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  1. #1

    Evoluzione: Fatto o Credo?

    EVOLUZIONE: FATTO O CREDO?



    1 - Introduzione
    2 - Il Metodo Scientifico
    3 - Charles Robert Darwin
    4 - Reazioni dei contemporanei al libro di Darwin
    5 - Come ebbe inizio la vita?
    6 - Probabilità del CASO
    7 - Genotipo e Fenotipo
    8 - La complessità cellulare
    9 - Le mutazioni
    10 - Il problema della Complessità Irriducibile
    11 - Selezione ed estinzione
    12 - Varietà nel pool genico
    13 - Ricombinazione genetica
    14 - Nuove specie?
    15 - Ricapitolando


    Introduzione


    Descrizione dei due video
    [SPOILER]
    (Video a sinistra) La Teoria dell'Evoluzione è un fatto o una semplice credenza? Questo documentario cerca di rispondere alla domanda avvalendosi del contributo di 5 scienziati.
    (Video a destra) Quali sono le implicazioni filosofiche della Teoria dell'evoluzione? Il professore Josef Seifert spiega perchè la Teoria dell'Evoluzione sia una povera spiegazione all'origine dell'uomo e di tutte le creature viventi.

    Gli uomini di scienza presentati in questo programma sono solo alcuni delle parecchie migliaia che hanno raggiunto la conclusione che la teoria dell'evoluzione è davvero una favola per adulti.

    La teoria dell'evoluzione può essere considerata una valida teoria scientifica? La conclusione non può che essere che:

    la teoria dell'evoluzione non ha alcun fondamento scientifico.[/SPOILER]
    Molti scienziati ed insegnanti hanno accettato questa teoria credendola un fatto scientificamente accertato. Ma quegli uomini di scienza che l'hanno studiata a fondo hanno trovato che la teoria dell'evoluzione non è una scienza, ma solo la convinzione di alcuni uomini.

    Non è importante per voi che leggete che conosciate tutto riguardo le formule, non è importante che voi sappiate tutto di genetica e cose del genere, parlerò in maniera che tutti comprendano. Quindi rilassatevi, afferrate i principi base che è abbastanza.

    Per gli scienziati, i dottori di medicina, i chimici etc in questa trattazione non entreremo nel profondo delle singole materie scientifiche, potremmo farlo, ma non è l'obbiettivo di questo articolo.

    Tratterò in questo articolo la filosofia dietro la selezione naturale e la scienza dell'evoluzione in generale.

    Ogni persona viene abituata sin dall’infanzia a credere ciecamente e acriticamente a determinati dogmi. Questi dogmi spesso contrastano con la realtà. Gli esperimenti condotti in Russia da specialisti in psicopolitica hanno dimostrato che ci vogliono da 20 a 30 anni per cambiare la mentalità di una comunità. Questo è il tempo minimo necessario per sostituire nelle nuove generazioni determinate convinzioni con altre e trasformarle in dogmi.(I)

    È servito più di un secolo affinché la teoria dell’evoluzione entrasse a far parte della mentalità corrente.

    Negli ultimi anni sempre più scienziati si sono allontanati dalla teoria dell’evoluzione per tornare alle idee pre-darwiniane. Tale inversione di corrente è dovuta ad una mancanza di riscontri obiettivi.

    Molte delle prove addotte a favore della teoria dell’evoluzione si sono rivelate dei falsi. Alcuni esempi sono il Pitecantropo, l’uomo di Piltdown, l’uomo di Pekino e l’australopiteco, che sono stati spacciati per anni come fossili di transizione tra la scimmia e l’uomo, mentre in realtà erano o dei falsi o degli assemblamenti di specie diverse.(II)

    Difendere strenuamente preconcetti privi di consistenza scientifica può essere devastante, come dimostra il caso del professor Reiner Protsch, che ha recentemente perso la cattedra per aver manipolato i dati a sua disposizione a favore della teoria dell’evoluzione.(III)



    NOTE
    (I) “The Brainwashing Manual, Synthesis of the Russian Textbook on Psychopolitics”.
    (II) Michael A. Cremo, Richard L. Thompson, “Archeologia proibita”, Newton & Compton editori, 2002, pp. 189-252.
    (III) “Corriere della Sera”, 20 febbraio 2005.

  2. #2
    Il metodo scientifico




    Definizione di teoria scientifica

    Il metodo scientifico si basa sull’osservazione e sulla sperimentazione, che portano alla verifica dell’ipotesi iniziale e alla successiva formulazione della teoria scientifica. Essendo la teoria il prodotto dell’elaborazione umana non va considerata immutabile, ma, alla luce di nuove osservazioni e sperimentazioni, può venire confutata e/o abbandonata.

    La teoria evoluzionistica è la teoria dominante nell’attuale comunità scientifica e viene insegnata nelle scuole come verità assoluta. Per esempio nel testo di biologia (Helena Curtis, N. Sue Barnes, “Invito alla Biologia”, Bologna: Zanichelli, 2002) l’esperimento di Miller viene presentato come prova inconfutabile della possibile origine casuale della vita a partire da materia inorganica. In realtà Miller stesso nel 1986 riconosce in un suo scritto che le condizioni ambientali riportate nel suo esperimento non riscontrano ampio consenso nel mondo scientifico, non sono supportate da riscontri geologici, andrebbero infatti aggiornate inserendo altri parametri e le considerazioni da cui tali condizioni scaturiscono non possono provare che la terra aveva tale atmosfera primitiva.
    L’atmosfera primordiale non conteneva idrogeno, metano e ammoniaca come nel suo esperimento, ma biossido di carbonio e azoto. Vi era inoltre ossigeno libero, mentre per la riuscita dell’esperimento questo doveva essere assente e i composti ottenuti non erano quelli levogiri della materia organica, ma miscele racemiche.(I)

    (I)Stanley Miller, “Molecular Evolution of Life: Current Status of the Prebiotic Synthesis of Small Molecules”, 1986, pp.5-7.

    Terminologia

    Il tema dell’evoluzione è strettamente legato al significato globale della vita, in quanto subisce ed esercita inevitabilmente influenze importanti di tipo filosofico, sociale e religioso.

    Definizioni di evoluzione:

    • Processo di cambiamento continuo: da una condizione inferiore più semplice o peggiore ad uno stato superiore più complesso o migliore (Dizionario Webster).
    • Processo incessante che consiste nel passaggio lento e graduale degli organismi viventi da forme inferiori e rudimentali a forme sempre più complesse (Dizionario Devoto-Oli).
    • Lenta, graduale trasformazione degli organismi viventi nel corso del tempo (Encarta® 2006).

    Definizione di “Teoria” dell’evoluzione o Evoluzionismo o Trasformismo (Encarta ® 2006):

    • Processo di formazione di tutte le forme viventi a partire da organismi più semplici;
    • Tale processo ebbe inizio circa 4 miliardi di anni fa, con la comparsa dei primi organismi monocellulari.

    Principi dell’evoluzionismo biologico:

    • La vita ha una origine dalla “non vita” ("generazione spontanea" o "abiogenesi“).
    • Tutte le specie viventi discendono da un origine comune.
    • Esclusione di qualunque interpretazione di tipo finalistico (casualità).
    • L’evoluzione è basata sulla selezione naturale (Chi è adatto? Chi sopravvive. E perché sopravvive? Perché è adatto).
    • Le trasformazioni dei viventi sono graduali e continue.

    Evoluzionismo = evoluzione naturale:

    • La scienza deve presumere che il cosmo sia un sistema chiuso di cause ed effetti fisici, che non può mai essere influenzato da nient'altro di esterno alla natura corporea del cosmo stesso (naturalismo o materialismo, Democrito di Abdera, V sec. a.C.).(Da ricordare che Democrito fu argomento della tesi di laurea di Marx in filosofia all'università di Jena in Germania.)
    • Di conseguenza, la “teoria evoluzionista” deve essere fondata sul caso, ciò che resta quando si esclude ogni intervento intelligente o scopo. Pertanto, l’apparenza dell’attuarsi di un progetto intelligente è solo illusione.
    • Dato che l’origine casuale di organismi viventi enormemente più complessi di un computer o di un aeroplano è ragionevolmente incredibile, deve trovarsi un qualche meccanismo naturale (es: selezione naturale, extraterrestri, panspermia) che possa spiegarne la comparsa senza ricorrere mai ad un intervento esterno.

    L’evoluzione dell’evoluzionismo:

    • Darwinismo (1859): evoluzione graduale mediante "discendenza con modificazione" per adattamento all’ambiente e selezione naturale.
    • Neodarvinismo o teoria sintetica (anni ‘40): “compromesso” tra darwinismo e genetica, dopo la scoperta della genetica mendeliana e la dimostrazione dell’intrasmissibilità dei caratteri acquisiti (A. Weissmann). Postula una evoluzione graduale per accumulo di variazioni vantaggiose dovute all’azione di due meccanismi ciechi: le mutazioni genetiche casuali e la selezione naturale (il caso e la necessità).
    • Teorie degli equilibri punteggiati e della speciazione quantica (anni ‘70): evoluzione per “grandi salti” discontinui (Gould, Eldredge, Lewontin). (L’evoluzione al riparo da ogni osservazione diretta!!!)
    • Teorie dell’ auto-organizzazione della materia secondo processi spontanei e/o intrinseci.(?)

    (?)Queste ultime sono solo un banale escamotage linguistico che non spiegano nulla in quanto la materia anche se intesa come materia energia in sé manca del principio della forma. Questa può essere intesa anche come immanente alla materia ma se ne distingue sotto il profilo qualitativo, essenziale: anche se si può pensare a leggi morfologiche di tipo geometrico o matematico queste rimandano a un ordine generale non materiale o extramateriale.

  3. #3

    Unlocking the mystery of life


    (Punto di vista differente)

    Ulisse: Charles Darwin


    Documentario propaganda della Teoria evolutiva

    Cosa c’era prima di Darwin?

    - Concezione platonica della natura: il regno degli esseri
    viventi è costituito da una serie limitata di forme naturali
    essenzialmente immutabili che, come le forme inorganiche
    quali atomi e cristalli, sono una parte intrinseca dell’ordine
    eterno del mondo.
    - Intervento divino: che con un atto creativo iniziale forma
    un certo numero di specie di animali e piante che si
    riproducono immutate nel corso dei secoli.
    - Compito del naturalista: individuare queste specie,
    classificarle e dare loro un nome, descriverle e comprenderne
    il funzionamento e le strutture. Es.: il celebre tassonomista
    svedese Carlo Linneo (1707-78), di cui ancor oggi usiamo il
    sistema di classificazione binario.
    - Compito del biologo: spiegare l’origine delle forme
    biologiche nei termini di una serie di leggi fisiche generative
    (cause seconde) spesso definite come leggi della forma.

    Teoria della forma

    Attualmente vi sono nuove teorie della forma che
    rappresentano un ritorno alle concezioni pre-darwiniane
    secondo cui alla base della diversità dei viventi vi è una
    serie limitata di forme che si ripetono nel cosmo ovunque
    vi sia un tipo di vita basata sul carbonio. Recenti scoperte
    della chimica delle proteine suggeriscono che almeno una
    serie di forme biologiche (come i fondamentali
    avvolgimenti tridimensionali delle proteine
    - è
    determinata da leggi fisiche simili a quelle che danno
    origine ai cristalli e agli atomi.
    (Nature, 410, 22/03/2001, p. 417)
    .

    Substrato culturale e metodologico dietro la teoria

    Va rimarcato che le osservazioni naturalistiche rilevate da
    Darwin non erano del tutto originali nella loro
    fenomenologia generale, già nota ad altri studiosi, e quindi
    potevano essere lette anche in una cornice che esulava dall'
    evoluzionismo radicale a cui poi egli approdò.
    Fu questo un periodo di dubbi e riflessioni, di tormenti e
    auto interrogazioni, come emergerà dalla lettura di alcuni
    taccuini scritti negli anni 1836-1844, pubblicati solo alcuni
    anni or sono (Notebooks: Charles Darwin's Notebooks,
    1836-1844, Cambridge 1987)
    . Dalla loro analisi emerge che
    Darwin stava rapidamente abbandonando ogni idea fissista
    e creazionista riguardo alle specie per abbracciare un
    trasformismo ispirato ad un materialismo filosofico.

