non era il PUNTO di tale schiavitù, considerando che nel contesto dell'Antico Testamento, questo vantaggio è l'UNICA GIUSTIFICAZIONE per permettere, temporaneamente, anche solo un indebolimento verso la semi-servitù.]




    Ingresso:
    Schiavitù occidentale: La schiavitù era schiacciantemente involontaria. Gli esseri umani venivano catturati con la forza e venduti attraverso trafficanti di schiavi.

    Antico Testamento: Nell'Antico Testamento, questo rapporto era massicciamente volontario, mentre la riduzione in schiavitù forzata, non-negoziata (come nella garanzia di lavoro, nel caso di insolvenza del debito, cfr il caso in 2 Re 4:1, dove il creditore viene probabilmente a rivendicare i bambini per mancato pagamento, [Bible Knowledge Commentary, Kenneth L. Barker, Eugene H. Merrill, and Dr. Stanley D. Toussaint (eds). Victory Books.]) era un reato capitale (a meno che non fosse una punizione della comunità - poichè eri colpevole di furto o di frode, naturalmente). Questo è generalmente in linea con ciò che abbiamo osservato in precedenza:
    "Una persona potrebbe o entrare in stato di schiavitù o essere venduta da un genitore o un parente. Le persone vendevano le loro mogli, nipoti, il fratello (con moglie e figlio), la sorella, la cognata, la nuora, nipoti e nipote ... Molti documenti sottolineano che la transazione è volontaria. Questo vale non solo per l'auto-vendita, ma anche a coloro che sono oggetto di vendita, anche se il loro consenso a volte dev'essere stato fittizio, come nel caso della cura infantile."

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.
    - La riduzione in schiavitù forzata degli Ebrei era punibile con la morte.

    Esodo 21:16 Chi rapisce un uomo e lo vende, o è trovato nelle sue mani, sarà messo a morte.

    Deuteronomio 24:7 Se si sorprende un uomo a rapire uno dei suoi fratelli fra i figli d'Israele, e lo maltratta e lo vende, quel rapitore sarà messo a morte; così estirperai il male di mezzo a te. (Vedi anche 1Timoteo 1:10)

    - La stragrande maggioranza dei casi sarebbero stati volontari, con la persona che da se stessa iniziava la transazione - è SEMPRE redatta nei termini di "vendere se stesso":

    Levitico 25:39 Se il tuo fratello che vive presso di te diviene povero e si vende a te...;
    Levitico 25:47 Se un forestiero che vive presso di te arricchisce e un tuo fratello che vive presso di lui impoverisce, e si vende al forestiero o all'ospite che è presso di te, o a qualcuno della famiglia del forestiero...

    Deuteronomio 15:12 Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo lascerai andare da te libero.

    - Sebbene la maggior parte di questi accordi erano limitati a sei anni di durata (per esempio, Dt 15,12 sopra), la continuazione di questo rapporto è stato possibile, ma SOLO COME un atto strettamente volontario dello "schiavo":

    Esodo 21:5 Ma se lo schiavo apertamente dice: "Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figli, e non voglio andarmene libero", 6 allora il suo padrone lo farà avvicinare a DIO e lo farà accostare alla porta o allo stipite; quindi il suo padrone gli forerà l'orecchio con un punteruolo; ed egli lo servirà per sempre.

    Deuteronomio 15:16 Ma se egli dovesse dirti: "Non voglio andarmene da te", perché ama te e la tua casa, dato che prospera con te, 17 allora prenderai un punteruolo, gli forerai l'orecchio contro la porta ed egli sarà tuo schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava.

    [Nota: se una persona aveva una moglie/famiglia quando si era venduto, allora la moglie/famiglia diveniva libera quando riotteneva la sua libertà. (Esodo 21:3 Se è venuto solo, se ne andrà solo; se aveva moglie, la moglie se ne andrà con lui. 4 Se il suo padrone gli dà moglie e questa gli partorisce figli e figlie, la moglie e i figli di lei saranno del padrone, ed egli se ne andrà solo.). Tratterò i diversi scenari di rilascio (con famiglia) in un altro momento.

    - L'unico caso evidente di servitù involontaria era nel caso di un ladro che era troppo povero per la restituzione del bene rubato, e qui era una misura strettamente economica:

    Esodo 22:3"Un ladro deve certamente fare la restituzione, ma se non ha nulla, deve essere venduto per pagare i suoi furti.

    Presumibilmente, il periodo di 6 anni sarebbe sufficiente per fare la restituzione.




    Trattamento:
    Schiavitù occidentale: gli schiavi venivano spesso maltrattati per gli standard moderni, e le punizioni erano estreme.

    Antico Testamento: la legge vietava il trattamento duro, fissava le prescrizioni per il trattamento positivo, e fissava dei limiti stretti intorno alla punizione/abuso dei servi.

