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Discussione: Anelli mancanti

  1. #1

    Anelli mancanti

    Anelli mancanti

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    3 - ARCHEOPTERIX
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  2. #2
    ARCHEOPTERIX





    L'origine degli uccelli.
    Secondo la teoria dell'evoluzione, la vita ha avuto origine e si si Ŕ evoluta nel mare, quindi si Ŕ trasferita sulla terra grazie agli anfibi. Questo scenario evolutivo suggerisce anche l'evoluzione degli anfibi in rettili, creature solo terrestri. Anche questa prospettiva non Ŕ plausibile, a causa delle enormi differenze strutturali esistenti tra queste due classi animali. Ad esempio, l'uovo degli anfibi Ŕ progettato per svilupparsi nell'acqua, mentre quello amniotico sulla terra. Una "graduale" evoluzione di un anfibio deve essere respinta, perchÚ senza un uovo perfetto e integralmente progettato, non Ŕ possibile che una specie sopravviva. Inoltre, come sempre, non vi Ŕ prova di quelle forme di transizione che si supponeva collegassero gli anfibi ai rettili. Il paleontologo evoluzionista Robert L. Carroll Ŕ stato costretto ad accettare che "i primi rettili erano molto differenti dagli anfibi e i loro antenati non sono ancora stati trovati."[1]

    Eppure gli scenari disperati degli evoluzionisti non sono ancora finiti. Rimane il problema di far volare queste creature! PoichÚ credono che anche gli uccelli si siano in qualche modo evoluti, asseriscono che la loro origine risalga ai rettili. Nondimeno, nessuno dei distinti meccanismi degli uccelli, la cui struttura Ŕ completamente diversa da quella degli animali terrestri, pu˛ essere spiegata per mezzo dell'evoluzione graduale. In primo luogo le ali, che sono la peculiare caratteristica degli uccelli, rappresentano un'empasse per gli evoluzionisti. Uno di essi, il turco Engin Korur, confessa l'impossibilitÓ dell'evoluzione delle ali:
    Il carattere comune degli occhi e delle ali Ŕ che essi possono funzionare soltanto se sono completamente sviluppati. In altre parole, un occhio sviluppato solo a metÓ non pu˛ vedere, cosý come un uccello con le ali a metÓ non pu˛ volare. Come questi organi siano pervenuti all'esistenza Ŕ rimasto uno dei misteri della natura che attende di essere illuminato.[2]
    La domanda sul modo in cui la perfetta struttura delle ali sia pervenuta all'esistenza a seguito di mutazioni accidentali rimane del tutto priva di risposta. Non c'Ŕ modo di spiegare come le zampe anteriori di un rettile abbiano potuto trasformarsi in ali perfettamente funzionanti in seguito a una distorsione nei suoi geni (mutazione). La sola presenza delle ali, inoltre, non Ŕ sufficiente a un organismo terrestre per volare. Ad esempio, le ossa degli uccelli sono molto pi¨ leggere di quelle di esseri che vivono al suolo. I loro polmoni funzionano in maniera del tutto diversa. Hanno un sistema muscolare e scheletrico differente e un sistema cardiaco e circolatorio molto specializzato. Queste caratteristiche sono prerequisiti altrettanto necessari al volo che le ali. Tali meccanismi devono essere tutti presenti contemporaneamente; non possono formarsi gradualmente per "accumulazione". Per questo motivo la teoria che asserisce l'evoluzione di organismi terrestri in aerei Ŕ completamente fallace.

    POLMONI SPECIALI PER GLI UCCELLI

    L'anatomia degli uccelli Ŕ molto diversa da quella dei rettili, i loro supposti antenati. I polmoni degli uccelli funzionano in maniera totalmente differente rispetto a quella degli animali terrestri. Questi ultimi inspirano ed espirano attraverso le stesse vie aeree. Negli uccelli, l'aria entra nel polmone dalla parte anteriore ed esce dalla parte posteriore. Questo "disegno" distinto Ŕ una peculiaritÓ degli uccelli, i quali necessitano di una grande quantitÓ di ossigeno durante il volo. ╚ impossibile che simile struttura si sia evoluta dal polmone di un rettile.
    Tutto ci˛ sollecita un'altra considerazione: pur supponendo che tale storia sia vera, per quale motivo allora gli evoluzionisti non sono in grado di rinvenire alcun fossile "mezzo-alato" o con una sola ala a sostegno della loro favola?

