IL"THEOLOGICAL DIVIDE"


Le sacre scritture richiedono una certa capacità di riflessione, comprensione che non è da tutti.
E' necessaria anche una buona intuizione, saper interpretare i simboli o metafore scritte nella Bibbia in un determinato contesto,
ma forse è meglio dire disegno visto che i simboli regalano soprattutto immagini...

E' vero che tutte le persone possono leggere le Scritture, ma non è detto che sia da tutti riuscirle a leggere bene, arrivando
a conoscere certi significati e certe verità.
Infatti, come è successo in passato, sono state date delle interpretazioni piuttosto soggettive e parziali di quello che viene detto nelle scritture.
Si può pensare al caso del "diritto divino" dei regnanti di governare che, secondo loro era stato dato da Dio. Questa è stata una cattiva e personalizzata interpretazione delle scritture dato che, nella stessa Bibbia, i primi re di Israele sono stati espressamente scelti da Dio e dai profeti tra le genti più umili. E il loro diritto alla discendenza era strettamente legato all'osservanza dei precetti di Dio.
Che è esattamente quello che non è stato per i regnanti d'Europa, o per quasi nessuno credo...

Tutte le persone sono in grado di riflettere, ragionare, e anche cogliere il linguaggio simbolico, ma non tutte proprio allo stesso livello e\o non tutte sono disposte a farlo nella stessa misura e con la stessa costanza, dipende anche dagli argomenti e da quanto una persona è occupata a fare altro...

Il caso che voglio mettere in evidenza è questo:
è vero che le Scritture sono aperte a tutti, ma non è da tutti o non tutti intendono leggere le scritture e\o seguire una via spirituale

perché
- non tutti dispongono delle stesse facoltà intellettuali
- non tutti hanno tempo a sufficienza da dedicarci
- non tutti le apprezzano bene e hanno abbastanza intuito da poter cogliere certi significati (o almeno non tutti riescono con la stessa facilità)
- non tutti, soprattutto, hanno la possibilità di vivere con una certa serenità (si può pensare alle persone povere o abbandonate...)
- le capacità di comprensione argomentazione e di analisi variano da persona a persona...
- non tutte le persone sono interessate alle Scritture e\o alla religione in generale, direi poche

Tutte queste particolarità fanno aumentare la barriera di, quello che ho chiamato, per così dire, il "theological divide", cioè la differenza tra le persone (e il numero di persone) che dedicano tempo (per loro fortuna o altro) e riescono a leggere\interpretare le scritture e coloro che non possono e\o non riescono a farlo (che sono in molti). In parole povere sono le differenze che sussistono tra le persone più religiose o teologi e i "comuni fedeli". Chiaramente non intendo dire che le persone religiose siano teologhe o viceversa, ma sussistono delle differenze tra queste persone e molti altri che sono meno interessate alla loro spiritualità o alla teologia. Naturalmente ci sono differenze "teologico\spirituali" tra le stesse persone religiose e ci sono differenze "teologico\spirituali" tra gli stessi "comuni fedeli".

Ripeto in sintesi, tutto ciò che può richedere la lettura delle Sacre Scritture:
- una certa calma e attenzione, e comprensione logica -che fa parte del pensiero logico, che è anche il pensiero critico ma non si tratta proprio di quello- tenendo fede al contensto e riflettendo bene su quello che viene scritto, soffermandosi su certi concetti.
Naturalmente queste facoltà logiche\intellettuali variano da persona a persona, c'è chi ne dispone di molte e chi è, per sua sfortuna, un pò scarso (magari anche perché non vuole interessarsi, ha delle difficoltà nella vita o altro che gli impedisce di maturarle...)
- la comprensione del linguaggio simbolico (che è anche non-logica) e il saper interpretare le metafore\simboli in un disegno, il che richiede una certa sensibilità e attenzione. Sensibilità che può aiutare la stessa comprensione logica, poiché tutti sappiamo bene che gli esseri umani non sono macchine ma se sanno tenere un animo sereno e il dovuto riguardo per quello che fanno, riescono meglio in quello che vogliono fare... Anche l'intuizione\interpretazione dei simboli è una "capacità" che varia da una persona all'altra.