    - Ci sono diverse ammonizioni generali della Legge contro la durezza/abusività/oppressività dei comportamenti nei confronti dei servi Ebrei:

    Levitico 25:43 Non lo dominerai con asprezza, ma temerai il tuo DIO.
    Levitico 25:46 ...ma quanto ai vostri fratelli, i figli d'Israele, nessuno dominerà sull'altro con asprezza.
    Levitico 25:53 Come bracciante rimanga con il padrone un anno dopo l'altro, il quale non lo dominerà con asprezza sotto i tuoi occhi.
    Deuteronomio 15:18 Non ti deve sembrare difficile rimandarlo da te libero, poiché t'ha servito sei anni a metà prezzo di un bracciante; e l'Eterno, il tuo DIO, ti benedirà in tutto ciò che farai.
    - Difatti, la Legge presuppone che la situazione possa essere sufficientemente redditizia per alcuni servi da decidere di rimanere con i loro padroni per tutta la vita.

    Esodo 21:5 Ma se lo schiavo apertamente dice: "Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figli, e non voglio andarmene libero",
    Deuteronomio 15:16 Ma se egli dovesse dirti: "Non voglio andarmene da te", perché ama te e la tua casa, dato che prospera con te

    - La valutazione generale degli studiosi è che questa "schiavitù" domestica non era molto atroce, andava ben oltre la "sola proprietà", e creava invece legami di tipo familiare:
    "Tuttavia, la schiavitù domestica era con ogni probabilità di solito abbastanza tollerabile. Gli schiavi facevano parte della famiglia ed i maschi, se circoncisi, potevano partecipare alla Pasqua di famiglia ed altre funzioni religiose. Inoltre, in generale ve ne erano probabilmente solo pochi in ogni famiglia - non c'è alcuna indicazione, per esempio, che vi fossero grandi gruppi di questi che sgobbassero in condizioni deplorevoli per coltivare grandi proprietà, come in seguito nel mondo Romano.

    The Israelites, B.S.J. Isserlin, Thames and Hudson:1998.
    "Il lavoro degli schiavi veniva utilizzato nel servizio domestico, e quindi prevedeva una stretta relazione tra padrone e servo nella vita quotidiana. Nonostante lo status giuridico, la posizione dello schiavo era, in pratica, più vicina a quella di un filius-familias, che a quella di un semplice bene mobile."
    Hebrew Law in Biblical Times, Ze'ev Falk, Eisenbrauns:2001(2nd ed).

    "Il trattamento degli schiavi/bene mobile indica che questi schiavi sono considerati esseri umani..."

    ----
    "La dignità personale dello schiavo è anche evidente nelle prescrizioni riguardanti le lesioni personali (Esodo 21:20-27), dal momento che le pene per i maltrattamenti hanno lo scopo di frenare l'abuso di schiavi... Chiaramente, i diritti personali degli schiavi passano sopra i diritti di proprietà del loro padrone su di loro".
    Dictionary of the Old Testament Pentateuch, T. Desmond Alexander and David W. Baker (eds). IVP:2003.
    [/QUOTE]

    - È interessante notare che, quando un servo doveva essere rilasciato nell'anno Sabbatico (senza pagamento di denaro!), Il padrone lo faceva andare con doni in beni materiali di possesso!

    Deuteronomio 15:12 Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo lascerai andare da te libero.13 Quando poi lo manderai via da te libero, non lo lascerai andare a mani vuote; 14 lo fornirai generosamente di doni del tuo gregge, della tua aia e del tuo strettoio; gli farai parte delle benedizioni di cui l'Eterno, il tuo DIO, ti avrà ricolmato;

    - Tutti i servi erano tenuti ad adottare il giorno di Sabato come riposo - proprio come i padroni.

    Esodo 20:9 Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è sabato, sacro all'Eterno, il tuo DIO; non farai in esso alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero che è dentro alle tue porte;

    Esodo 23:12 Per sei giorni farai il tuo lavoro ma il settimo giorno ti riposerai, affinché il tuo bue e il tuo asino possano riposarsi, e il figlio della tua serva e il forestiero possano riprendere energia.

    Deuteronomio 5:13Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro, 14 ma il settimo giorno è sabato, sacro all'Eterno, il tuo DIO: non farai in esso alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia né il tuo servo né la tua serva né il tuo bue né il tuo asino né alcuna delle tue bestie né il forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come te. 15 E ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che l'Eterno, il tuo DIO, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò l'Eterno, il tuo DIO, ti ordina di osservare il giorno di sabato.

    - In effetti, i servi dovevano prendere parte alla gioia delle "feste" venerative e viaggi a Gerusalemme (incluse le grandi Feste - Deuteronomio 12:11-14):

    Deuteronomio 12:11 Allora ci sarà un luogo che l'Eterno, il vostro DIO, sceglierà per far dimorare il suo nome e là porterete tutto ciò che vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, le offerte elevate delle vostre mani e tutte le offerte scelte che avete promesso in voto all'Eterno. 12 E gioirete davanti all'Eterno, il vostro DIO, voi, i vostri figli e le vostre figlie, i vostri servi e le vostre serve, e il Levita che abiterà entro le vostre porte, poiché egli non ha né parte né eredità tra voi.