    Gli evoluzionisti, per controbattere, pronunciano il nome di un'unica creatura. Questo Ŕ il fossile di un uccello chiamato ArchŠopteryx, che Ŕ una delle pi¨ note forme cosiddette di transizione tra le poche che essi difendono ancora. L'ArchŠopteryx, l'antenato degli attuali uccelli secondo l'opinione degli evoluzionisti, visse 150 milioni di anni fa. La teoria sostiene che alcuni dinosauri di piccole dimensioni, chiamati Velociraptor o Dromeosaur, si siano evoluti in seguito all'acquisizione delle ali, iniziando quindi a volare.

    Gli ultimi studi sui fossili di ArchŠopteryx rivelano, tuttavia, che questa creatura non Ŕ assolutamente una forma transizionale, ma un uccello con alcune caratteristiche distinte rispetto a quelli attuali.

    La tesi che l'ArchŠopteryx fosse un "mezzo-uccello" incapace di volare perfettamente era molto popolare nei circoli evoluzionisti fino a pochi anni orsono. L'assenza di uno sterno, cioŔ delle ossa del petto, in questa creatura, o perlomeno il fatto che non corrispondesse a quello degli uccelli attuali, venne sostenuto come la prova pi¨ evidente dell'incapacitÓ di volare perfettamente di questo uccello. (Sull'osso del petto, situato sotto il torace, si collegano i muscoli necessari al volo. Ai nostri giorni, quest'osso si trova in tutti gli uccelli, volatili e non. Anche nei pipistrelli, mammiferi volanti che appartengono ad una famiglia del tutto diversa.)

    Tuttavia, la scoperta del settimo ArchŠopteryx fossile nel 1992 caus˛ un grande stupore tra gli evoluzionisti. La ragione fu che in esso l'osso del petto, ritenuto mancante da tali studiosi, era invece presente. La rivista Nature descrisse il rinvenimento nei termini seguenti:
    La recente scoperta del settimo esemplare di ArchŠopteryx preserva un parziale sterno rettangolare a lungo sospettato ma mai documentato prima. Esso attesta la forza dei suoi muscoli atti al volo.[3]
    Questa scoperta min˛ alla base la tesi che l'ArchŠopteryx fosse un mezzo-uccello incapace di volare completamente. D'altra parte, la struttura delle penne degli uccelli divenne uno dei pi¨ importanti elementi di prova a dimostrazione del fatto che l'ArchŠopteryx fosse un uccello volante nel vero senso della parola. La struttura asimmetrica delle penne di questo animale non Ŕ distinguibile da quella degli uccelli moderni, a riprova cosý della sua perfetta idoneitÓ al volo. Il famoso paleontologo Carl O. Dunbar scrisse:
    "In ragione delle sue ali, l'ArchŠopteryx deve essere chiaramente classificato come un uccello."[4]
    Un altro fattore che venne rivelato dalla struttura delle penne dell'ArchŠopteryx fu il suo metabolismo a sangue caldo tipico degli uccelli. Come Ŕ noto, i rettili e i dinosauri sono animali a sangue freddo che dipendono dalla temperatura ambientale in quanto non sono in grado di regolare in modo indipendente il loro calore corporale. Tale importante funzione viene adempiuta, nel caso degli uccelli, dalle penne. Le penne dell'ArchŠopteryx, di cui aveva bisogno per mantenere il calore del suo corpo a differenza dei dinosauri, dimostrano che questi fu un vero uccello a sangue caldo.