    È probabile che una certa influenza in questa direzione
    la esercitò l'ornitologo londinese John Gould
    (1804-1881), secondo cui non pochi esemplari di uccelli
    raccolti da Darwin in isole differenti dell'arcipelago delle
    Galapagos, non erano semplici sottospecie locali di specie
    del continente sudamericano, ma appartenevano in realtà
    a specie distinte. Dallo studio dei taccuini emerge però la
    sensazione netta che le cosiddette "prove" scientifiche
    siano state un fattore aggiuntivo, non fondamentale,
    mentre abbiano giocato un ruolo centrale alcuni aspetti
    del tutto soggettivi, anche di ordine emozionale, in cui
    convergevano elementi del suo vissuto personale e
    influenze extra scientifiche di origine ambientale. A questo
    proposito va rilevato il fatto che Darwin era avido di letture
    di carattere economico e sociologico. Ancor più dell'
    influenza dei naturalisti e dei geologi del suo tempo, egli
    subì quella di autori come il demografo e sociologo
    ecclesiastico Robert Malthus (1766-1834), l'economista
    liberista Adam Smith (1723-1790) e lo statistico
    Lambert-Adolphe Quételet (1796-1874), oltre che
    quella dei filosofi materialisti Herbert Spencer
    (1820-1903) e Auguste Comte (1798-1857), autori ai
    quali riserverà, quasi sempre, riconoscimenti espliciti
    nelle sue opere, come nel caso di Malthus, di cui lesse
    nel 1838 il suo Saggio sul principio di popolazione
    (1798). Sulla base della osservazione che le popolazioni
    aumentano in progressione geometrica, mentre le
    disponibilità alimentari si accrescono solo in progressione
    aritmetica, Malthus affermava che, se non si fosse
    intervenuto con mezzi artificiali, le popolazioni sarebbero
    andate inevitabilmente incontro a gravissime crisi
    alimentari periodiche, che ne avrebbero determinato la
    decimazione per fame e malattie
    (DEMOGRAFIA, IV.2).
    Darwin trasse da queste riflessioni l'idea del ruolo
    importantissimo della "selezione naturale", che
    successivamente coniugò con la definizione spenceriana
    della "sopravvivenza del più adatto".

    Egli aveva ormai maturato l'idea che le specie non sono
    immutabili, contrariamente a quanto affermato dai fissisti;
    ma nell'affermarlo, come scrisse in una lettera a Hooker
    l'11 gennaio del 1844, aveva quasi l'impressione di
    'confessare di aver commesso un assassinio'
    , sebbene
    quattro anni più tardi, in una nuova lettera allo stesso
    Hooker (10 maggio 1848), non esiterà a paragonare
    l'autorevolezza della sua teoria delle specie «a quella
    del vangelo»
    (sic!). La concezione darwiniana dell'
    evoluzione costituiva l'estensione al campo biologico del
    principio del laissez-faire economico di Smith. Tale
    principio postulava che un'economia ordinata ed
    assicuratrice del massimo benessere per tutti poteva
    essere realizzata solo lasciando che gli individui fossero
    liberi di competere l'uno con l'altro, seguendo unicamente
    la propria utilità, senza interventi di autorità super partes
    esterne al campo dell'economia, le cui leggi divenivano
    totalizzanti e invadenti per l'intera società
    . Da questa lotta
    sarebbero derivati "spontaneamente" ordine e armonia
    sociale, perché eliminati gli inefficienti e gli incapaci e
    favoriti i migliori e più dotati. Come sottolineato da Elders
    (1984), sotto certi aspetti anche Comte fu tra gli ispiratori
    di Darwin, specie per quel che riguarda la contrapposizione
    fra l'idea della vera scienza e la teologia ( POSITIVISMO, I).
    Darwin andò così maturando il progetto di una biologia
    positivista, libera da interferenze religiose. Ciononostante,
    egli non ammise mai il suo debito verso Comte, al punto da
    eliminare dal suo diario alcune pagine riferite a questo
    filosofo.

    Parallelamente alla trasformazione della sua concezione
    della natura, Darwin stava abbandonando la sua fede
    religiosa, che, per altro, non aveva certo solide basi, come
    si evince dai suoi scritti, ma era abbastanza formale e
    piuttosto superficiale. Se si esclude la moglie, nel suo
    ambiente era circondato da scettici. Credente,
    fiducioso del valore letterale della Bibbia prima di
    imbarcarsi sul Beagle, già durante il viaggio aveva
    cominciato a esternare alcuni dubbi, che dopo il rientro in
    patria lo portarono ad abbracciare un vago teismo, poi
    sfociato in un franco e dichiarato agnosticismo che lo
    accompagnò fino al termine della sua vita, ritenendo del
    tutto inconciliabili, come testimoniato dalla sua
    Autobiografia
    , evoluzionismo e fede cristiana nella
    creazione. Dall'analisi dei suoi Notebooks si notano alcune
    contraddizioni in merito al modo di procedere nelle
    ricerche: se da un lato si dichiara fedele seguace
    del metodo baconiano, preoccupato solo di raccogliere
    dati oggettivi per valutarli poi in modo impersonale,
    dall'altro egli opera alcune "letture" dei dati che
    dipendevano dalle convinzioni filosofiche e sociologiche
    che andavano ormai maturando nella sua mente. Va
    anche segnalato il suo mancato rapporto con
    Gregorio Mendel
    (1822-1884).
    Darwin ignorava, come i suoi contemporanei, i veri
    meccanismi dell'ereditarietà, ritenendo che i caratteri
    parentali si mischiassero e fondessero nella discendenza
    secondo regole sconosciute, al pari di quanto fanno due
    liquidi dal colore differente. In realtà, come stava
    mostrando Mendel, i caratteri ereditari andavano
    considerati delle entità "discrete", con elementi dominanti
    e recessivi. Il monaco agostiniano inviò a Darwin nel 1866
    una sua memoria, contenente illuminanti informazioni sui
    processi ereditari, dal titolo Saggi sugli ibridi vegetali (1865).
    Ma lo studioso inglese, incredibilmente, non lesse mai questo
    scritto e per decenni cercò un meccanismo che potesse
    spiegare in termini non lamarckiani, che vedeva venati di
    panpsichismo (la spinta interna degli organismi a evolversi),
    il processo di mutamento delle specie. L'approccio statistico,
    la concezione competitiva, l'aspetto creativo inerente al
    successo riproduttivo, giunsero a Darwin da settori diversi
    dalle scienze naturali, spesso in linea con le visioni
    filosofiche, non di rado ideologizzate, cui egli aveva rivolto
    il suo interesse.

    Darwinismo sociale


    Fra le correnti di pensiero che traggono la loro origine dalle
    idee di Charles Darwin va annoverato quanto conosciuto col
    nome di "darwinismo sociale".
    Leggiamo in una pagina de L'Origine dell'uomo:

    "Il progresso della prosperità del genere umano è
    un problema intricatissimo; tutti quelli che non possono
    evitare una grande povertà per i figli dovrebbero
    astenersi dal matrimonio
    , perché la povertà non è
    soltanto un gran male, ma con la prole tende ad
    aumentare
    . D'altra parte, come ha notato Galton, se
    i prudenti si astengono dal matrimonio, mentre i
    negligenti si sposano, membri inferiori della società
    tenderanno a soppiantare i membri migliori
    . L'uomo,
    come qualunque altro animale, ha senza dubbio progredito
    fino alla sua condizione attuale attraverso una lotta per
    l'esistenza, frutto del suo rapido moltiplicarsi; e, per
    progredire ed elevarsi ancora di più, deve andar soggetto
    ad una dura lotta. Altrimenti egli in breve cadrebbe
    nell'indolenza, e gli uomini più dotati non riuscirebbero
    meglio nella battaglia della vita dei meno dotati [...].
    Le leggi e i costumi non devono impedire ai più abili di
    riuscire meglio e di allevare un numero più grande
    di figli"

    (tr. it. Milano 1997, pp. 414-415).

    Vi troviamo enunciati i princìpi-base del darwinismo
    sociale, che alcuni attribuiscono riduttivamente al
    solo Francis Galton (cfr. Hereditary Genius, London 1869, Natural
    inheritance, London 1889)
    e ai suoi continuatori, teorici dell'
    eugenetica, forse volendo allontanare da Darwin questa
    pesante responsabilità. Non sfugge infatti il potenziale
    negativo in essi contenuto, al teorizzare una discriminazione
    sociale ove i poveri e i meno dotati sono considerati
    "inferiori"
    e l'uomo viene ricondotto alla pura dimensione
    animale, di un "animale", oltretutto, frutto esso stesso
    di una visione ideologica preconcetta. Siamo in presenza
    di una antropologia fortemente riduzionista, che
    caratterizzerà le varie forme di darwinismo sociale, il
    cui terreno più favorevole si riscontra purtroppo in quelle
    nazioni dominate da una visione fortemente competitiva
    della società e dei popoli. Non andiamo troppo lontano se
    affermiamo che l'idea della "sopravvivenza del più adatto"
    si è tramutata tristemente in un'ideologia con la quale alcuni
    hanno voluto giustificare l'espansionismo, l'imperialismo ed
    alcune forme di capitalismo.

    I passaggi logici di Darwin





    Afarensis









    Charles Robert Darwin

    Charles Darwin (1809-1882) nasce in una famiglia agiata e culturalmente raffinata dell’Inghilterra nord-occidentale. Si iscrisse in Medicina all'Università di Edimburgo e senza terminare gli studi, nel 1827 si trasferì all’Università di Cambridge con l'intenzione di intraprendere la carriera ecclesiastica. Frequentò soprattutto le lezioni del geologo Adam Sedgwick e del botanico John Stevens Henslow, pastore anglicano.

    Nel 1831, poco dopo essersi laureato concorse al posto di naturalista (senza stipendio) per il viaggio di ricerche scientifiche che la nave Beagle doveva fare intorno al mondo (che durò 57 mesi, per effettuare essenzialmente rilevazioni cartografiche e misurazioni cronometriche).

    Darwin nei 5 anni di navigazione, ebbe modo di accumulare una massa ingente di osservazioni sulla flora, la fauna e lo studio delle formazioni geologiche in diverse aree del globo. I primi lavori furono infatti sulla geologia, ma i più profondi risultati della sua mente si ebbero nel campo della biologia e al ritorno del lungo viaggio la sua vocazione di naturalista fu definitiva.

    Nel 1839, sposò una sua cugina, dalla quale ebbe quattro figli; visse a Londra fino al 1842, poi si stabilì a Down, un piccolo villaggio del Kent, dove rimase fino alla morte, scrivendo le opere che lo resero immortale. Fu sepolto nell'abbazia di Westminster.

    Nel 1859 compose il saggio On the Origin of Species by Means of Natural Selection (Sull'Origine delle Specie attraverso la Selezione Naturale), che influenzò fortemente il pensiero scientifico.
    Nel 1868 pubblicò The Variation of Animals and Plants under Domestication e nel 1871 The descent of Man, and Selection in Relation to Sex (L'origine dell'Uomo)

    Charles Darwin è riconosciuto come il fondatore di questa moderna teoria.
    Naturalmente non fu lui a venire fuori con i concetti originali, questi infatti erano in giro da moltissimo tempo - persino nel periodo dei Greci -, ed il nonno di Charles Darwin era già un proponente delle idee naturalistiche.


    Il vantaggio selettivo di Darwin e il processo graduale di modificazione di Lamarck

    Al tempo del viaggio sul Beagle, egli fu colui il quale propose che gli animali evolvevano attraverso la SELEZIONE NATURALE:

    Sostenne che un animale con il collo lungo (immagine in alto) aveva un vantaggio selettivo rispetto ai restanti due esemplari con il collo più corto, perché nei livelli più bassi vi erano altri animali in competizione per risorse di cibo, e quindi disse che gli esemplari con il collo più lungo erano quelli che avrebbero avuto il vantaggio selettivo e una maggiore probabilità di sopravvivenza.

    Tempo prima, con la pubblicazione nel 1809 dell'opera Philosophie zoologique, Lamarck era giunto alla conclusione che gli organismi, così come si presentavano, fossero il risultato di un processo graduale di modificazione che avveniva sotto la pressione delle condizioni ambientali.

    Le 3 idee alla base della teoria di Lamarck
    [SPOILER]Nel tentativo di dare una spiegazione a quella che era una prima teoria evoluzionista, egli basò la sua teoria su tre idee:
    • La grande varietà di viventi: Lamarck riteneva che poche specie fossero riuscite a mutare nel corso degli anni.
    • L'uso e il non uso degli arti: secondo Lamarck, le specie avevano con il tempo sviluppato gli organi del loro corpo che permettevano di sopravvivere e di adattarsi all'ambiente. Per spiegare questa idea ricorse all'esempio delle giraffe: in un primo momento, secondo Lamarck, sarebbero esistite solo giraffe con il collo corto; queste ultime, per lo sforzo fatto per arrivare ai rami più alti, sarebbero poi riuscite a sviluppare collo e zampe anteriori e quindi ad avere organi adatti alle circostanze.
    • L'ereditarietà dei caratteri acquisiti: Lamarck credeva che le specie tramandassero i caratteri acquisiti (il collo e le zampe più lunghi nel caso delle giraffe) ai discendenti.
    [/SPOILER]Dunque queste erano le due concezioni opposte che esistevano al periodo in cui Darwin formulò la sua teoria.
    Persone come Lamarck venivano fuori quindi con uno scenario differente del tipo:
    "No no no, funziona in questo modo!:
    Se vuoi raggiungere la cima e insistentemente a sufficienza tendi il collo verso l'alto per arrivarci, alla fine il collo si allungherà!"
    .


    Questo è il Lamarckismo, ma il Darwinismo era di gran lunga più scientifico.
    La teoria evoluzionista successiva ha abbandonato la teoria lamarckiana, soprattutto per quanto riguarda l'ereditarietà dei caratteri acquisiti: è ormai appurato che le mutazioni somatiche (che riguardano cioè il corpo) non si possono trasmettere ereditariamente, perché esse non intervengono sul patrimonio genetico dell'individuo che sarà poi trasmesso alla progenie.

    Domanda: Gli uccelli hanno le ali perché volano o volano perché hanno le ali?

    Ovviamente gli uccelli volano perché hanno le ali!