    Deuteronomio 12:18 Ma le mangerai davanti all'Eterno, il tuo DIO, nel luogo che l'Eterno, il tuo DIO, sceglierà, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo servo e la tua serva, e il Levita che abiterà entro le tue porte; e gioirai davanti all'Eterno, il tuo DIO, di ogni cosa a cui metti mano.

    - Non solo era severamente vietato il trattamento abusivo dei servi, ma la Legge reputava i padroni molto responsabili!

    Se un padrone bastonava uno schiavo e lo schiavo moriva, il padrone era considerato responsabile sotto la clausola "vita per la vita":

    Esodo 21:20 Se uno percuote il suo schiavo e la sua schiava col bastone, ed egli o essa gli muore fra le mani, il padrone sarà punito;

    Traduzione Tanach Quando un uomo colpisce il suo schiavo, maschio o femmina, con un bastone, e muore lì per lì, deve essere vendicato

    - Se un padrone causava qualsiasi tipo di danno permanente ad un servo, al servo veniva data la libertà immediata:

    Esodo 21:26 Se uno colpisce l'occhio del suo schiavo o l'occhio della sua schiava e glielo fa perdere, li lascerà andare liberi in compenso dell'occhio perduto. 27 E se fa cadere un dente al suo schiavo o un dente alla sua schiava, li lascerà andare liberi in compenso del dente perduto.

    - La prescrizione di cui sopra è estremamente istruttiva, in confronto all'Antico Medio Oriente: in alcuni codici dell'Antico Medio Oriente, un padrone poteva letteralmente cavare gli occhi dei suoi schiavi! [A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.- ad esempio, a Mari, 1:383; a Nuzi, 1:586 ]. Ciò rappresenta un MASSICCIO allontanamento dalla "morale convenzionale" del tempo! E la prescrizione di cui sopra è anche istruttiva, in confronto a oggi: considerando che i programmi di assicurazione tipici pagano il 50% di invalidità massima per la "perdita di un occhio" e non pagano nulla per la perdita di un dente ... (sorridete!). Ma nell'Antico Testamento, c'era un enorme "disincentivo" per colpire il proprio schiavo in faccia! [Le punizioni legittime della communità utilizzavano le verghe, sulla schiena. I colpi nel viso erano considerati colpevoli] L'Antico Medio Oriente, tuttavia, NON aveva lo stesso "rispetto" per il volto degli schiavi - oltre alla perforatura dell'occhio, facevano ricorso alla marchiatura, il taglio delle orecchie, la mutilazione del naso, ecc - NEI CODICI DELLA LEGGE!. Queste pratiche NON vi sono nei codici di legge di Israele, e sono implicitamente vietate dalla focalizzazione delle sanzioni qualora uno colpisca il viso.

    - e questo passaggio si nota come "stranamente umanitario":
    "In caso di lesioni agli schiavi, il cui status non li fa beneficiare di un risarcimento alla pari, il proprietario il cui abuso provoca la perdita di un occhio o un dente è quello di liberare quello schiavo, una disposizione notevolmente umanitaria diretta alla crudeltà e sadismo di un proprietario di schiavi."

    Word Biblical Commentary (multivols)
    - La legge consentiva disciplinate bastonate per un servo (Esodo 21.20), chiaramente sotto le stesse condizioni di quelle per gli uomini liberi:

    Esodo 21:18 Se due uomini vengono a una lite e uno percuote l'altro con una pietra o col pugno e quello non muore ma deve mettersi a letto, 19 se poi si rialza e cammina fuori appoggiato al suo bastone, chi lo ha colpito sarà assolto; lo indennizzerà soltanto del tempo perduto e lo farà curare fino a guarigione compiuta. 20 Se uno percuote il suo schiavo e la sua schiava col bastone, ed egli o essa gli muore fra le mani, il padrone sarà punito; 21 ma se sopravvive un giorno o due, non sarà punito, perché è di sua proprietà.[proprietà: la parola usata quì è כָּ֫סֶפ keseph che significa argento, quindi non è il solito termine per proprietà]

    - Uomini liberi potevano parimenti essere puniti dal sistema giuridico con la battitura (Deuteronomio 25:1-3; Proverbi 10:13; 26:3) così come potevano esserlo i figli maggiori ribelli (Proverbi 13:24; 22:15; 23:13). Bastonare con la verga (Shevet) è lo stesso atto/strumento della fustigazione (2 Sam 7:14; Sal 89:32). Questo verso è in parallelo ai versi 18-19. Se due persone, lottano ma nessuno muore, l'aggressore è punito col dovere di pagare "risarcitivamente" (di tasca propria - "argento", keseph) per il tempo economico perso della vittima e le spese mediche. Se è uno schiavo di una persona e accade questo, non ci sono pagamenti economici (supplementari) - la perdita di produttività e le spese mediche del servo ferito sono perdite (economiche punitive) di per sè. Non c'era altra punizione per il danno effettivo arrecato alla persona libera in 18-19, e lo schiavo sembra essere trattato allo stesso modo. Così, l'attributo di "Proprietà" non sembra suggerire alcuna reale differenza nel trattamento etico di lesioni nei confronti di un servitore. Ma strutturiamo il parallelo:


    Dovrebbe essere ovvio che lo "schiavo" in questo caso è portato almeno tanto in alto quanto il livello dell'Ebreo libero! [Il contesto poteva effettivamente sollevare lo schiavo PIU' IN ALTO, grazie al passaggio occhio/dente. Così [JPStorah]:
    "L'aggressore deve risarcire la vittima per la perdita di reddito, che qui chiamano "ozio", e per le spese mediche pure. Questo testo (circa l'uomo libero) è curiosamente silenzioso sulla legge regolante l'inflizione di danni permanenti."

    The JPS Torah Commentary (5vols). Nahum Sarna (gen ed). JPS:1989.

  8. #8
    Potrebbe essere che sia solo lo schiavo ad essere protetto in caso di lesioni permanenti ...?

    La disciplina degli uomini liberi (e figli maggiori) in forza nella comunità POTREBBE formare lo sfondo (e il confine?) per questo tipo di usanza della verga. Qui i versi per paragonare questa disciplina padrone/schiavo:

    Deuteronomio 25:1 «Se sorge una lite fra uomini e si presentano in tribunale, i giudici li giudicheranno, assolvendo l'innocente e condannando il colpevole. 2 Quindi se il colpevole merita d'esser battuto, il giudice lo farà stendere per terra e lo farà battere in sua presenza, con un numero di colpi, secondo la gravità della sua colpa. 3 Può fargli dare quaranta colpi, ma non di più, perché, oltrepassando ciò e battendolo con un numero maggiore di colpi, tuo fratello non sia disprezzato ai tuoi occhi.

    2Samuele 7:14 Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà un figlio; quando farà del male, lo castigherò con verga d'uomo e con colpi di figli d'uomini,

    Isaia 10:5 Guai all'Assiria, la verga della mia ira, nelle cui mani c'è il bastone della mia indignazione! 6 Io la manderò contro una nazione empia e contro il popolo della mia ira.
    Proverbi 13:24 Chi risparmia la verga odia il proprio figlio, ma chi lo ama lo corregge per tempo.

    Questo passo dell'Esodo è molto istruttivo, perché pone gli schiavi (sia Ebrei che stranieri) alla pari circa la protezione-legale paritaria con cittadini pienamente liberi. E non "autorizza" un padrone di abusare di uno schiavo più di quanto "autorizzi" un Ebreo a colpire la testa del suo compagno con una pietra, lasciandolo incosciente per un giorno o più! Si noti alcuni dei commentatori su questo brano:

    In primo luogo, il Commentario JPS della Torah
    "Questa legge - la protezione degli schiavi dai maltrattamenti dei loro padroni - non si trova da nessuna altra parte nell'intero esistente corpus della legislazione dell'Antico Medio Oriente. Esso rappresenta una trasformazione qualitativa dei valori sociali e umani e si esprime ancora una volta, nelle disposizioni dei versetti 26-27. Il problema di fondo, come prima, è la determinazione dell'intenzione da parte dell'aggressore al momento in cui l'atto è stato commesso."

    il suo schiavo. La frase finale del versetto 21 sembra indicare che lo schiavo in questione sia uno straniero. In caso contrario la terminologia sarebbe inappropriata, date le condizioni in base alle quali un israelita potrebbe diventare schiavizzato.

    una verga. Il shevet ebraico, lo strumento abituale di disciplina [2 Samuele 7:14 (per i figli di Davide!); Isaia 10:5,24; Proverbi 10:13, 13:24; 23:13-14; 26:3]. Il diritto di un padrone di disciplinare il suo schiavo entro la ragione è riconosciuto. Ma secondo l'esegesi rabbinica, è limitata all'uso di un attrezzo che normalmente non ha potenzialità letali, e non può essere rivolta a una parte del corpo considerata particolarmente vulnerabile.

    Lì per lì. Letteralmente, "sotto le sue mani", in contrasto con "un giorno o due" nel versetto 21. La diretta, immediata, relazione causale tra l'atto del padrone e la morte dello schiavo è indiscussa. Il padrone ha illegalmente usato letalmente la forza, e l'intento omicida è assunto.

    Egli deve essere vendicato. Il padrone è penalmente responsabile e affronta l'esecuzione, in linea con la legge del versetto ... Il verbo n-k-m è comunemente preso per significare "vendetta". In realtà, significa "vendicare", cioè, rivendicare, o rimediare lo squilibrio della giustizia. Il suo uso nella Bibbia è di gran lunga con Dio come soggetto, e in questi casi serve sempre ai fini della giustizia. E' impiegato in particolare nelle situazioni in cui le normali procedure giudiziarie non sono efficaci o non possono essere attuate. Essa non si concentra sul desiderio di ottenere o addirittura adottare misure di ritorsione;
    infatti,
    Levitico 19:18 proibisce la vendetta privata.