    Dall'alto in basso: Tauraco & Hoatzin

    Congetture degli evoluzionisti: i denti e gli artigli dell' ArchŠopteryx.
    I due punti importanti sui quali gli evoluzionisti si fondano quando affermano che l'ArchŠopteryx sia una forma transizionale, sono gli artigli sulle ali e i denti. Sebbene queste caratteristiche siano effettivamenti presenti, ci˛ non implica alcuna relazione con i rettili. Inoltre, due specie di uccelli oggi viventi, il Tauraco e l'Hoatzin, hanno artigli per aggrapparsi ai rami. Queste creature sono assolutamente uccelli e non presentano alcuna caratteristica dei rettili. Questa Ŕ la ragione per cui Ŕ completamente infondato sostenere che l'ArchŠopteryx sia una forma transizionale soltanto per la presenza degli artigli sulle ali.
    POLMONI SPECIALI PER GLI UCCELLI




    1. Le penne indicano che si tratta una creatura volante a sangue caldo.

    2. Le ossa sono vuote come negli uccelli moderni.

    3. I denti nella mandibola non provano alcun tipo di relazione con i rettili. Nel passato sono esistite diverse altre specie di uccelli "dentati".

    4. Alcuni uccelli odierni presentano "artigli" simili sulle ali.

    5. La recente scoperta del settimo esemplare di Archaeopterix, il quale presenta uno sterno rovesciato, dimostra che questo uccello era dotato di forti muscoli del volo come i moderni uccelli volanti.
    Le caratteristiche ornitologiche del cranio dimostrano che l'archeoptŔrix Ŕ un uccello piuttosto che un archeosauro piumato non adatto al volo”
    (Journal of Vertebrate Paleontology, marzo 1996)
    Neppure i denti nel becco giustificano la precedente affermazione. Gli evoluzionisti commettono una vera e propria frode allorquando asseriscono che i denti siano una caratteristica dei rettili, in quanto ci˛ non corrisponde al vero. Oggi non tutti i rettili sono provvisti di denti. L'ArchŠopteryx, per di pi¨, non Ŕ la sola specie di uccelli che presenti tale attributo. ╚ corretto affermare che oggi gli uccelli sono privi di denti, tuttavia, le testimonianze fossili risalenti all'epoca dell'ArchŠopteryx e posteriori, sino ad un'etÓ relativamente recente, parlano dell'esistenza di un distinto genere di uccelli che pu˛ essere classificato come "uccello provvisto di denti".

    Il punto fondamentale, tuttavia, Ŕ che la struttura dentale dell'ArchŠopteryx e di altri uccelli Ŕ del tutto diversa da quella dei loro supposti antenati, i dinosauri. I famosi ornitologi Martin, Stewart e Whetstone osservarono che i primi presentavano denti con superficie superiore piatta e radici larghe, mentre i secondi, ovvero i dinosauri teropodi, gli ipotetici antenati di questi uccelli, avevano denti a forma di sega e con radici strette.[5]

    I ricercatori, dopo aver posto a confronto le ossa dei polsi dell'ArchŠopteryx e quelle dei dinosauri, hanno osservato che non esiste alcuna similitudine tra loro.[6]

    Gli studi di anatomisti quali Tarsitano, Hecht e A.D. Walker rivelarono che alcune "similaritÓ", che si asseriva fossero esistite tra questa creatura e i dinosauri, come proposto da John Ostrom, erano in realtÓ interpretazioni errate.[7]
    Tutti questi ritrovamenti mostrano che l'ArchŠopteryx non fu un anello transizionale, ma solo un uccello appartenente alla categoria degli "uccelli con i denti".

    Alan Feduccia evoluzionista della North Carolina University, ha esaminato gli artigli delle zampe di oltre 500 specie di uccelli appartenenti a 12 ordini diversi, distinguendoli in tre gruppi:
    1) quelli che camminano sul terreno
    2) quelli che si posano sui rami stringendoli
    3) quelli che si aggrappano a tronchi e rocce.