    Quindi prima bisogna avere le ali e poi si può volare; e se si hanno ali differenti alcuni possono volare meglio di altri e allora la selezione naturale può iniziare ad operare.
    Gli uccelli NON desideravano volare e a tale scopo hanno sviluppato le ali, altrimenti anche noi oggi avremmo le ali, perché l'uomo da sempre ha desiderato volare.

    Quindi la scienza ci dice che l'oggetto dev'essere là prima che la selezione possa prendere piede (questo è alquanto logico!).

    Da questo punto di vista il Darwinismo è senz'altro superiore al Lamarckismo...

    [Comunque sia Lamarck fu il primo scienziato a propugnare una teoria evoluzionista che affermasse la mutazione delle specie nel corso del tempo (idea che viene appunto ripresa da Darwin), portando la biologia fuori dal creazionismo e fondando una prospettiva dinamica della storia della natura.]

    MA QUANDO UN NODO VIENE AL PETTINE, ALLORA SPESSO GLI EVOLUZIONISTI RITORNANO AL LAMARCKISMO!



    E questo fatto è molto interessante.
    Pensiamo un attimo all'evoluzione dell'uomo, una delle teorie che hanno è che:
    gli uomini iniziarono a camminare in stazione eretta perchè vissero in un periodo in cui si diffuse la prateria erbosa, e poiché non potevano vedere attraverso l'erba, iniziarono a stirare le loro gambe e a mettersi sulla punta dei piedi per vedere oltre l'erba... e questo eventualmente portò allo sviluppo della stazione eretta.

    Domanda:
    Questo è Darwinismo o Lamarckismo?

    ...E' LAMARCKISMO!

    Non è interessante la cosa?
    Quindi la scienza ha abbattuto il Lamarckismo ma lo usa quando lo trova utile!



    A sinistra Charles Darwin, a destra Thomas Henry Huxley

    Darwin non fu un uomo che spinse insistentemente la sua teoria; era un uomo tranquillo e abbastanza riservato; ma l'uomo dell'immagine a lato a destra, Huxley, divenne conosciuto come il mastino di Darwin. Egli è colui che spinse la teoria, combatté le battaglie e abbatté le barriere.

    Huxley inizialmente non era convinto della "teoria dello sviluppo", come veniva chiamata un tempo l'evoluzione. Possiamo vederlo nella sua feroce recensione (I) di Robert Chambers: "Vestige della Storia Naturale della Creazione", un libro che conteneva alcuni argomenti molto pertinenti a favore dell'evoluzione. Huxley aveva anche respinto la teoria di Lamarck della trasmutazione, sulla base del fatto che non c'erano prove sufficienti per sostenerla. Tutto questo scetticismo venne riunito in una conferenza alla Royal Institution,(II) che rese Darwin ansioso a sufficienza da dare il via ad uno sforzo per cambiare l'opinione del giovane Huxley.(III) (IV)

    Huxley fu uno di quei pochi che era a conoscenza delle idee di Darwin prima che venissero pubblicate (il gruppo comprendeva Joseph Dalton Hooker e Charles Lyell). La prima pubblicazione di Darwin delle sue idee avvenne quando Wallace inviò a Darwin il suo famoso saggio sulla selezione naturale, che venne presentato da Lyell e Hooker alla Linnean Society nel 1858 accanto a brani tratti dal taccuino di Darwin e una lettera di Darwin ad Asa Gray.(V) (VI) La famosa risposta di Huxley all'idea della selezione naturale fù:
    "Come è stato estremamente stupido non averci pensato!"
    (Huxley, Leonard (1900), The Life and Letters of Thomas Henry Huxley. 2 vols 8vo, London: Macmillan)
    Tuttavia, la correttezza della selezione naturale come meccanismo principale di evoluzione andò a risiedere in modo permanente nel cassetto mentale delle indecisioni di Huxley . Non se ne è mai definitivamente convinto a riguardo, anche se ha ammesso che era una ipotesi che era una buona base di lavoro.

    Logicamente parlando, la prima questione era se l'evoluzione avesse avuto mai luogo. E' a questa domanda che gran parte dell' Origine della specie di Charles Darwin venne dedicata. La sua pubblicazione nel 1859 convinse del tutto Huxley circa l'evoluzione e fù questa e senza dubbio la sua ammirazione del modo di Darwin di accumulare e utilizzare le evidenze, che costituì le basi del suo sostegno a Darwin nei dibattiti che seguirono alla pubblicazione del libro.

    Il supporto di Huxley iniziò con la sua favorevole recensione anonima dell'Origine delle specie nel Times del 26 dicembre 1859,(VII) e proseguì con articoli su periodici vari, e in una conferenza alla Royal Institution nel Febbraio 1860.(VIII)

    Huxley viene accreditato per aver conquistato la piena scientificità nel dibattito contro il vescovo Samuel Wilberforce, che in verità non ha vinto sul piano della sua scienza, ma sul piano della ridicolizzazione e del disprezzo posto sulla scienza dal vescovo.

    Quindi vediamo come fosse "l'attitudine" che determinava il vincitore e non necessariamente il messaggio... il che è abbastanza triste, ed è un buon avvertimento per tutti noi rispetto a come ci approcciamo alle cose.

    Note
    (I) Huxley, Thomas Henry (1854), "Review of Vestiges of the Natural History of Creation, tenth edition", British and Foreign Medico-Chirurgical Review (13)
    (II) Huxley, Thomas Henry (1855), "On certain zoological arguments commonly adduced in favour of the hypothesis of the progressive development of animal life in time", Proceedings of the Royal Institution 2 (1854–58)
    (III) Browne, Janet (1995), Charles Darwin. vol 1: Voyaging, Cambridge University Press
    (IV) Desmond, Adrian (1994), Huxley: vol 1 The Devil's Disciple, London: Michael Joseph
    (V) Browne, Janet (2002), Charles Darwin. vol 2: The Power of Place, Cambridge University Press
    (VI) Darwin & Wallace 1858
    (VII) Huxley, Thomas Henry (1893-94a), Collected essays: vol 2 Darwiniana, London: Macmillan
    (VIII) Foster & Lankester 1898-1903 p400





    Ma come incominciò tutto questo?



    Iniziò con il viaggio della imbarcazione Beagle. Grazie alla raccomandazione di Henslow nel 1831, a 22 anni, Darwin si imbarcò sul brigantino Beagle (bracchetto) per una spedizione scientifica intorno al mondo durata 5 anni, come disegnatore e naturalista non stipendiato, bene armato di un libro scritto da un altro Charles, Charles Lyell sotto il suo braccio. Poté viaggiare perchè sua moglie era molto facoltosa, e così potèé vivere una vita di piacere, non era tenuto a lavorare come tutti gli altri e viaggiò per il mondo.
    L'idea principale era quella di disegnare mappe; Darwin era un naturalista, aveva anche un background teologico... e così arrivò in queste isole delle Galapagos e quì vide delle cose meravigliose che gli fecero ripensare tutta la sua filosofia.

    Per prima cosa abbiamo il libro di Charles Lyell che parla di milioni di anni per il quadro geologico...quindi lunghe epoche giravano nella sua mente. Egli conosceva inoltre la Bibbia ma la visione delle persone di quel periodo era che Dio aveva creato specie immutabili, che non potevano cambiare. Ogni genere era considerato una specie, e Dio aveva creato ognuna di esse istantaneamente una per una.

    Ricordiamo che Darwin non conosceva niente riguardo la genetica, Gregor Mendel in effetti aveva già fatto il suo lavoro, la sua opera pionieristica, ma era nascosta negli scaffali polverosi di qualche monastero. Nessuno era al corrente della genetica e come i caratteri ereditati venivano trasferiti era cosa sconosciuta. Inoltre vi era questa idea che Dio aveva creato specie immutabili.
    Tutto quello che Darwin aveva era l'Anatomia. Così quando si chiese se Dio avesse potuto creare tutto questo, la sua risposta fù che non poteva essere, perché necessariamente tutte le migliaia di specie che osservava dovevano essere venute fuori da un antenato comune.

    Carolus Linnaeus fu colui che disegnò le mappe e tutto il sistema della nomenclatura binominale (2 nomi per ogni specie, ad esempio: noi siamo Homo sapiens). Ogni creatura prendeva il suo nome e veniva considerata come una creazione unica. Di conseguenza il numero delle specie crebbe enormemente fino ad oggi che abbiamo milioni di specie.

    A questo punto la domanda che si sarebbe dovuto porre Darwin era:

    Dio ha davvero creato specie immutabili oppure no?



    Fringuelli
    Egli fu colpito dall'enorme varietà di forme presenti sulla superficie terrestre, nei fossili e negli organismi viventi nei diversi habitat (nel 1836 pubblica Viaggio di un naturalista intorno al mondo).

    Quando si trovava nelle isole delle Galapagos vide, tra le altre cose, i fringuelli. I fringuelli di Darwin sono molto famosi, perché nelle isole delle Galapagos questi uccelli hanno un differente tratto strutturale per andare in contro a differenti bisogni. Alcuni di loro hanno grandi becchi, altri piccoli; e sono molto diversificati, cosicché alcuni possono mangiare piccoli semi, altri insetti, alcuni possono utilizzare addirittura degli strumenti come un bastoncino per catturare le termiti nelle incavature della corteccia degli alberi; altri ancora hanno un becco molto forte per frantumare semi e cose del genere. Ma questi erano pur sempre fringuelli!

    Alcuni uccelli facevano questo genere di cose nel continente, ma quì nelle isole era così evidente..
    Così un idea venne a Darwin:
    "Non è probabile che tutti questi differenti fringuelli siano derivati da un comune antenato fringuello, e che col tempo siano cambiati per adattarsi a questa varietà di habitat e la differente dieta che ne conseguiva?" etc. etc.

    Non è un'assunzione logica?
    Sicuramente trattasi di un'assunzione logica; è alquanto probabile infatti che fosse di fronte ad una serie di variazioni che si svilupparono là in quelle isole... MA... quello che Darwin affermò successivamente fù:

    "bene, allora Dio non ha creato specie immutabili, infatti non esiste affatto un qualcosa come la creazione! ..ma il tutto viene fuori attraverso una evoluzione naturalistica".

    Così Dio venne gettato via dall'equazione, e l'idea dell'Evoluzione per Selezione Naturale in quel momento nacque. Darwin pensò quindi che le variazioni fossero state causate dal loro adattamento all'ambiente naturale (Lamark) sotto la spinta della lotta per la vita (Malthus).

    Domanda: Era necessario gettare Dio da una parte?


    Il fatto è che l'evidenza mostrava che qualunque cosa fosse là, non era immutabile ...solo questo!

  4. #4
    Reazioni al libro di Darwin

    Richard Owen (1804-1892), comparative anatomist, vertebrate paleontologist and the most distinguished English zoologist of his time (anatomista comparativo, paleontologo dei vertebrati e il più illustre zoologo inglese del suo tempo); fondatore del Museo Britannico di Storia Naturale. [Darwin, nella lettera 99 "To Maxwell Masters" dell'8 Maggio 1860 (MORE LETTERS OF CHARLES DARWIN, Vol.I pag.149), definì se stesso "immeasurably inferior [to Owen] as a naturalist" (incommensurabilmente inferiore a Owen come naturalista):
    “…le osservazioni del Darwin non solo non convincono, ma nemmeno give a colour to the hypothesis…(danno un colore alle ipotesi) egli ci lascia senza alcuna prova per poi invitarci a credere nella sua intelligenza…”

    “…la maggior parte delle affermazioni di Mr. Darwin non superano, a causa della loro vagueness and incompleteness (vaghezza e incompletezza), la prova of Natural History facts…" (dei fatti della Storia Naturale)

    “…in una trattazione che pretende di essere scientifica, trovare soltanto the expression of a belief (l'espressione di una credenza), invece che delle dimostrazioni, is simply provoking(è semplicemente provocatorio).

    “Noi non siamo interessati alle credenze di un autore o alla sua inclinazione a credere. In campo scientifico, belief is a state of mind short of actual knowledge(la credenza è uno stato della mente a corto di effettiva conoscenza).

    Adam Sedgwick (1785-1873), uno dei fondatori della geologia moderna e maestro di Darwin:
    “Ho letto il vostro libro più con dolore che con piacere. Ho molto ammirato alcune parti, di altre ho riso fino ad aver mal di pancia; altre parti le ho lette con assoluto dispiacere, in quanto totalmente false o gravemente equivoche… voi avete disertato dal sano metodo induttivo… le vostre principali conclusioni non possono essere né provate né confutate”.

    “Gli unici argomenti che si pretende di addurre, come elementi di prova per la selezione naturale, sono le varietà animali prodotte dagli allevatori per mezzo degli incroci in base ad un proggetto umano …”.

    “In fin dei conti non è altro che una zuppa di materialismo ben cucinata e servita. E perchè è stato fatto? Per nessun altra solida ragione tranne che per renderci indipendenti da un Creatore”.
    Louis Agassiz (1807 – 1873) Biologo, geologo, medico americano, innovatore di primo piano nello studio della storia naturale della Terra. Agassiz è ricordato oggi per le sue teorie sulle glaciazioni, e per la sua resistenza alle teorie di Charles Darwin sull'evoluzione, che mantenne per tutta la sua vita.