    "Il versetto 21. Qualora lo schiavo picchiato resista più di un giorno prima di soccombere, alcune nuove e attenuanti circostanze sorgono. Il rapporto diretto di causalità tra il comportamento del padrone e la morte dello schiavo è ora in dubbio, poiché vi può essere stata qualche causa intermedia sconosciuta. L'intento del padrone appare meno probabile che sia stato omicida e più probabile che sia stato disciplinare. Gli è dato il beneficio del dubbio, soprattutto perché sta perdendo il suo investimento finanziario, il prezzo dello schiavo."


    The JPS Torah Commentary (5vols). Nahum Sarna (gen ed). JPS:1989.
    Poi il Commentario della Bibbia di Gaebelein:
    "Il secondo caso coinvolgeva un padrone che colpiva il suo schiavo, maschio o femmina. Dato che lo schiavo non è morto subito come conseguenza di questo atto di usare la verga (che non è un arma letale), ma si trattenne "per un giorno o due" (v. 21), al padrone viene dato il beneficio del dubbio; egli è stato giudicato per avere colpito il servo non con intenzioni omicide, ma disciplinarie. Questa legge non ha precedenti nel mondo antico, dove un padrone poteva trattare il suo schiavo come gli pareva. Quando questa legge viene considerata accanto alla legge dei vv. 26-27, che agiva per controllare la brutalità contro gli schiavi nel punto in cui il padrone veniva maggiormente toccato, vale a dire, il suo portafoglio, una istruzione del tutto nuova circa il valore e l'importanza della individualità dello schiavo viene introdotta. Pertanto, se il padrone colpisce uno schiavo abbastanza severamente tanto da ferire solo uno dei suoi membri, perde immediatamente il suo investimento complessivo, in questo caso lo schiavo vince la libertà totale; o se colpisce severamente abbastanza da uccidere lo schiavo subito, viene processato per la pena capitale ( vv. 18-19). L'obiettivo di questa legge non era volta a mettere lo schiavo alla mercé del padrone, ma a limitare il potere del padrone su di lui (leggi simili nel Codice di Hammurabi 196-97, 200).

    Expositor's Bible Commentary OT (vol 7), Frank E. Gaebelein
    Poi: il Dizionario dell'Antico Testamento di T. Desmond Alexander:
    "La dignità personale dello schiavo è evidente anche nelle prescrizioni riguardanti le lesioni personali (Esodo 21:20-27), dal momento che le pene per i maltrattamenti hanno lo scopo di frenare l'abuso di schiavi ... Chiaramente, i diritti personali degli schiavi vanno al di sopra dei diritti di proprietà del loro padrone su di loro".

    Dictionary of the Old Testament Pentateuch, T. Desmond Alexander and David W. Baker (eds). IVP:2003.
    Ora, quando torno indietro e guardo a questo passaggio, analizzando i fattori di rischio dell'acconto del debitore nell'assunzione del credito (factoring)in queste osservazioni, rilevo quanto segue:


    1. Questo passaggio è senza precedenti nelle sue considerazioni umanitarie.
    2. Questo passaggio è assolutamente anti-abuso, nel senso più forte del termine.
    3. Questo passaggio è del tutto parallelo al caso dell'uomo libero, sotto la disciplina da parte della comunità.
    4. Questo passaggio è del tutto parallelo al caso di una rissa tra Ebrei:
    5. Si applica principalmente allo straniero.
    6. "perché egli è la sua proprietà" NON riguarda la "proprietà", ma verte su come il pagamento punitivo veniva fatto (economico "argento" - uscita in perdita, aumento della spesa medica)
    7. Si tratta di una notevole affermazione dei diritti umani, sui diritti di proprietà.


    Anche se la materia in discussione è la servitù Ebraica, anche una strofa circa gli schiavi stranieri potrebbe essere indicativa del cuore di YHWH in questo contesto:

    Deuteronomio 23:15 Non consegnerai al suo padrone lo schiavo che è scappato dal suo padrone per rifugiarsi da te. 16 Egli abiterà con te, in mezzo a voi, nel luogo che ha scelto, in quella delle tue città che gli parrà meglio; e non lo molesterai.

    Questo passo si riferisce agli schiavi, senza alcuna menzione della loro origine. Non importa quale sia la causa della loro servitù, né la causa del loro rifugio, Dio dice ancora che l'estradizione NON è da fare! (Tornerò a questi versi sorprendenti, ma notate qui che è in disaccordo con tutti gli altri codici dell'Antico Medio Oriente:

    "Secondo il Deuteronomio, uno schiavo fuggitivo non deve essere restituito al suo padrone. Egli deve essere protetto se lo desidera o gli deve essere permesso di andare via libero, e lui non ne deve approfittare (
    Deuteronomio 23:16-17). Questa disposizione è molto diversa dalle leggi della schiavitù nelle nazioni circostanti e si spiega come dovuta alla storia di schiavitù propria di Israele".