I. Tutte le persone, o almeno il 70-80%, delle persone dispone degli elementi necessari alla comprensione logica...
Non tutte però maturano allo stesso modo un loro pensiero logico o critico (vedere messaggio #2 sulle capacità critiche e il pensiero logico\critico)
ma soprattutto
quante sono disposte a riflettere?
a soffermarsi e a porsi delle domande su determinati argomenti?
a chiedersi in coscienza loro cosa va bene fare e cosa no?
a farsi certe domande sulla loro vita e su ciò che li circonda?
E per quanto tempo sono disposte a riflettere?

Varia da persona a persona e da un argomento all'altro, ma se si sta a vedere bene, tra le persone che conosco, non ce ne sono tante.
Molte si stufano in fretta e addirittura alle volte accusano che pensare faccia male...
Altre rispondono malamente, dicendo soltanto che non hanno voglia di stare lì a riflettere...
La percentuale di persone che si sofferma e dedica un tempo sufficiente a voler comprendere e valutare certe cose è, a mio avviso,
decisamente più bassa.
- Per tempo sufficiente direi almeno una mezz'ora al giorno quando si presentano certe problematiche, ma anche di più quando si è coinvolti a parlarne con altri -
Con una certa sicurezza, la percentuale di persone disposte alla comprensione logica cioé:
- a riflettere,
- a valutare quello che hanno davanti,
- a fare delle osservazioni e dei ragionamenti,
- ad argomentare quello che pensano e
- a confrontare le loro idee con gli altri,
- dedicando un tempo sufficiente
direi che scende intorno al 30% o meno.

II. Meno persone, soprattuto a causa del frastuono assordante della "pseudo-razionale" società moderna, conoscono\comprendono abbastanza bene il linguaggio simbolico, che si tratterebbe di un linguaggio intuitivo alla portata di tutti (vedere messaggio #3).
Sapere cogliere i significati di metafore, simboli, modi di dire, non è proprio da tutti, o anche se lo è molti hanno più difficoltà a coglierlo di altri.
Direi che 1 persona su 5, il 20%, è in grado di cogliere certi significati (a un livello a mio avviso sufficiente) con una certa facilità e anche saperli leggere in un disegno di immagini retoriche.

In particolare
chi è molto abile nella comprensione logica tende a zoppicare nella "comprensione" simbolica.
viceversa chi è più intuitivo a leggere i simboli, fa difficoltà e digerisce male la comprensione logica\critica.

E' abbastanza raro trovare la persona che possegga entrambe le "qualità":
il 20% di un 30%, ovvero
il 6-7%

III. Terza cosa, e più importante fra tutte: a quante persone interessa parlare di teologia e\o religione?
Facendo un calcolo tra le persone che conosco, direi che a 1 persona su 5 o 1 persona su 4 dimostra un certo interesse e propensione a parlare di religione.

Dulcis in fundo: 6-7% diviso 4 o 5 da

1,5%

Che all'incirca è 1 persona su 70

Naturalmente queste cose le ho stimate in base alle mie esperienze personali. Ma intendevo mettere in luce che sono poche le persone che hanno interesse di dedicare il loro tempo ad affrontare con altre certi temi, per i motivi descritti pocanzi.
E credo che non sia possibile che ci siano tutti o, se lo sarà, lo sarà solo in certe occasioni.

Ci tengo ancora a far osservare alcune cose per quanto riguarda i credenti. Tutti sanno bene che la parola di Dio va messa in pratica, va vissuta, come viene anche detto nella parabola del seminatore. E può essere pericoloso parlare di qualità logiche\intellettuali per conoscere la parola...
Sì è vero, la sapienza è dono di Dio, anche l'intelletto ma è pericoloso porre le cose in modo un pò tecnico, un pò come se fossero necessarie determinate qualità per fare un determinato mestiere.
Credo che come prima cosa ognuno si chieda in cuor suo, nella sua coscienza, cosa è bene fare e fino a che punto, vivendo bene la porpria spiritualità assieme agli altri. Non tutte le persone seguono molto in profondità la via spirituale o la stessa via spirituale perché in cuor loro sentono che è non la loro strada o lo è ma non ai livelli di come la vivono altre persone.

Per concludere, spesso Dio ha scelto (tra i profeti) e sceglie proprio le persone più umili, e non quelle più dotate intellettualmente, chiamandole a vivere una vita spirituale completamente dedicata a Dio e lasciando tutto il resto alle loro spalle.

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Nei messaggi successivi viene spiegato meglio cosa si intende per pensiero critico (o anche logico) e cosa si intende per linguaggio simbolico.
Quello che è stato riportato l'ho raccolto da alcuni siti internet.