    Jeffries Wyman (1814 - 1874) naturalista e anatomista americano, fù il primo curatore del Museo Peabody di Archeologia e Etnologia nel 1866. Fece vaste e preziose collezioni di anatomia comparata e Archeologia, pubblicò circa 70 articoli scientifici. Fù il presidente dell'Associazione Americana per l'Avanzamento della Scienza nel 1858. Non accettò la selezione naturale differì molto dalle idee di Darwin.

    EVOLUZIONISMO FILOSOFICO-POLITICO(materialismo-ateismo marxista)
    carteggio Engels – Marx (1859)
    Engels: “Questo Darwin che sto leggendo è formidabile. Un certo aspetto della teologia non era ancora stato liquidato. Adesso è cosa fatta.

    Marx: “Queste ultime settimane ho letto il libro di Darwin. Nonostante il suo modo di procedere un po’ pesante, questo libro contiene il fondamento scientifico per la nostra causa
    Marx espresse la sua simpatia per Darwin dedicandogli l'edizione tedesca di Das Kapital, la sua opera principale:

    "Da un devoto ammiratore a Charles Darwin".

    …questo libro [di Darwin] contiene il fondamento, nell'ambito della storia naturale, necessario alla nostra visione".
    Mons. O’Gara, Vescovo di Yuanqing, Cina:
    “Dove giungeva l’esercito di liberazione maoista, l’intera popolazione doveva seguire dei corsi di rieducazione culturale: le prime lezioni avevano per argomento l’evoluzionismo

    EVOLUZIONISMO FILOSOFICO-POLITICO(materialismo-ateismo)

    Enciclopedia Universale Larousse (1872) voce Génération:
    “…non è necessario far dipendere da osservazioni la soluzione di un problema che si impone alla ragione di tutti…
    La genesi spontanea della vita non è più un’ipotesi, ma una necessità filosofica. Soltanto essa è razionale, soltanto essa ci sbarazza per sempre delle puerili cosmogonie che secoli di ignoranza hanno a lungo adorato”.
    Y. Delage e M. Goldsmith, biologi (1927):
    “Che le specie siano derivate le une dalle altre non è deduzione che si fonda sopra i fatti (sic), perché i fatti possono essere contestati e soprattutto interpretati in modo diverso, ma è una nozione che si impone al nostro spirito come la sola accettabile dal momento che abbiamo abbandonato la teoria della creazione soprannaturale”.

    Giuseppe Montalenti
    , illustre biologo e genetista italiano, già presidente dell'Union Internationale des Sciences Biologiques, membro dell'Accademia nazionale dei Lincei, preside di facoltà dell’Università di Roma:
    “L’evoluzionismo del XIX secolo porta nuove vigorose acque alle correnti meccanicistiche e materialistiche”.

    Anche se tutte le particolari teorie escogitate da Darwin risultassero infondate o false, la verità dell’evoluzionismo rimarrebbe.

    (L’evoluzionismo, Einaudi, 1965, p. 16).
    William Provine (1942- ?), professore di storia e scienze biologiche alla Cornell University, che si definisce ateo totale:
    "Lasciatemi riassumere le mie vedute su ciò che la moderna biologia evolutiva ci dice in modo forte e chiaro...
    Non ci sono dèi, fini, forze guida di nessun tipo.
    Non c'è vita dopo la morte...
    Non c'è un fondamento ultimo per l'etica, la vita non ha significato, e non c'è neppure nessuna libertà di scelta per gli umani".
    Sir Julian Huxley (1887-1975), biologo, inventore del meccanismo evolutivo fondato sulle mutazioni casuali (sintesi moderna):
    “La scienza moderna deve escludere la creazione o la guida divina. Il darwinismo ha rimosso dalla sfera della discussione razionale qualsiasi idea di Dio come creatore degli organismi”.
    George Simpson (1902-1984), paleontologo:
    Non c’è ragione di supporre altra origine, per i nuovi processi di riproduzione e di mutazione se non quella materialistica”.
    The Mining of Evolution, Yale University (1949).
    Il Cristianesimo?: “la superstizione più evoluta”.
    Adam Sedgwick (1785-1873):
    “In fin dei conti non è altro che una zuppa di materialismo ben cucinata e servita. E perchè è stato fatto? Per nessun altra solida ragione tranne che per renderci indipendenti da un Creatore”.
    Francois Jacob, Nobel per la medicina 1965:
    Quello che Darwin ha mostrato è che per rendere conto dello stato attuale del mondo vivente non c’e affatto bisogno di ricorrere a un Ingegnere Supremo”.

    DOGMA DELL'IDEOLOGIA EVOLUZIONISTA
    (Jaques Monod, biologo francese, 1910-1976)
    “… soltanto il Caso è all’origine di ogni novità, di ogni creazione nella biosfera. Il Caso puro, il solo Caso, libertà assoluta ma cieca, alla radice stessa del prodigioso edificio dell’evoluzione.”
    (Il caso e la necessità, 1969, i due termini sono tratti da una frase di Democrito (IV sec. a.C.): Tutto ciò che esiste al mondo è frutto del caso e della necessità).

    E l’uomo? “Il nostro numero è uscito alla roulette.”
    Ma la scienza ha fatto grandi passi da allora e abbiamo tutta una teoria riguardo a come le cose vennero all'esistenza e nel successivo paragrafo vedremo che cosa la scienza moderna insegni a riguardo.

  5. #5
    Come ebbe inizio la vita?







    Stanley Miller

    • Miller riprodusse l’ambiente primordiale
    (oceano –atmosfera) in laboratorio e
    simulò uno dei possibili fenomeni naturali
    apportatori di energia al sistema
    (le scariche elettriche dei temporali).
    • Una beuta contenente acqua
    (che riproduceva l’idrosfera) comunicava
    attraverso un tubo di vetro con un’ampolla
    contenente una miscela gassosa
    (che riproduceva l’atmosfera), contenente
    CH4, NH3e H2O allo stato gassoso dovuto
    all’evaporazione dell’acqua che veniva fatta
    bollire, che veniva fatta attraversare da una
    scarica elettrica che simulava le scariche
    elettriche dei temporali.
    • Un refrigeratore dopo l’ampolla permetteva
    la condensazione di eventuali composti
    sintetizzati nell’ampolla e la loro raccolta in
    una trappola.

    La 2° legge della Termodinamica



    Biogenesi ed esperimento Miller



    Panspermia


    La panspermia è una teoria scientifica che
    suggerisce che i semi della vita (in senso
    ovviamente figurato) siano sparsi per
    l'Universo, e che la vita sulla Terra sia
    iniziata con l'arrivo di detti semi e il loro
    sviluppo. È implicito quindi che ciò possa
    accadere anche su molti altri pianeti. Per
    estensione, semi si potrebbero considerare
    anche semplici molecole organiche.
    La teoria ha le sue origini nelle idee di
    Anassagora, un filosofo greco, e si è
    rivitalizzata a partire dall'Ottocento con
    Lord Kelvin, con il fisico Hermann Von
    Helmholtz
    e, nei primi decenni del Novecento,
    con il chimico e premio Nobel svedese
    Svante Arrhenius, mentre nell'ultimo quarto
    del XX secolo il testimone è passato agli
    astronomi Fred Hoyle e Chandra
    Wickramasinghe
    .

    L'universo


    Propaganda evoluzionista
    I misteri dell'universo: Cosa c'era prima del Big Bang


    Notate come la metafisica occulta permei la
    scienza evoluzionista, come le varie teorie
    evoluzioniste conducano alle concezioni
    New Age dell'Universo Onnisciente:
    "Siamo il risultato dell'universo che cerca di
    comprendersi. Questa è la mia idea della
    nostra collocazione nel cosmo."

    Ronald Mallett autore di Time Traveler


    Ci si allontana dal puro naturalismo
    darwiniano andando così ad introdurre una
    divinità anonima generatrice di eventi
    quali il Big Bang ..esattamente la stessa
    direzione presa dalla Chiesa Cattolica con
    l'accettazione di tale teoria evoluzionista
    volta a spostare l'adorazione dal Creatore
    alla Gnosi umana.

    Lo speaker prosegue col positivismo
    scientifico
    , che crea quell'attesa nell'
    ascoltatore e quella voglia di risposte che
    troveranno soddisfacimento nella metafisica
    occulta:
    "Questo nostro cosmo in costante divenire è
    pieno di misteri inesplicabili, ma siamo
    sempre più vicini a svelare questi
    incredibili segreti. Sono la chiave del nostro
    passato, e una finestra sul futuro"

    I misteri vanno di pari passo con la Scuola
    Misterica. La frase che sentiamo spesso:
    "per ogni risposta che troviamo, nuove
    altre domande sorgono"
    viene
    strumentalizzata per giustificare il continuo
    ed eterno divenire a cui l'uomo sarebbe
    soggetto, quale parte integrante del vivente
    e divino organismo: l'Universo

    Nota: la dissonanza cognitiva
    tra i "misteri inesplicabili" e quel "siamo
    sempre più vicini a svelare questi
    incredibili segreti".



    Probabilità di un brodo primordiale



    Richard Dawkins
    Quindi il tipo di evento fortunato che stiamo
    guardando potrebbe essere tanto
    improbabile che le probabilità che avvenga
    in qualche punto dell’universo potrebbero
    essere una su un miliardo di miliardi di
    miliardi in un anno
    .
    Se questo è avvenuto su un solo pianeta in
    qualunque punto dell’universo, quel pianeta
    deve essere il nostro-perché qui ne stiamo
    parlando.

    Dawkins, Richard, Climbing Mount Improbable,
    W.W. Norton, New York, 1996, p. 283


    David Foster
    Si consideri la catena alfa dell'emoglobina
    umana - una componente chiave del sangue
    che serve come un agente di trasferimento
    per l'ossigeno. La molecola di emoglobina
    alfa è una catena proteica basata su una
    sequenza di 141 amminoacidi, e l'emoglobina
    di praticamente ogni essere umano ha la
    stessa sequenza.
    Ci sono 20 differenti aminoacidi comuni nei
    sistemi viventi. Così il numero di diverse
    catene [141 aminoacidi] è 20141, ovvero circa
    10183.
    Se 5 miliardi di anni fa, ben 1040 generatori
    di molecole-amino-acido, ognuno dei quali
    produce una diversa sequenza scelta a caso
    di 141-amino-acido un miliardo di volte al
    secondo, hanno iniziato la generazione di
    sequenze, allora al punto temporale presente
    sarebbero state generate solo 1066 sequenze
    circa.
    Quindi la probabilità che l'emoglobina alfa
    umana sarebbe stata prodotta è circa
    1066 ÷ 10183 = 10-117, un numero
    incredibilmente piccolo. Quindi nessuna
    teoria convenzionale dell'evoluzione
    molecolare può spiegare l'origine di
    emoglobina alfa umana.


    Ali Demirsoy
    La struttura chimica di una singola proteina
    di citocroma-C è troppo complessa per
    essere spiegata dal caso. L'aggiunta o la
    sostituzione di un singolo amminoacido nella
    struttura di una proteina può trasformarla in
    un inutile ammasso molecolare.
    Ogni amminoacido deve trovarsi al posto
    giusto e nell'ordine corretto.
    Il professore di biologia evoluzionistica turco
    Ali Demirsoy ammette che la probabilità
    della formazione casuale di una singola
    sequenza di citocroma-C è
    “tanto improbabile quanto la possibilità
    che una scimmia scriva la storia dell’umanità
    con una macchina da scrivere senza fare
    alcun errore”.




    La scienza insegna che la terra era molto differente rispetto a com'è oggi. Vi era attività vulcanica, l'atmosfera era completamente differente da quella attuale: infatti l'atmosfera consisteva in gas quali metano, ammonio, idrogeno, acqua... e uno scienziato di nome Stanley Miller si fece avanti e simulò questa atmosfera nel suo famoso esperimento in cui, dalle analisi di laboratorio del materiale ricavato nel fondo del suo macchinario, intrappolò del materiale organico che si era venuto a creare.


    Così congetturò che originariamente nel pianeta ci potesse essere stato un brodo organico: innumerevoli molecole organiche che fortuitamente si formarono in un lungo periodo di tempo, andando a creare quelle molecole necessarie per la vita che poi, attraverso processi vari, eventualmente si fusero dando vita al primo organismo vivente.
    Tutto questo è molto carino e bello, eccetto per il fatto che vi sono tutta una serie di problemi correlati:

    Per iniziare l'atmosfera dovrebbe essere una che esclude l'ossigeno, questo è molto importante.




    Quindi l'atmosfera riducente della terra primitiva si suppone che avesse Idrogeno, Ammonio, Diossido di Carbonio, Metano, Azoto e Acqua.

    E da dove provenivano questi?

    Affermano che provenissero dai gas vulcanici. Si noti come i gas vulcanici siano associati: Ossido di Carbonio (CO), Diossido di Carbonio (CO2) noto anche come Anidride Carbonica... le cose già non tornano, ma andiamo avanti...

    Se tale atmosfera primordiale fosse mai stata come l'atmosfera presente che contiene Ossigeno (O2) allora l'evoluzione delle molecole sarebbe stata impossibile, perchè l'Ossigeno brucia via ogni cosa, l'Ossigeno distruggerebbe ogni cosa mentre si sviluppa, attraverso il processo noto col nome di Ossidazione. Quindi tutti gli scienziati concordano che ci sarebbe dovuta essere un'atmosfera riducente (leggete questo loro articolo ad esempio).