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.



    Trattamento:
    Schiavitù occidentale: Come conseguenza naturale, gli schiavi vivevano in radicale separazione dai loro proprietari e non partecipavano a molti dei "benefici" delle fortune dei proprietari.

    Antico Testamento
    : Abbiamo già visto come ai servitori dovevano spettare doni generosi dai possedimenti dei loro padroni a seguito di rilascio (Deuteronomio 15:13)"secondo la benedizione del Signore". Abbiamo anche visto sopra come venissero attesi per festeggiare e gioire con la famiglia durante le feste di YHWH.

    La tradizione rabbinica sottolinea come questo avrebbe dovuto funzionare:

    "Fuori i maestri insegnavano: 'Dal momento che se l'è cavata bene là con' - 'con te' negli alimenti; 'con te' nel bere. Poichè non puoi mangiare pane bianco mentre lui mangia pane grossolano. Non puoi bere vino invecchiato mentre lui beve il vino nuovo. Non puoi dormire sul letto morbido mentre lui dorme sulla paglia. Quì il detto: Quando un uomo compra uno schiavo Ebreo, è come se avesse comprato un padrone".

    Ma un versetto interessante evidenzia l'evidente solidarietà di un servo con il nucleo familiare:

    Levitico 22:10 Nessun estraneo mangerà delle cose sante; né un ospite del sacerdote, né un salariato potrà mangiare le cose sante. 11 Ma se il sacerdote compra una persona con il suo denaro, questa ne potrà mangiare e anche chi è nato in casa sua; questi potranno mangiare del suo cibo.

    Inoltre, abbiamo già citato fonti che sottolineavano come quasi tutte le servitù in questa classe fosse domestica - vivevano NELLA casa con il padrone e la famiglia. Essi NON avevano quartieri separati, come la stragrande maggioranza faceva nel contesto del Nuovo Mondo:
    "Comunque, per tutta la storia di Israele e Giuda, nonché per tutti gli altri paesi del Antico Medio Oriente, il lavoro forzato non giocava un ruolo decisivo nell'agricoltura e fu utilizzato in misura molto limitata rispetto al lavoro prestato dai piccoli proprietari terrieri. Come la Bibbia indica, anche i mestieri artigianali erano nelle mani di persone libere (1 Cronache. 4:14,23; Geremia 37:21; Nee 3:8). Per questo motivo, non esistevano botteghe artigiane basate sul lavoro degli schiavi e il ruolo decisivo nelle industrie artigianali era giocato dal lavoro libero, in particolare nel settore della produzione legata alle competenze. Quindi, non vi era alcuna predominanza di lavoro di schiavi in alcun ramo dell'economia, e venne usato soprattutto per lavori domestici che non richiedevano né talento né una supervisione estesa, cioè, in lavori in cui gli schiavi potevano essere impiegati tutto l'anno, non quelli che erano a carattere stagionale."

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992



    Status Legale:
    Schiavitù occidentale: gli schiavi erano considerati "proprietà" in condizioni di esclusione per la loro umanità. Cioè, sparare un proiettile contro uno schiavo era come sparare un proiettile contro una zucca, non come sparare un proiettile contro un essere umano. Non vi erano pretese legali o etiche sui proprietari per come trattavano la loro "proprietà". Eccetto che con l'occasionale padrone benevolo, solo il valore economico era un grande deterrente per il trattamento abusivo.

    Antico Testamento: In linea con la "variabilità" di nozioni di proprietà nel Antico Medio Oriente (come rilevato dagli storici e antropologi), la nozione Israeliana di "proprietà" era rigorosamente ristretta, e NON precludeva l'umanità del servo né l'esonero del padrone dalla responsabilità legale.

    - Anche se i servi Ebrei sono mischiamati "proprietà" in un verso (Esodo 21:21), la nozione Israeliana di "proprietà" nella legge era fortemente limitata alla produzione economica solamente - NON "al possesso di un bene disponibile".

    - Sia la terra che i servi Ebrei appartenevano a Dio - sempre!

    Levitico 25:23Le terre non si venderanno per sempre, perché la terra è mia; poiché voi siete forestieri e affittuari con me.

    Levitico 25:39 Se il tuo fratello che vive presso di te diviene povero e si vende a te, non l'obbligherai a servire come uno schiavo; 40 ma starà da te come un bracciante e come un ospite; ti servirà fino all'anno del giubileo. 41 Allora se ne andrà da te, lui e i suoi figli, e tornerà nella sua famiglia; così rientrerà nella proprietà dei suoi padri. 42 Poiché essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal paese d'Egitto; non devono quindi essere venduti come si vendono gli schiavi.

    - Di conseguenza, gli affittuari e i padroni erano ritenuti responsabili a Dio per il trattamento della Terra e del popolo. Nel caso della Terra, vi erano numerose prescrizioni da Dio per loro, nel caso dei servitori, vi erano ugualmente linee guida e limitazioni alla pratica.