    Ebbene, l' arcuatura delle unghie e' tipica in ogni gruppo: 64 gradi per i "camminatori", 116 per gli "arrampicatori" e 148 per chi predilige afferrarsi ai rami. Dei sei esemplari noti di Archaeopteryx, in tre sono misurabili gli artigli: 120, una curvatura da "arrampicatore" simile a quella degli attuali picchi e cuculi.
    Grazie a cio' l' Archaeopteryx ha perduto il ruolo di anello di congiunzione tra dinosauri e uccelli.[8]


    Ricapitolando



    Artigli sulle ali: due specie di uccelli oggi viventi, il Tauraco e l'Hoatzin, hanno artigli per aggrapparsi ai rami.

    Denti: non tutti i rettili hanno i denti (tartarughe). Oggi gli uccelli sono privi di denti.

    Confuciusornis (140 mln): uccello estinto, senza denti e con artigli.

    Liaoningornis (130 mln): uccello estinto con i denti e senza artigli.





    Struzzo, Kiwi, Nand¨: uccelli attuali con sterno ridotto e senza carena.

    Nel 1992 viene trovato un esemplare di ArchŠopteryx completo con sterno carenato adatto al volo!

    Conclusione: ArchŠopteryx = uccello estinto con denti e artigli!



    La propaganda evoluzionista vende sogni verosimili:


    Archaeoraptor liaoningensis




    “…ma i paleontologi sono pazienti…e la loro pazienza Ŕ stata premiata… un esemplare spettacolare di dinosauro piumato… l’anello mancante (Barry A. Palevitz, University of Georgia)
    “E’ il vero anello mancante della complessa catena che connette i dinosauri agli uccelli. Esso sembra fissare l’attimo paleontologico in cui i dinosauri diventarono uccelli” (National Geographic 11/1999)

    l’Archaeoraptor liaoningensis (da Liaoning, Cina) viene descritto come un fossile di dinosauro piumato grande quanto un tacchino. (Pubblicato su National Geographic 11/99)
    “Ora noi possiamo affermare che gli uccelli sono teropodi [dinosauri predatori] con la stessa fiducia con cui noi diciamo che gli uomini sono mammiferi”. (Philip Currie, Museum of Paleontology di Drumheller, Canada)



    ...ANELLO MANCANTE O ...PACCO REALE!?!?!





    - L’analisi ai raggi X rivel˛ una frattura incollata sulla lastra di pietra. I contadini cinesi avevano incollato il corpo di un Archaeopterix con la coda di un piccolo Raptor.

    - Il falso era stato comprato durante una fiera di trouvailles paleontologiche, tenutasi nel febbraio del 1999 nello Stato dell'Arizona, dal titolare di un piccolo museo privato nello Utah (coautore dell’articolo sul National Geographic con un ricercatore dell’Istituto di Paleontologia di Pechino).
    “L’anello mancante in questo caso Ŕ stato forgiato non dall’evoluzione ma dalla colla”. (New Scientist, 1999)
    CT Scanning: Il campione di Archaeoraptor venne scansionato alla High-Resolution X-ray CT Facility dell'UniversitÓ del Texas a Austin il 29 luglio 1999. La lastra Ŕ stata montata in piedi con l'asse pi¨ lungo verticale e furono presi strati CT attraverso l'osso-portante porzione della lastra perpendicolare alla sua superficie. La scansione venne eseguita utilizzando una ad alta energia Pantak sorgente di raggi X ad un livello di energia di 420 kV 4,7 mA e una dimensione del punto di 1,8 mm. Il fascio di raggi X venne pre-filtrato con una di 1,58-mm mm lastra di ottone. attenuati di raggi X Energie vennero rilevate da una matrice di 512-canale a stato solido P250D lineare di cristalli scintillanti CdWO4 che registra attraverso una gamma dinamica a 12-bit, e la fetta dallo spessore di 1.0 venne impostato utilizzando collimatori di tungsteno. La geometria di scansione era terza generazione 190% in modalitÓ di offset, con ogni fetta consistente di 2000 84-ms vista che abbracciano una rotazione di 360 ░. I parametri di ricostruzione vennero ottimizzati per utilizzare l'intera gamma in scala di grigi a 12 bit disponibile nelle immagini di uscita. Il campo di ricostruzione di vista per ogni immagine era di 270 mm, e le fette furono raccolte a intervalli di 0,9 mm (vale a dire, 10% slice di overlap).