    A questo punto quello che venne fatto nell'esperimento fù: passare elettricità attraverso tale atmosfera, catturare qualsivoglia cosa si era generata e analizzarla.

    Se gli scienziati avessero lasciato tale materiale là in quell'atmosfera per un altro ciclo, allora tutto quello che si sarebbe formato sarebbe stato distrutto dal processo successivo.

    Quindi serviva una trappola.

    Domanda: Esisteva una trappola da qualche parte nel pianeta in passato?

    Molto difficile; ma c'è un altro problema:

    Le varie molecole della vita che si dovevano formare, avevano bisogno di circostanze completamente differenti, ad esempio:



    Se guardiamo gli amminoacidi, abbiamo differenti amminoacidi, ed ogniuno di questi ha un gruppo (-NH2) detto delle ammine. Questo gruppo -NH2 doveva essere derivato naturalmente da questa atmosfera e proviene dall'Ammonio!
    Ma se ora abbiamo Ammonio nell'atmosfera gli zuccheri non si possono formare... Quì abbiamo un grosso problema!

    Si ha poi bisogno di un ambiente molto attivo perché questi elementi si formino e a questo punto ci sarebbe bisogno che si formino esclusivamente quelli esatti..
    Questo non accadrebbe, perché quando si passa l'elettricità attraverso questa atmosfera, se ne ottengono destrogire e levogire, inoltre si ottengono tutti i tipi di amminoacidi dove questo gruppo -NH2 risulta attaccato a ognuno di questi carboni lungo la catena, e non necessariamente a quel primo Carbonio (-CH) successivo al gruppo [ HO-C-] (che è il gruppo dell'ossido di carbonio), come si vede nell'immagine con la seguente catena [ HO-C-CH-NH2].
    Di conseguenza, basta un solo amminoacido sbagliato da qualche parte nella catena che tutto risulterebbe non funzionale..
    Qui abbiamo un problema ancora maggiore!

    Abbiamo cioè bisogno delle circostanze giuste e di un meccanismo che selezioni esclusivamente quegli esatti amminoacidi che sono utili alla vita. Ne basterebbe uno solo sbagliato nella catena [ops!] e ci sarebbe un problema. Inoltre, anche se si ottengono gli amminoacidi, come otteniamo che si uniscano insieme, che si accoppino?

    Abbiamo bisogno degli Enzimi!


    Questo significa che si ha bisogno di una proteina per fare una proteina.

    E allora quale c'era prima: la proteina o la proteina che fa la proteina?

    Abbiamo quindi un altro problemino quì.




    Il problema successivo è che se vogliamo ottenere gli elementi basilari, i "mattoni" del nostro DNA, ciò di cuì i nostri geni sono composti, allora si ha bisogno di circostanze totalmente differenti.

    Perché si formino gli elementi della foto a lato bisogna togliere tutto l'Azoto(N) dall'atmosfera, cambiarlo in soluzione sienite, moltiplicarla per 10, dissolverla nell'oceano... e allora si possono ottenere queste molecole.

    Ma a questo punto non otterremo nient'altro!




    Se si vogliono ottenere gli zuccheri, di cui ho accennato sopra, come da immagine a lato, e di cui si ha bisogno nelle molecole del DNA, come il Ribosio ad esempio, allora non è possibile avere Ammonio, ma se non si ha l'Ammonio non si hanno gli Amminoacidi...

    Ci sarebbero voluti dunque molti pianeti per potere creare questi elementi.

    Quello che gli scienziati dicono è che se non era possibile quì sul pianeta, allora forse sarebbe potuto accadere nello spazio.

    Abbiamo infatti la teoria nota come panspermia.*

    Anche la cordicella di molecole del DNA rappresenta un'altra incredibile storia della vita.

    Anche se otteniamo che si formino tutti i blocchi, come si riesce ad ottenere questa cordicella contenente tutta l'informazione che si necessita per la vita?
    Non è MAI stato dimostrato in laboratorio!
    Essa infatti necessita di un complesso sistema di enzimi che vada a formare questo legame ad alta energia che è rinchiusa nelle sue molecole, e la probabilità che queste molecole si siano formate casualmente, è così remota che si può affermare tranquillamente che sia inesistente.

    *



    L'Origine della Teoria della Panspermia è una panoramica di idee rivoluzionarie di un antico filosofo naturale sulla origine della vita nella cultura religiosa conservatrice del V secolo aC ad Atene. L'ossessione del filosofo Ionio Anassagora con le scienze naturali e il suo rifiuto assoluto di spiegazioni soprannaturali per gli eventi nell'universo fisico violava le norme religiose profondamente venerate della società Ateniese.

    La teoria di Anassagora della panspermia è un esempio lontano ma allo stesso tempo moderno della situazione di tanto tempo fa in cui scienza e religione entrano in collisione, e testimonia come questo scontro, preservatosi tale e quale fino ai nostri giorni, ruoti attorno alla negazione di un intervento soprannaturale come spiegazione all'origine della vita, per contrapporvi una determinata ideologia scientifica di stampo naturalistico.


    [SPOILER]Tenete presente che mentre l'opinione della società Ateniese (la massa) del V secolo poteva storcere il naso ed osteggiare tali idee in difesa del loro tradizionale panteon di divinità, questi non facevano altro che difendere l'aspetto exoterico della loro religione. In realtà non facevano altro che adorare le forze della natura di cui le varie divinità esotericamente erano simbolo.

    Ad oggi le cose non sono cambiate!
    [/SPOILER]
    Diamo uno sguardo alla propaganda panspermica moderna:

    NASA: Più asteroidi avrebbero potuto fare gli Ingredienti della Vita

    Levogiri da asteroidi bagnati?
    Nuovi studi della NASA mostrano una relazione forte tra la presenza di acqua sugli asteroidi e la creazione di amminoacidi levogiri sulla Terra, base della nostra vita
    Fonte NASA



    Rappresentazione artistica della vita
    proveniente dagli asteroidi. Credit:
    NASA/Mary Pat Hrybyk-Keith
    Foto ad alta risoluzione


    Un ampio range di asteroidi è stato in grado di creare le tipologie di ammonoacidi utilizzate dalla vita sulla Terra, secondo una nuova ricerca della NASA.

    Gli amminoacidi sono utilizzati per la formazione di proteine, che sono a loro volta utilizzate per comporre le strutture come capelli ed unghie oppure per regolare la velocità delle reazioni chimiche.
    Gli amminoacidi esistono in due forme speculari, definite enantiomeri (o isomeri ottici), che orientano il piano della luce polarizzata verso sinistra (forma levogira) o verso destra (forma destrogira): negli organismi viventi è presente soltanto la forma levogira.
    Dal momento che una vita basata sugli amminoacidi destrogiri dovrebbe lavorare bene, gli scienziati stanno provando a capire come mai la Terra abbia sviluppato una vita basata soltanto sulle particelle levogire.

    A marzo 2009, i ricercatori della NASA hanno riportato la scoperta di un eccesso di isovalina levogira in campioni di meteoriti che provengono da asteroidi di tipo C, quindi ricchi di carbonio. Questo porta a pensare che forse la vita levogira abbia avuto origine nello spazio, dove le condizioni degli asteroidi hanno favorito la creazione di amminoacidi levogiri.
    Gli impatti meteorici potrebbero aver fornito questo materiale, arricchendo le molecole levogire terrestri. Questo seme si è poi perpetuato con l'incorporazione nelle forme di vita emergenti.

    Nella nuova ricerca, il team riporta la scoperta di eccesso di isovalina levogira (L-isovalina) in una grande varietà di meteoriti ricche di carbonio.
    "Questo ci conferma che le iniziali scoperte non erano un bluff; c'è stato qualcosa che ha effettivamente favorito la creazione di amminoacidi di questo tipo sugli asteroidi che hanno originato le meteoriti che ci hanno colpito".
    Meteoritics and Planetary Science del 17 gennaio, ad opera di Daniel Glavin della NASA.

    "Questa ricerca è costruita su un decennio di lavoro e di studio dell'eccesso di L-isovalina nelle meteoriti. Inizialmente si è notato un piccolo ma significativo eccesso in due meteoriti di tipo CM2. Lo scorso anno è stato mostrato come l'eccesso di L-isovalina sembra seguire la storia dell'acqua calda sugli asteroidi sui quali si è formata. In questo lavoro sono state studiate alcune meteoriti eccezionali, provenienti da asteroidi con grandi quantità di acqua, e lo studio ha confermato quanto ipotizzato in precedenza.
    Gli eccessi di L-isovalina in queste nuove meteoriti di tipo CM1 e CR1 hanno portato a pensare che l'eccesso di amminoacidi levogiri è molto più comune di quanto precedentemente pensato. Ora la questione è capire quale processo causa questo eccesso, e ci sono differenti ipotesi che porteranno a nuove ricerche"
    .

    Dr. Jason Dworkin of NASA Goddard co-autore della carta


    Meteorite ricco di carbonio trattato nell'articolo.
    Crediti: Laboratorio Antartico Meteoritico
    Johnson Space Center della NASA
    Foto ad alta risoluzione


    Comunque, l'acqua liquida sembra essere la chiave di tutto. E' possibile sapere quanta acqua sia presente su un asteroide a partire dall'analisi delle meteoriti che ne provengono, e più l'asteroide è alterato dall'acqua e maggiore è l'eccesso di L-isovalina. Questo indica un processo di creazione di amminoacidi levogiri che include l'acqua liquida.

    Un'altra chiave proviene dalla quantità totale di isovalina trovata in ogni meteorite. Nelle meteoriti con i maggiori eccessi è stata riscontrata una presenza di isovalina mille volte inferiore rispetto a quelle con piccoli eccessi, il che ci indica che per avere un eccesso occorre distruggere l'amminoacido.
    Potrebbe essere che il processo di alterazione indotto dall'acqua amplifichi un eccesso esistente, seppure piccolo, e non che lo crei dal nulla. Qualcosa nella nebulosa pre-solare potrebbe aver creato piccoli semi di L-isovalina e probabilmente anche altri amminoacidi levogiri.
    Una possibilità è la radiazione. Lo spazio è riempito da oggetti massicci come stelle, stelle di neutroni e buchi neri, tanto per dirne qualcuno, che producono molti tipi di radiazione. E' possibile che questa radiazione abbia incontrato il nostro sistema solare favorendo le particelle levogire oppure distruggendo quelle destrogire.
    E' anche possibile che altri giovani sistemi stellari abbiano incontrato diverse radiazioni che hanno favorito gli amminoacidi destrogiri.

  6. #6
    Probabilità del CASO

    Diamo uno sguardo a quale probabilità ci sia di formare una casa collocando una bomba sotto una enorme catasta di legname e facendola esplodere.

    Qual'è la probabilità che i pezzi cadendo a terra formino una casa perfetta, con finestre funzionanti, porte ed ogni cosa praticamente immacolata?

    La probabilità è estremamente remota, ma diamole buone probabilità: 1080
    Come figura pare molto piccola, ma dovete sapere che 1080 è quello che la fisica dichiara essere il numero di particelle nell'intero universo ...particelle, il che significa non solo Atomi ma anche sub particelle: Elettroni, Adroni, Quark, neutroni, protoni nell'intero universo!

    Quanti atomi ci sono in una penna? Miliardi di miliardi di miliardi di miliardi..!
    Quanti atomi nella vostra camera da letto? Miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi..!
    Quanti atomi nella vostra casa? Miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi..!

    Quindi immaginate quanti atomi nell'intero universo (ogni Galassia ogni Conformazione Gassosa, ogni Pianeta, ogni cosa)... Da scoppiare la testa, ma è solo:

    1080

    Non sembra molto grande vero? E' un enormità: 10 con 80 zero a seguire

    Quindi questa sarebbe la probabilità che si formi una casa.

    Ora quale sarebbe la probabilità che un semplice Gene venga all'esistenza per CASO?




    Dunque, ci sono tre nucleotidi richiesti per il codice di un amminoacido in una proteina, e prendiamo una semplice proteina che ha 100 amminoacidi (la nostra emoglobina per esempio ha 600 amminoacidi), quindi prendiamo una semplice proteina con 100 amminoacidi:

    Abbiamo bisogno di 300 nucleotidi nella corretta sequenza!
    mmm.. Qual'è la probabilità che questo accada per CASO?

    La probabilità che accada è di 10127

    Questo significa "sfortunatamente" BOOM! New York City creata da un esplosione nucleare e con gli ascensori perfettamente funzionanti!


    Voi ci credete? ..bisogna avere questo genere di fede!

    Per logica, (molti scienziati hanno fatto il calcolo probabilistico) una volta elaborato che una specie per andare verso un altra (prendiamo 100 generazioni o 1000 generazioni, come si vuole, con almeno 100 o 1000 punti di mutazione) ha a disposizione probabilità pari a 1001000, ci si dovrebbe fermare ed essere onesti con se stessi.
    Questo è un numero talmente enorme, che non vale la pena nemmeno di incominciare, perchè è il numero delle particelle in miliardi di miliardi di miliardi di miliardi ...per l'eternità.. di universi. IMPOSSIBILE!