    - La "Proprietà" è quindi intesa non come "bene di proprietà a perdere-usa e getta", ma come produzione economica (compreso il lavoro):

    Levitico 25:14 Se vendete terra dal vostro prossimo o se ne comprate da lui, non farete alcun torto l'uno all'altro. 15 Comprerai dal tuo vicino in base al numero di anni trascorsi dopo il giubileo, ed egli venderà a te in base al numero degli anni della raccolta. 16 Quanto più anni restano, tanto più alzerai il prezzo; quanto meno anni restano, tanto più abbasserai il prezzo; poiché egli ti vende in base al numero dei raccolti.

    Esodo 21:18 Se due uomini vengono a una lite e uno percuote l'altro con una pietra o col pugno e quello non muore ma deve mettersi a letto, 19 se poi si rialza e cammina fuori appoggiato al suo bastone, chi lo ha colpito sarà assolto; lo indennizzerà soltanto del tempo perduto e lo farà curare fino a guarigione compiuta.

    Levitico 25:49 Lo potrà riscattare suo zio, o il figlio di suo zio; lo potrà riscattare un parente del suo stesso sangue; o se ne ha i mezzi, potrà riscattarsi da sé. 50 Farà il conto col suo compratore, dall'anno che si è venduto a lui all'anno del giubileo; e il prezzo da pagare sarà calcolato in base al numero degli anni, valutando le sue giornate come quelle di un bracciante. 51 Se vi sono ancora molti anni, pagherà il suo riscatto in base al loro numero e al prezzo col quale fu comprato; 52 se rimangono invece solo pochi anni per arrivare al giubileo, farà il conto col suo compratore e pagherà il prezzo del suo riscatto in base ai pochi anni rimasti. 53 Come bracciante rimanga con il padrone un anno dopo l'altro, il quale non lo dominerà con asprezza sotto i tuoi occhi.

    - Come risorsa umana "gestita, ma non posseduta", i servi NON erano così ridotti ad essere "merce non umana usa e getta". Essi erano ancora rappresentanti legittimi della cultura ed i loro padroni erano legalmente responsabili per come venivano trattati.

    - Abbiamo già notato che l'abuso che porta alla morte o le lesioni permanenti per il padrone erano punibili dalla legge.

    - Nel caso di scelta volontaria di un servo di servizio a vita, i tribunali locali erano tenuti a testimoniare la transazione:

    Esodo 21:5 Ma se lo schiavo apertamente dice: "Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figli, e non voglio andarmene libero", 6 faccialo il suo signore comparire davanti ai giudici;

    - Che il servo avesse ancora pieno stato di rappresentanza durante la servitù è evidente dal fatto che il servo potrebbe "ricomprare se stesso indietro" dal padrone (cioè "redimere" se stesso):

    Levitico 25:49 Lo potrà riscattare suo zio, o il figlio di suo zio; lo potrà riscattare un parente del suo stesso sangue; o se ne ha i mezzi, potrà riscattarsi da sé.

    - Questo diritto di auto-redenzione non riguarda solo Israele, ma si verificava in altre parti dell'Antico Medio Oriente:
    Al Emar: "Gli schiavi potrebbero redimersi dal loro peculium".
    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.

    "Un altro documento Assiro del 1115 ca. registra che uno schiavo si riscattò dalla schiavitù per 1 mina 55 sicli d'argento."
    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992
    - Nel caso giudizialmente difficile dell'animale che "incorna uno schiavo" (Esodo 21:32), il valore di riscatto opzionale per il servo morto è fissato a un tasso molto elevato, rispetto anche ai bambini (vedi i valori di riscatto in Lev 27). Se il riscatto non veniva offerto alla famiglia in lutto del padrone, o se il prezzo del riscatto non veniva pagato dal proprietario del bue, allora il proprietario del bue sarebbe stato ucciso per un reato capitale. Ciò dimostra piuttosto vividamente la condizione umana e morale dei servitori.

    - Si potrebbe anche notare che nel caso di questo animale che incornava uno schiavo, il valore della vita dello schiavo veniva posto alla pari con le persone libere. Questo può essere visto in due modi: (1) che il bue veniva lapidato - non macellato, e (2) che il prezzo era pari all'aristocrazia dell'Antico Medio Oriente:
    (1) "Il bue uccisore non viene abbattuto solo perché è pericoloso. Questo è dimostrato dal fatto che questo non viene abbattuto quando la vittima è un altro bue e con la prescritta modalità dell'abbattimento- non macellazione ordinaria, ma lapidazione. L'esecuzione del bue veniva effettuata in presenza, e con la partecipazione, di tutta la comunità - il che implica che l'uccisione di un essere umano è una fonte di inquinamento di massa e che il procedimento aveva una funzione espiatoria ... La santità della la vita umana è tale da rendere lo spargimento di sangue il reato consumato, un reato visto con orrore indicibile ... Nella legge della Torah, la lapidazione del bue (nel caso dello schiavo), significa che esso veniva considerato essere incorso in colpa di sangue, proprio come era per l'uccisione di una persona libera".