    Image Processing: Le immagini TC furono raccolte in 16 bit con una dimensione di 1024 x 1024 pixel e poi ritagliata utilizzando il software Adobe Photoshop per eliminare i pixel non informativi intorno alla periferia dello scheletro e per ridurre le dimensioni del file immagine. L'immagine venne esportata sia a 16 bit che a 8-bit dei file TIF e archiviata su CD-ROM. Per agevolare l'ispezione dell'intero volume, le serie di dati vennero sinteticamente ri-affettate in piani orizzontali utilizzando il software d'immagine NIH. Animazioni digitali attraverso le pile di sezioni seriali consecutive vennero generate con il software Quicktime, e un modello 3-D volumetrico di ogni lastra venne generata utilizzando il software Voxblast. Versioni ridotte di questi set di dati e visualizzazioni vennero preparate per la consegna web nel sito Nature. Il campione venne anche fotografato in elevato ingrandimento utilizzando la luce ultravioletta.

    Ulteriori informazioni sulla scansione dell'Archaeoraptor sono disponibili all'indirizzo: http://www.ctlab.geo.utexas.edu/pubs/


    Figura 1

    Figura 1: Chiave per Animazioni che mostra le posizioni dei piani di sezione. Questa mappa della superficie della lastra dell'Archaepraptor mostra l'associato scheletro dell'uccello (ossa rosse) e lenon verificate "ossa associate" (ossa nere) sovrapposte al modello delle fratture e discontinuitÓ nella lastra.


    Figura 2

    Figura 2: Chiave per Strati CT: Due campioni di strati CT attraverso la lastra dell'Archaeoraptor con chiavi interpretative (vedi figura 1 per la posizione degli strati o sezioni). sezione 30 (sopra) disseziona i pezzi dello scheletro dell'uccello associato; sezione 220 (sotto) disseziona il non verificato "osso associato".


    Figura 3

    Figura 3: Due modelli generati dal computer della superfice della lastra dell'Archaeoraptor come venne presentato per scansione CT il 29 luglio 1999. Il campione venne scansionato da cima a fondo in piani perpendicolari a questa vista.
    (A) Modello volumetrico generato da sovrapposti strati CT.
    (B) Mappa cromatica della superficie della lastra indicante quali degli 88 pezzi furono riassemblati in associazioni naturali.


    Figura 4

    Figura 4: Lo scheletro composito dell'Archaeoraptor liaoningensis Chimera. Lo scheletro dell'uccello verificato Ŕ in rosso, mentre le non verificate "ossa associate" sono in nero.


    Figura 5

    Figura 5: La sequenza generale in cui venne costruito il falso dell'Archaeoraptor.




    NOTE

    [1] Robert L. Carroll, Vertebrate Paleontology and Evolution, New York: W. H. Freeman and Co., 1988, p. 198.
    [2] Engin Korur, "G÷zlerin ve Kanatların Sırrı" (The Mystery of the Eyes and the Wings), Bilim ve Teknik, No. 203, October 1984, p. 25.
    [3] Nature, Vol 382, August, 1, 1996, p. 401.
    [4] Carl O. Dunbar, Historical Geology, New York: John Wiley and Sons, 1961, p. 310.
    [5] L. D. Martin, J. D. Stewart, K. N. Whetstone, The Auk, Vol 98, 1980, p. 86.
    [6] Ibid, p. 86; L. D. Martin "Origins of Higher Groups of Tetrapods", Ithaca, New York: ComstockPublising Association, 1991, pp. 485, 540.
    [7] S. Tarsitano, M. K. Hecht, Zoological Journal of the Linnaean Society, Vol 69, 1985, p. 178; A. D. Walker, Geological Magazine, Vol 177, 1980, p. 595.
    [8] Conferenza in San Diego Natural History Museum,11/29/04

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