    Gli scienziati informatici hanno fatto tanta sperimentazione con gli "Algoritmi Genetici" per molto tempo ai nostri giorni, ed è chiaro che tali modelli hanno enormi limiti. Un programma di computer per giocare a scacchi, per esempio, guarda diverse mosse in avanti e sceglie la mossa che porterà alla posizione più forte in futuro. La potenza di un computer per il gioco degli scacchi è determinato dal numero di mosse che può guardare in avanti. Qualsiasi computer moderno può battere un giocatore medio di scacchi umano, ma c'è stato bisogno di un enorme super computer per battere Kasparov nel 1997. Poiché il computer guarda in avanti nel futuro, il numero di combinazioni che deve analizzare aumenta esponenzialmente. Gli algoritmi del gioco degli scacchi fanno regolarmente "sacrifici" a breve termine per arrivare ad obiettivi a lungo termine. Gli Algoritmi Genetici, tuttavia, non possono farlo perché sono interessati solamente alla forza della prossima generazione. Non importa quanto sia grande la popolazione o la lunghezza del tempo, essi semplicemente non possono risolvere i problemi degli scacchi. Non sono inoltre in grado di costruire una struttura come un ponte, che è utile solo una volta che è completo, e richiede una complessa serie di dispendiosi passaggi intermedi.
    Gli scienziati informatici hanno riscontrato le carenze degli Algoritmi Genetici. Questi si perdono nel massimo/minimo locale. Gli Algoritmi genetici hanno lo stesso problema - tutti i piccoli cambiamenti hanno un impatto negativo. Se le cose stanno così non ha senso: Provate ad immaginare un ponte in via di sviluppo secondo la teoria di Darwin. Fino a quando non è possibile attraversare il ponte la struttura sprecata detrae invece di aggiungere al suo successo, ma il ponte è troppo complesso per essere costruito in una sola generazione. Ora, se gli Algoritmi Genetici non possono costruire neppure un semplice ponte come potrebbero mai costruire l'occhio umano? I biologi a volte lottano con questo argomento, ma per gli scienziati tutti d'un pezzo e aventi disciplina mentale questo fatto mina l'intera teoria.

    A differenza della funzione di densità di probabilità dei fenomeni d'onda quantistica, non c'è una mano invisibile a lavoro per stabilire un modello su manifestazioni casuali successive, tutti gli eventi probabilistici devono contribuire al prodotto finale lungo un percorso logico di evoluzione autonomo e monotono, ma per il vero esperto di fisica teorica questo è completamente ridicolo, perché nulla viene realizzato in questo modo, sia a livello micro che macro (ad esempio, il modello è all'esterno della struttura, il progresso non è monotono, il percorso non è singolare).
    I biologi, invece, tendevano a sventolare la teoria per mezzo di questi - ma i recenti progressi scientifici in microbiologia stanno cambiando le cose. Dalla scoperta del DNA i biologi hanno gradualmente appreso che l'unità cellulare più elementare alla base di ogni forma di vita conosciuta sulla Terra è enormemente complessa. Molto più complessa di quantolo sia l'ultimo compiuter Intel per esempio. E' così altamente meccanizzata con concetti quali hardware e software che molti nella prima linea della microbiologia credono che un algoritmo genetico non avrebbe potuto assolutamente produrla. Il tempo non aiuta, la sua struttura tecnica, dicono, semplicemente supera quello che gli algoritmi genetici saranno mai in grado di produrre. Così la realizzazione della complessità microscopica dell'unità cellulare, iniziata agli albori nel 1950, sta dirigendo verso una sorta di rivoluzione copernicana nel campo della scienza biologica, che stà rovesciando la logica del moderno Darwinismo, ed i rivoluzionari sono i fisici teorici ed i microbiologi, mentre i difensori dello status quo sono i biologi ordinari specializzati nella habitat e stile di vita delle scimmie e scimpanzé, ecc

    La teoria dell'evoluzione è ormai diventata così controversa che il famoso filosofo Anthony Flew, che per molti decenni ha sventolato la bandiera dell'ateismo, di recente si è dichiarato credente in, beh, qualcosa.


    Nel febbraio 2008 (circa 7 anni dopo che le voci della sua 'conversione' emersero) ha dichiarato in un'intervista:
    Flew: Penso che gli argomenti più impressionanti per l'esistenza di Dio sono quelli che sono supportati dalle recenti scoperte scientifiche. Non sono mai stato molto impressionato dall'argomento cosmologico Kalam, e non credo che si sia rafforzato di recente. Tuttavia, credo che l'argomento dell'Intelligent Design sia enormemente più forte di quanto lo fosse quando l'ho incontrai la prima volta.

    HABERMAS: Quindi dei principali argomenti teistici, come quelli cosmologici, teleologici, morali e ontologici, gli unici veramente impressionanti che ritiene decisivi sono le forme scientifiche della teleologia? [la teleologia è lo studio filosofico del design in natura]

    Flew: Assolutamente. Mi sembra che Richard Dawkins trascuri costantemente il fatto che ... i risultati di oltre 50 anni di ricerca sul DNA hanno fornito materiali per un nuovo ed enormemente potente argomento in supporto del design.

    L'evoluzione si basa essenzialmente su mutazioni casuali e selezione naturale.

    In particolare quello che si riconosce è che costruire nuovi animali complessi richiede davvero NUOVA INFORMAZIONE, (non complessità!) ... INFORMAZIONE... disposizione specificata delle sequenze.

    Se pensiamo di mutare qualcosa, comprendiamo che abbiamo bisogno di informazione per costruire un nuovo organismo, esattamente come abbiamo bisogno di nuova informazione per dare al nostro computer una nuova funzione. E se iniziamo a pensarci su alla luce della rivoluzione dell'informazione altre domande vengono sollevate riguardo la forza delle mutazioni.

    Poniamoci un quesito: Ho una sezione del codice digitale, una sezione di un testo alfabetico e inizio a modificarlo casualmente, alla cieca... è più probabile che andrò a degradare il significato e la funzione che si trova o è più probabile che l'andrò a rafforzare, a migliorare?

    Chiaramente molto probabilmente degraderò! Ed una delle ragioni per questo è che la proporzione del numero di sequenze di caratteri alfabetici che formano funzioni è insignificante rispetto alle sequenze che non lo fanno.

    In una sequenza di 10 lettere della lingua inglese abbiamo una sequenza funzionale per ogni 1014 o 100 trilioni di sequenze non funzionali!

    Quindi inevitabilmente comincerò a degradare le cose, andrò ad allontanare le sequenze dalla funzionalità verso la non funzionalità.

    Intuitivamente la biologia non è la stessa degli anni 60, in particolare i matematici, i fisici del MIT che iniziarono a riflettere sulle plausibilità matematiche della teoria della mutazione, non sapevano, se la stessa cosa era vera per geni e proteine, che il rapporto delle sequenze funzionali era molto piccolo, il rapporto tra funzionale e non funzionale era molto ridotto. Questa questione venne presa da Douglas Axe il direttore del laboratorio dell'istituto biologico che è il luogo in cui il più della ricerca rispetto a tali studi è stata fatta. Axe iniziò la sua ricerca all'Università di Cambridge è si pose una domanda critica:

    Quanto rare o comuni sono le sequenze funzionali di geni o proteine in relazione a tutte le possibili vie che ci sono di disporre i caratteri base, il messaggio genetico o gli amminoacidi nelle proteine?

    Se ne risultava che le sequenze funzionali erano molto comuni era possibile immaginare che attraverso le mutazioni si poteva saltare da una "isola" funzionale all'altra molto agevolmente, ma se risultava che il rapporto tra sequenze funzionali e non funzionali era astronomicamente piccolo, allora avremmo avuto una situazione in cui la mutazione avrebbe cercato indefinitamente nel tentativo di trovare sequenze funzionali non avendo abbastanza tempo per farlo... come cercare un piccolissimo ago in un gigante pagliaio.

    Il lavoro di Axe, un periodo di 14 anni di ricerca, pubblicato in General Molecular Biology Journal determinò che il rapporto tra proteine funzionali per gli spazi corrispondenti a tutte le possibili combinazioni di sistemare amminoacidi a quella data lunghezza è astronomicamente ridotta... il rapporto è di 1 su 1077. Per comprendere meglio quindi immaginiamo di provare a trovare la combinazione di una cassaforte. immaginiamo di avere una combinazione che ha 77 manopole con 10 combinazioni per manopola e abbiamo solo una combinazione funzionale...

    Ci vorrà poco o molto tempo per cercare quello spazio in tutte quelle possibilità per generare la nuova combinazione o informazione di cui abbiamo bisogno per sbloccare la serratura della cassaforte?

    Ovviamente ci prenderà una quantità di tempo immensa!!

    E questa è la misura delle probabilità di generare una piegatura di proteina (protein fold) nemmeno un intera proteina.

    Per arrivare a un nuovo animale primitivo, per costruire e arrivare all'occhio di un trilobita per non dire di tutto l'animale abbiamo bisogno di molti geni.

    Quindi quello che si può concludere da questo è che il meccanismo evolutivo è grandemente inadeguato per spiegare l'origine dell'informazione di cui abbiamo bisogno per costruire nuovi geni e proteine, ed è inadeguato per spiegare l'origine di forme biologiche nobili.

  7. #7
    Genotipo e Fenotipo




    Se guardiamo queste molecole di DNA (immagine a lato) notiamo la costituzione di doppie eliche che formano l'intelaiatura di molecole di fosforo, poi le basi nel mezzo e nelle sequenze in cui si trovano queste basi abbiamo l'informazione per tutto ciò che accade nella cellula.
    Questi geni vengono chiamati Genotipi, e quando tali geni sono espressi vengono chiamati Fenotipi.
    E' molto importante comprendere come la scienza raffiguri gli eventi evolutivi attorno al sistema genetico.
    Il genotipo consiste in tutti i geni difatti presenti nello zigote (l'uovo fertilizzato).

    Quindi tutti i geni che ho – equivalgono al mio genotipo, ma non tutti i geni che possiedo sono espressi; quindi quelli che sono espressi sono il mio fenotipo (se volete guardare al vostro fenotipo, andate di fronte ad uno specchio e guardatevi, quello è il vostro fenotipo).




    Ricapitolando: la molecola di DNA contiene tutta l'informazione riguardo a chi e cosa siamo, e ogni organismo contiene il DNA. Questo DNA lo si chiama genotipo, ovvero quello che abbiamo nei nostri geni che è il risultato di ciò che prendiamo da nostro padre e nostra madre; l'uomo, il suo aspetto visibile è invece il fenotipo, tenetelo bene presente.

    La teoria l'evolutiva afferma che:


    LA SELEZIONE NATURALE OPERA UNICAMENTE A LIVELLO DI FENOTIPO, MAI A LIVELLO DI GENOTIPO

    A livello di genotipo abbiamo passaggiCASUALI e quando i geni si "esprimono", a livello di fenotipo dunque, allora interviene la selezione naturale.

    SEMPLICE ESEMPIO:
    Due persone che camminano nel parco nazionale Kruger in Sud Africa; uno è basso e grasso, l'altro è in perfetta linea, forte, muscoloso, e camminano assieme tranquilli e contenti finchè improvvisamente un leone salta fuori da un cespuglio e li attacca. I due allora iniziano a correre all'impazzata per salvarsi.

    Domanda: quale dei due più probabilmente la finirà per essere il pasto del leone?

    Quello basso e grasso! ..ovviamente..

    L'uomo in linea sicuramente avrà molte più probabilità di sopravvivenza perché più rapido, più agile più veloce.
    Questa è la selezione naturale, che SELEZIONA tra chi è molto più in forma nell'affrontare quella data situazione e l'altro che lo è meno.

    Con la selezione naturale molto probabilmente BASSO e GRASSO = eliminato, SLANCIATO e IN LINEA = salvo

    BASSO e GRASSO, SLANCIATO e IN LINEA è il FENOTIPO


    Il leone non è interessato a tutte le altre informazioni dei nostri geni; non dice mica: "Mi scusi ciccione, ha per caso altri geni, nel suo sistema genetico, che non sono stati ancora espressi?" ....Al leone non gli può interessare di meno; è invece interessato a come siamo fatti e a quanto veloce corriamo, tutto quì.

    La selezione naturale quindi non lavora a livello di genotipo


    Allora cos'è che lavora a livello di genotipo? Come è che vengono cambiati i geni nel tempo?

    Non attraverso la selezione naturale, ma attraverso le MUTAZIONI.

    E come hanno luogo le mutazioni?

    Sono ACCIDENTALI, CASUALI, e una volta che sono espresse nel fenotipo SOLO ALLORA possono essere SELEZIONATE.

    Charles Darwin non conosceva niente a riguardo.

    Ricapitolando: La selezione naturale interviene a livello di fenotipo, a livello di genotipo, quello che succede là, accade attraverso MUTAZIONI CASUALI

    Il DNA contiene le informazioni per la sintesi, cioè la costruzione delle proteine, ma le proteine devono essere organizzate differentemente per formare differenti tipi di cellule, i tipi di cellule devono essere organizzati in tessuti, i tessuti devono essere organizzati in organi, organi e tessuti devono essere organizzati specificatamente per generare body plan completamente nuovi, organizzazioni distinte di quelle parti del corpo.