    (2) "Questi (30 sicli) sono la valutazione, ai fini dei voti, di una donna di età compresa tra i venti e i sessanta anni, come indicato nel Levitico 27:4. E' anche l'ammenda inflitta dalle leggi di Hammurabi (par 251) sul proprietario di un bue che incornava a morte un membro dell'aristocrazia. Le stesse leggi (par 252) infliggono solo venti sicli se la vittima era lo schiavo del nobile".

    The JPS Torah Commentary (5vols). Nahum Sarna (gen ed). JPS:1989.
    - Abbiamo visto sopra che gli anziani (indirizzati da Mosè in Levitico 25:53), erano comandati di accertarsi che i proprietari non maltrattassero i semi-servi Ebrei:

    Levitico 25:53 Come bracciante rimanga con il padrone un anno dopo l'altro, il quale non lo dominerà con asprezza sotto i tuoi occhi.

    Status Legale:
    Schiavitù occidentale: Gli schiavi non potevano avere una loro proprietà - tutto ciò che avevano apparteneva al loro "padrone".

    Antico Testamento
    : I servi Ebrei, ovviamente, potevano avere una loro proprietà.

    - Il prezzo di acquisto per la loro servitù apparteneva a loro (prima che lo usassero per comprare indietro la loro libertà e/o la loro terra).

    - Potevano prosperare e acquistare la propria libertà (sopra).

    - Essi non sostenevano alcuna famiglia e proprietà che avevano prima della loro entrata nell'accordo di servitù.

    Non abbiamo molti dati a riguardo, ma abbiamo alcuni dati aggiuntivi che indicano che i servi potevano accumulare proprietà:
    "Naturalmente, ci sono stati un certo numero di schiavi privilegiati. Così, secondo (2 Samuele 19:17), Ziba, uno schiavo della famiglia di Saul, aveva quindici figli e venti schiavi. A giudicare dal (Levitico 25:47-50), alcuni schiavi di origine ebraica avrebbero potuto tirare su le risorse per acquistare la loro libertà".

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992



    Uscita:
    Schiavitù occidentale: La schiavitù era per sempre. Non vi era alcun mezzo per ottenere libertà stipulata nel contratto. Nei casi di un proprietario che concedeva la libertà, si trattava generalmente di un rilascio "a nudo" - nessuna proprietà andava con il liberto.

    Antico Testamento:
    Una delle cose più sorprendenti riguardo lo status del servo Ebreo era quanto "facilemente" poteva ottenere la libertà! (Ci potrebbe essere un messaggio quì circa l'atteggiamento di Dio a riguardo).

    - La libertà poteva essere acquistata da parenti (Levitico 25:49) [Questo dimostra che il criterio di Garnsey della "non relazione di parentela" per la VERA E PROPRIA schiavitù non esisteva in Israele.]

    - Il servo poteva acquistare la propria libertà, sia che il padrone VOLESSE lasciarlo andare o meno (Levitico 25:49).

    - Ogni 7° anno (l'anno sabatico), tutti i servi andavano automaticamente via liberi - senza alcun pagamento di denaro al padrone:

    Esodo 21:2 Se compri uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni; ma il settimo se ne andrà libero, senza pagare nulla.
    Deuteronomio 15:12 Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo lascerai andare da te libero.

    - Lesioni minori a causa di un trattamento abusivo automaticamente portavano a immediata libertà (questo è in realtà etichettato come "compensare", il che implica diritti/doveri/debito):

    Esodo 21:26 Se uno colpisce l'occhio del suo schiavo o l'occhio della sua schiava e glielo fa perdere, li lascerà andare liberi in compenso dell'occhio perduto. 27 E se fa cadere un dente al suo schiavo o un dente alla sua schiava, li lascerà andare liberi in compenso del dente perduto.
    - Quando veniva concessa la libertà al termine dell' anno sabatico o Anno del Giubileo, il padrone era obbligato a rilasciarli con doni volontari- per consentire loro di occupare la terra di nuovo in sufficienza (Deuteronomio 15:13)


    In conclusione:

    Dovrebbe essere ALQUANTO CHIARO da quanto sopra esposto, che l'istituzione della legge Mosaica che coinvolge ruoli su base volontaria, a tempo determinato, flessibile, e che proteggeva i servi-lavoratori era, diversamente da quello "occidentale", lavoro in proprietà con pressocchè TUTTO IL RISPETTO NECESSARIO. Etichettarla come "schiavitù", eccetto nel senso più generale/metaforico del termine, è cosa grandemente inadeguata. L'intento di Dio in Levitico 25:39 di proteggere il loro status e immagine di sè era MOLTO chiaro: "Se il tuo fratello che vive presso di te diviene povero e si vende a te, non l'obbligherai a servire come uno schiavo; ma starà da te come un bracciante e come un ospite".

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