    Oggi sappiamo che il DNA da solo non è responsabile per quegli alti ordini di organizzazione, il DNA codifica per le proteine ma di per sé non assicura che le proteine, i tipi di cellule, i tessuti e gli organi verranno tutti organizzati nel progetto del corpo. Questo significa che il body plan (morfogenesi come viene chiamato) dipende da informazione che non è codificata nel DNA. Questo significa che possiamo mutare il DNA indefinitamente.. 80 milioni di anni, 100 milioni di anni, non importa, perchè nei casi migliori troveremo nuove proteine da qualche parte la fuori in quella vasta sequenza... ma mutando solo il DNA non si arriverà mai a generare gli alti ordini di strutture che sono necessarie per costruire un body plan.

    Mettiamo il tutto in un altro modello



    Come da immagine a lato abbiamo un libro di istruzioni su come costruire un aereo, un libro con istruzioni dettagliate.
    Nella nostra analogia tale libro è l'INFORMAZIONE necessaria per creare un aereo funzionante di cui il GENOTIPO rappresenta vari capitoli di tale informazione, infatti il DNA contiene fondamentali informazioni presenti nel libro di istruzioni per costruire un essere umano; ed il FENOTIPO è l'aereo terminato come lo vediamo rappresentato.

    Domanda: Chi ha scritto il libro con quei capitoli?

    Ovviamente qualche ingegnere molto intelligente ha scritto il libro in questo caso; ma nella nostra analogia, chi ha scritto i “capitoli” del genotipo ha anche scritto il resto del libro. Chi ha scritto il libro dunque?

    E' incredibile tutta quell'informazione relativa alla costruzione dell'aereo!
    Le probabilità che il libro non sia stato scritto da un essere consapevole di ciò che scriveva equivale a dire BOOM! New York City!
    Affascinante, incredibile, mostruoso... Continuiamo ad assecondare la visione evoluzionista:

    Ho il libro, e assumiamo per amore dell'argomentazione che questo sia venuto all'esistenza attraverso MUTAZIONI CASUALI, e che tutta l'informazione per costruire qualsiasi cosa vogliamo prendere come esempio sia al suo interno, nel nostro caso, tutta l'informazione per costruire un aereo è venuta all'esistenza INCONSAPEVOLMENTE in quel libro di istruzioni.

    Ora prendiamo il libro e lo poggiamo sul tavolo ...e aspettiamo che l'aereo appaia. Dopotutto abbiamo tutta l'informazione, ed è tutta là nel libro, tutto quello che deve succedere ora è che venga fuori l'aereo:

    Domanda: quanto tempo dobbiamo aspettare prima che venga fuori l'aereo?


    PER SEMPRE!

    Dovremmo aspettare per sempre, per tutta l'eternità.. ed è sufficiente l'eternità affinché l'aereo salti fuori da quel libro?

    NO! Se non abbiamo un meccanismo che traduca questa informazione nell'aeroplano, allora il nostro aereo non apparirà MAI!

    Quindi il libro di per sé, anche se venisse all'esistenza CASUALMENTE è TOTALMENTE INUTILE!

    E' ovvio che il libro è inutile senza un metodo di trascrizione dell'informazione nell'aereo.

    Domanda: Di che cosa abbiamo bisogno per trasformare quell'informazione in un aeroplano?

    Abbiamo bisogno di una FABBRICA, e di qualcuno che intelligentemente interpreti quello che c'è nel libro delle istruzioni così che l'aereo venga costruito.
    Abbiamo quindi bisogno di una linea di assemblaggio, abbiamo bisogno di lavoratori - e se non abbiamo lavoratori abbiamo bisogno di macchine, robot che lo facciano al nostro posto.

    Domanda: DOVE o COME il meccanismo progettuale viene TRADOTTO? COME la fabbrica è venuta all'esistenza? COME sono venuti all'esistenza i robot che eventualmente costruiscono la nostra macchina così che possiamo TESTARE il volo?


    Seguendo la nostra analogia, la selezione naturale inizierà ad operare solamente quando l'aereo verrà completato, quando verrà all'esistenza. Quindi tutto il meccanismo di conversione dell'informazione nell'aereo come dev'essere venuto all'esistenza?

    Abbiamo solo due possibilità, perché la selezione naturale interviene solo quando l'aereo è pronto, così che possa dire: "Bene questo vola, questo non vola!" ...quindi com'è venuto all'esistenza il meccanismo?

    La prima possibilità è un processo CASUALE, INVOLONTARIO

    La seconda possibilità è la VOLONTA' DI UNA INTELLIGENZA

    Queste sono le uniche possibilità che abbiamo, o un procedimento INCONSAPEVOLE, CIECO, CASUALE o un DISEGNO CREATIVO FRUTTO DI VOLONTA'.

    La teoria evolutiva propone il caso più la selezione naturale, ma quello che si può concludere da questo è che il meccanismo neodarwiniano è grandemente inadeguato per spiegare l'origine dell'informazione di cui abbiamo bisogno per costruire nuovi geni e proteine, ed è inadeguato per spiegare l'origine di forme biologiche nobili.

    Domanda: quale delle due ha sceltola scienza?

  8. #8
    La complessità cellulare

    Quando leggiamo il DNA ci troviamo in un situazione veramente complessa: infatti non leggiamo l'intero gene, ma solo porzioni chiamate Introni ed Esoni. Questi ultimi vengono trasportati, traslati e portati fuori. Solo questi ultimi venenendo trasportati, traslati e portati fuori, saranno usati per la formazione deputata da quel gene, in questo caso la proteina A.


    Solo gli Esoni vengono trascritti e gli introni non trovano controparte nell'mRNA.

    E poi c'è una fabbrica altamente complessa con "robot" che cambiano l'informazione dai geni (in altre parole la leggono) [1], e poi la traducono in un altra forma di messaggiero [2] che poi passa attraverso la cellula fuori [3], si combina con una struttura che si chiama Ribosoma [4], che è una "linea di assemblaggio", una fabbrica; e questa fabbrica poi produce una proteina che al suo interno viene manipolata e piegata da un'altra fabbrica, e trasportata (come il sistema ferroviario se vogliamo) verso dove se ne ha bisogno e costruita in posizione.



    COME tutto questo è venuto in esistenza?

    Abbiamo due possibilità: CASO o DISEGNO INTELLIGENTE
    Perchè la selezione naturale opera quando l'oggetto è là.




    Per comprendere l'incredibile complessità con cui abbiamo a che fare, guardate questa breve animazione fatta al computer tratta dal documentario "Unlocking the mystery of life" (Quì a lato):

    In effetti quello che avete visto in questa animazione è altamente SEMPLIFICATO. Quando considerate quello che succede nella cellula mentre il DNA viene dispiegato ed il sistema di enzimi che sono richiesti per produrre questa molecola, c'è da uscire fuori di testa!
    E quando passa attraverso quel poro nucleare, ci passa attraverso con una tale precisione che nient'altro potrebbe entrare od uscire mentre questa grande molecola passa da un lato all'altro. Ogni cosa è altamente precisa con simboli di riconoscimento e ogni genere di strutture. Un solo errore e potremmo essere "spazzatura"!!

    Tutto ciò è frutto del CASO?

    Perchè fin tanto che la Proteina non è là, la selezione naturale non può dire se essa funzioni oppure no.

  9. #9
    Le mutazioni


    Una legge del modello evolutivo afferma che:
    OGNI MODIFICAZIONE NEL GENOTIPO PER PORTARE A DEI CAMBIAMENTI NEL FENOTIPO AVVIENE ATTRAVERSO

    MUTAZIONI CASUALI

    Torniamo all'esempio del libro di istruzioni:
    Se questo libro ha le istruzioni per costruire un aereo, e adesso voglio cambiare le istruzioni per avere un altro aereo:

    Domanda: come devono occorrere questi cambiamenti?
    Per CASO! ...oppure attraverso un DISEGNO INTELLIGENTE, una delle due.

    TIPI DI MUTAZIONE BASE:

    1) MUTAZIONE PUNTIFORME
    2)MUTAZIONE CROMOSOMICA
    Nel nostro vocabolario abbiamo 26 lettere e le possiamo usare individualmente, il DNA ha solo 4 lettere e le usa in gruppi di 3.
    Questo ad esempio è un triplice codice, per semplificare il funzionamento:



    Per rendere il tutto maggiormente comprensibile utilizziamo la seguente frase sempre in codice a triplice lettera:


    Cancellando la C la frase diventa incomprensibile, ecco perché le mutazioni sono generalmente dannose, molto dannose.
    Alla domanda se ci siano mutazioni positive e utili, la scienza evoluzionista risponde di si, e cita ad esempio l'Anemia Falciforme, affermando che essa sia una mutazione utile: se uno ha la malattia dell'Anemia Falciforme e capita che abiti in un paese in cui vi è la malaria, allora il parassita della malaria non può penetrare nelle cellule dei globuli rossi e la gente non prende la malaria così frequentemente come le altre persone fanno; affermano così che sia positiva.
    Ma NON E' POSITIVA! Uno con l'Anemia Falciforme è comunque MALATO, parecchio anche, quindi non è affatto una mutazione positiva. Sembra che sia così solo nel caso della malaria, in cui appare meno malato di uno che ha la malaria, ma è pur sempre malato. Di fatto quindi non vi è nessuna mutazione positiva e comunque sia non aggiunge nuova informazione.

    Continuiamo sempre attraverso il pensiero evoluzionista:

    Assumiamo pure che un giorno, in un passato lontano, attraverso BOOM! una casa, BOOM! una casa, BOOM! una casa le prime molecole vennero in esistenza, e tramite BOOM! New York City si iniziarono a formare le prime piccole cellule.




    Abbiamo quindi questa prima piccola cellula (teniamo presente che noi siamo composti da migliaia di cellule differenti tra loro):

    Come spieghiamo dunque che una piccola creatura unicellulare, attraverso l'evoluzione abbia dato eventualmente origine ad un organismo multicellulare?

    Un biologo di nome Ernst Haeckel venne fuori e disse, quello che accadde è quanto:
    Una cellula(A) si formò, e quando si divise (per l'evoluzione la divisione è un bel grattacapo, rimandiamo per ora), le varie cellule si raggrupparono assieme(B), eventualmente formarono una "palla" di cellule(C), che a sua volta procedette (per l'evoluzione come otteniamo che questa struttura procedette è un altro grattacapo, rimandiamo anche quì), ed eventualmente originò questa struttura a forma di "dente"(D) e questo "dente" proseguì la sua evoluzione e abbiamo così il piano base per ogni singolo organismo che è multicellulare.

    Pensiamo a questo fatto: Se la cellula che ha una data informazione genetica si divide e queste cellule si raggruppano insieme(B), tutte le cellule avranno la stessa informazione genetica; e se si divide ancora avrà sempre la stessa informazione genetica, se si divide a formare una "palla"(C) avrà sempre la stessa informazione genetica, e non importa quante volte si divida, avrà sempre la stessa informazione genetica.





    Haeckel disse in sostanza: "possiamo vedere nell'evoluzione degli animali che questo accadde perchè gli Embrioni dei vari animali appaiono uguali".
    Naturalmente non ci dicono che lui in verità imbrogliò tremendamente(*) in questo processo, e fù anche ammonito nei livelli più alti a causa di ciò. Questa è detta l'Hypothesis Gastraea. Oggi l' Hypothesis Planula, una variante della prima, è più popolare, ma i problemi rimangono gli stessi della Hypothesis Gastraea di Ernst Haeckel.



    La teoria quindi prosegue sostenendo che gli Embrioni ricapitolino il processo evolutivo (Teoria della ricapitolazione), un processo che è stato screditato dalla moderna biologia, (non voglio ora allargare troppo la discussione entrando nel merito) e poi Haeckel continua dicendo che i cambiamenti nell'arco del tempo saranno quelli che porteranno cambiamenti verso specie differenti.

    (*)La Frode di Haeckel
    [SPOILER]

    Ci sono persone che ancora utilizzano gli infamosi disegni degli embrioni di Ernst Haeckel, attingendo a riviste "scientifiche" che continuano a spingere la disinformazione, ad esempio sciencedaily.com.


    E' incredibile che molti non sappiano che tali disegni siano completamente inaccurati (per essere buoni). Anche l'idea che un embrione (di qualsiasi specie) vada attraverso fasi di rievocazione del suo patrimonio evolutivo è roba del diciottesimo secolo. È a questo che gli evoluzionisti ricorrono? Pubblicare disegni ingannevoli di altri tempi, dove i disegni venivano considerati una scoperta scientifica?

    Ma vediamo effettivamente come stanno le cose:





    Nell'edizione del 5 settembre 1997 della nota rivista scientifica Science, venne pubblicato un articolo che rivelava che i disegni degli embrioni di Haeckel furono il frutto di un inganno. L'articolo, chiamato Haeckel’s Embryos: Fraud Rediscovered, affermava quanto:
    L'impressione che essi [disegni di Haeckel] danno, che gli embrioni siano esattamente uguali, è sbagliata, dice Michael Richardson, un embriologo al St. George's Hospital Medical School di Londra ... Allora lui e i suoi colleghi hanno fatto il loro studio comparativo, riesaminando e fotografando gli embrioni approssimativamente corrispondenti per specie ed età con quelli che Haeckel disegnò. Ed ecco, gli embrioni "spesso apparivano sorprendentemente diversi", riferisce Richardson nel numero di Agosto di Anatomia ed Embriologia.
    Elizabeth Pennisi, “Haeckel’s Embryos: Fraud Rediscovered,” Science, 5 September, 1997.


    Mammifero, rettile, pipistrello

    Nell'emissione del 5 Settembre 1997, l'articolo rivela quindi che i disegni degli embrioni di Haeckel erano stati falsificati. L'articolo descriveva come gli embrioni erano in realtà molto differenti l'uno dall'altro. Le osservazioni degli ultimi anni hanno rivelato che gli embrioni di diverse specie non si assomigliano tra loro, come Haeckel aveva cercato di dimostrare. Le grandi differenze tra gli embrioni di mammifero, di rettile e di pipistrello (immagine a lato) sono un chiaro esempio di questo.




    (Immagine sotto) Vera rappresentazione di diversi embrioni :




    pesce



    pollo



    maiale



    essere umano (nello stadio "filotipico").

    [/SPOILER]
    Come si spiega questo incredibile quadro di mutazione che cambia le cellule?



    Possiamo assumere che le mutazioni possano mutare la forma (immagine a lato) di una cellula in un altra, diciamo che sia possibile.

    ..ma non è quello che vogliamo!

    Noi vogliamo sviluppare cellule differenti.

    Prendiamone ad esempio due:

    Una cellula muscolare(A), e una cellula nervosa(B)(vedi foro in basso).

    Parliamo di due cellule completamente differenti.


    Domanda: queste cellule esistevano in origine?

    Ammettiamo che fortuitamente un piccolo grumo di protoplasma venne all'esistenza nell'oceano: esistevano cellule muscolari e nervose? Certamente no, quelle sarebbero state una qualche forma di innovazione successiva.

    Domanda: come hanno ottenuto la loro informazione genetica le cellule muscolari e nervose?



    Perchè una cellula muscolareA necessita di un gene1 che dica: "tu sei una cellula muscolare" (vedi figura a lato); e la cellula nervosaB deve avere un gene2 che dica: "tu sei una cellula nervosa" (Promoter Sistem, un segmento di DNA che controlla l'espressione di un gene). Ma niente di questo esisteva all'inizio. Supponiamo allora che la prima cellula apparisse come qualcosa simile alla forma raffigurata nel punto.A

    Domanda: da dove proviene la nuova forma?B

    Quindi quello di cui effettivamente abbiamo bisogno è un nuovo gene2 che dica: Hei ciao! TuB sei adesso una cellula nervosa.

    Ma non è abbastanza:

    Qualora avessi una cellula nervosa nel mio corpo e una cellula muscolare nel mio braccio, a cosa mi servirebbero se le due non comunicano tra loro?

    Sarebbe utile se avessi una miriade di cellule nervose e muscolari tutte mescolate alla rinfusa nel mio corpo?

    Certamente no.

    Bisognerebbe averle nei luoghi appropriati. Sarebbe utile ad esempio, se si vuole studiare, avere cellule cerebrali sulla testa; e se si vuole sollevare qualcosa, una cellula cerebrale nel braccio sarebbe alquanto inutile, abbiamo quindi bisogno di cellule muscolari nel braccio.

    Domanda: come dico alla cellula che i geni per i muscoli devono essere accesi nel braccio, ed i geni per il cervello devono essere accesi nella testa? Come lo dico al mio cervello o al mio braccio?

    Ho bisogno di un INTERRUTTORE X-Y

    Se abbiamo due luci, una a destra ed una a sinistra, e voglio quella di destra accesa e quella di sinistra spenta o viceversa, abbiamo bisogno di due interruttori.

    Ci servono quindi due interruttori perché abbiamo due cellule.

    Ma le cellule originarie non avevano due tipi di cellule quindi non avevano bisogno di interruttori

    Domanda: da DOVE vengono fuori i geni extra? COME sono venuti all'esistenza? (Siamo nel genotipo)

    Abbiamo due possibilità: CASO o DISEGNO INTELLIGENTE

    Quindi BOOM! una casa!
    Da dove provengono i due interruttori in questione? BOOM! una casa! BOOM! una casa!

    Ecco da dove provengono, questo è quello che secondo gli evoluzionisti dovremmo credere, non c'è assolutamente altra scelta.

    E questo meccanismo altamente complicato (immagine sotto A) per accendere e spegnere geni deve essere venuto fuori per CASO o DISEGNO INTELLIGENTE.


    Ma questo non è abbastanza!

    Abbiamo bisogno di geni (immagine sopra B) che dicano "il tuo aspetto è questo (cellula nervosa)", "il tuo aspetto è questo (cellula muscolare)" [GENI STRUTTURALI] e sono 2 geni.

    Abbiamo bisogno di geni che dicano "tu sei acceso, tu sei spento" (gli interruttori) [PROMOTER] e sono altri 2 geni.

    Ma non è abbastanza!

    Abbiamo bisogno di [geni che controllino la fisiologia] in modo tale che ad esempio la cellula nervosa funzioni differentemente rispetto alla cellula muscolare.

    E abbiamo bisogno di [geni che controllino l'embriologia] cosicché le differenti cellule dell'esempio (nervose e muscolari) possano lavorare assieme.

    E questi geni da dove verrebbero?

    E' GENOTIPO, la selezione naturale non lavora a questo livello fintanto che essi non appaiono e sono funzionanti.

    Dobbiamo allora credere a BOOM! una casa, BOOM! una casa, BOOM! una casa, BOOM! una casa ..e dovrei continuare per una settimana!

    CI VUOLE TANTA FEDE PER CREDERCI!!

  10. #10
    Il problema della Complessità Irriducibile





    Fino ad ora abbiamo parlato di come i geni siano venuti all'esistenza, e del fatto che secondo la teoria evoluzionista questo sia potuto avvenire attraverso un procedimento CASUALE e da quì attraverso successive mutazioni causali più selezione arriviamo a ciò che oggi osserviamo; il tutto nei tempi ristretti dati dall'evoluzione stessa, nonostante l'alta improbabilità che ciò avvenga realmente.

    Abbiamo però un altro problema, il problema della complessità irriducibile, ovvero qualcosa di così complesso che dev'essere completo prima che funzioni; anche questo deve venire all'esistenza attraverso un meccanismo CASUALE.

    Vediamo un esempio concreto:




    La costruzione delle varie parti di un flagello comporta un sistema di controllo intricato che raggiunge una organizzazione così precisa e puntuale, prima che ogni funzionalità sia possibile, tale che nessun ingegnere potrebbe attribuirla a cambiamenti casuali filtrati dalla selezione naturale (cioè evoluzione).
    Non c'è proprio nessuna possibilità che una serie di lievi modifiche in successione possano creare tali macchine intricate, perché sono necessarie decine di componenti e passi prima che qualsiasi funzionalità sia possibile; non vi sono serie di stati intermedi che possano lavorare in una qualche misura così da poter quindi essere favoriti dalla selezione naturale.

    Ma ragioniamo attorno ad un semplice esempio: un ala per volare e le penne che mantengono l'uccello in aria devono venire all'esistenza e funzionare effettivamente per quello che sono prima che possano essere testate se funzionano o meno.

    Tali strutture allora da dove provengono?

    Questo genere di domande sono quelle che stanno causando al Darwinismo un pochino di mal di testa.
    Abbiamo inoltre meccanismi altamente complessi che difficilmente possono essere sorti attraverso meccanismi casuali:





    Assumiamo di trovare una Via Metabolica (o Biochemical Pathway) altamente complicata in un uccello, qualcosa di veramente complicato, diciamo il Ciclo di Kreb - clicca anche quì (tutti gli studenti che hanno studiato questo ciclo sanno che sono richieste tantissime reazioni e tantissimi geni per far si che tale ciclo funzioni) e poi lo troviamo nel rettile (tartaruga - vedi immagine sopra), poi lo troviamo nell'insetto (scarabeo), poi nel granchio, nel verme terrestre, nel verme marino, nella stella marina, nella spugna.
    [Ops!] Alla fine negli esemplari raffigurati nell'immagine sopra troviamo in tutti il ciclo di Kreb...
    Che cosa indica questo?
    Indica che le specie devono essere tutte correlate, e fintanto che una spugna (Clathrina clathrus) ed un uccello (Aquila chrisaetos-reale) sono veramente distanti tra loro, questo significa che questo sistema altamente complesso doveva esistere dal principio.
    Quindi se prendiamo tutte le Vie Metaboliche che sono condivise da ogni organismo aerobico, questo indica che esse sussistevano sin dai primordi... attraverso (secondo la logica evoluzionista) un
    BOOM! New York City!, BOOM! New York City!
    con tutti gli ascensori funzionanti, persino le porte con le serrature e le finestre agibili.. tutto questo proveniente da un meccanismo inconsapevole CASUALE coadiuvato da una selezione che ha superato ogni probabilità statistica avversa, rientrando così nelle insufficenti tempistiche evolutive assunte dal modello evolutivo stesso.

    Ci vuole veramente molta fede per crederlo!

    Vari studiosi ritengono che le Vie Metaboliche (non considerate irriducibili) possano essersi evolute perchè componenti possono aggiungersi gradualmente ad una precedente via metabolica.
    Thornhill e Ussery ad esempio scrivono che qualcosa che chiamano serial-direct-darwinian-evoluzion:
    "cannot generate irreducibly complex structures."
    ("non può generare strutture irriducibilmente complesse."), (Thornhill and Ussery 2000)
    ma pensano che potrebbero essere in grado di generare una struttura riducibile, come il ciclo TCA.

    Le Vie Metaboliche pur non rientrando nella stessa categoria del flagello batterico o delle blood clotting cascade, indicano meccanismi altamente complessi e specificati della vita che reputo non siano in grado di poter avere avuto origine seguendo i meccanismi e le tempistiche del modello neodarwiniano.

    Nella letteratura scientifica come ad esempio The puzzle of the Krebs citric acid cycle Melendez-Hevia, E., Wadell, T.G. and Cascante, M. (1996) leggiamo elaborazioni di sistemi per spiegare come ad esempio i componenti organici-chimici del ciclo di Krebs (anche detto ciclo degli acidi tricarbossilici (TCA) o ciclo dell'acido citrico), una via metabolica centrale, potrebbero essere sorti gradualmente. Possiamo leggere anche altri articoli a riguardo, come questo.

    Ci sono diversi punti da sottolineare a tale proposito. In primo luogo, tali documenti si occupano generalmente della interconversione chimica di molecole organiche, non degli enzimi della via metabolica o della loro regolazione.
    Per analogia, supponiamo che qualcuno descriva come viene raffinato il petrolio gradualmente passo dopo passo, cominciando con il petrolio greggio, passando per gradi intermedi, e terminando con, ad esempio, la benzina. Egli mostra che la chimica dei processi è regolare e continua, ma non dice nulla circa gli effettivi macchinari della raffineria o circa la loro regolazione, nulla di valvole o interruttori. Chiaramente questo è insufficiente a dimostrare la raffinazione del petrolio passo per passo. Analogamente, chi è seriamente interessato a mostrare che una via metabolica possa evolvere mediante il paradigma darwiniano dovrà avere a che fare con la macchina enzimatica e la sua regolazione.

    Così come ci sono molti scienziati contro l'idea di un progettista dietro la vita, molti altri è interessante sottolineare come ammettano le lacune di spiegazioni attraverso i meccanismi Darwiniani.

    Ad esempio, il microbiologo James Shapiro dell'Università di Chicago ha dichiarato al National Review che:
    "There are no detailed Darwinian accounts for the evolution of any fundamental biochemical or cellular system, only a variety of wishful speculations."
    ("non esistono descrizioni darwiniane dettagliate per l'evoluzione di un qualsiasi sistema biochimico o cellulare fondamentale, solo una serie di speculazioni speranzose.") (Shapiro 1996).
    In Nature il biologo evoluzionista dell'Università di Chicago Jerry Coyne ha dichiarato:
    "There is no doubt that the pathways described by Behe are dauntingly complex, and their evolution will be hard to unravel. . . . [W]e may forever be unable to envisage the first proto-pathways."
    ("Non c'è dubbio che le vie descritte da Behe sono spaventosamente complesse, e la loro evoluzione sarà difficile da svelare .... noi potremmo non essere mai in grado di prevedere le prime proto-vie metaboliche." (Coyne 1996)
    Il biologo evoluzionista Andrew Pomiankowski concorda nel New Scientist:
    "Pick up any biochemistry textbook, and you will find perhaps two or three references to evolution. Turn to one of these and you will be lucky to find anything better than 'evolution selects the fittest molecules for their biological function.'"
    ("Prendete qualsiasi libro di testo di biochimica, e troverete forse due o tre riferimenti all' evoluzione. Andate a uno di questi e sarete fortunati a trovare qualcosa di meglio che 'l'evoluzione di seleziona le molecole più adatte per la loro funzione biologica.' ")(Pomiankowski 1996)
    Sulla stessa linea d'onda si può citare Trends in Ecology and Evolution Tom Cavalier-Smith, 1997, oppure in American Scientist il biologo molecolare di Yale Robert Dorit (Dorit 1997).

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