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Giornata mondiale della gioventù: l'indulgenza plenaria arriva via social network
Scritto da: Guido Del Duca - martedì 16 luglio 2013




La grande attesa per la prima Giornata mondiale della Gioventù a cui parteciperà Papa Francesco si somma, nelle ultime ore, all’annuncio che il Pontefice concederà l’indulgenza plenaria non solo a chi sarà presente a Rio de Janeiro, non solo a chi seguirà la messa via radio o tv, ma anche attraverso i “nuovi media”. È questa la dicitura presente nel decreto emanato dalla Penitenziera Apostolica:


I fedeli legittimamente impediti potranno ottenere l’indulgenza plenaria… purché seguano questi stessi riti e pii esercizi […] sempre con la dovuta devozione attraverso i nuovi mezzi della comunicazione sociale


Ovviamente, precisano dal Vaticano, non sarà come “prendere un caffé alla macchinetta”, ma starà al singolo fedele partecipare spiritualmente all’evento come meglio ritiene. Ma tanto basta ad accendere la fantasia: a chi seguirà i tweet del Papa, o lo streaming su Pope2You.net, o ancora le foto su Pinterest e altro ancora, avrà in dono l’indulgenza plenaria, come accaduto per il Giubileo del 2000 o, più di recente, per l’elezione di Benedetto XVI e di Papa Francesco.

L’indulgenza plenaria: cos’è e come funziona

Nell’entusiasmo e nella sorpresa per l’elezione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, è passato in secondo piano un aspetto della sua prima apparizione molto significativo, e importantissimo per i cattolici: oltre a dare la benedizione Urbi ed Orbi, come da tradizione, il Pontefice ha voluto concedere anche l’indulgenza plenaria. Un fatto straordinario ma quasi ignorato, tanto è vero che non se ne trova quasi traccia nei resoconti, e persino nel briefing in sala stampa vaticana (dove si parla di tutto, anche dei componenti chimici usati per fare la fumata) non è praticamente stata citata.
L’indulgenza plenaria è una dottrina della Chiesa cattolica che prevede la possibilità di cancellare la pena temporale di un peccato, ovvero di quelle pene che si dovrebbe scontare in Terra con preghiere e penitenze o, nell’Aldilà, con il Purgatorio. Il peccato ha infatti due conseguenze, la pena eterna – che si cancella con la confessione – e appunto la pena temporale. L’indulgenza plenaria (come quella parziale, che si riferisce solo a una parte delle pene temporali) permette a chi ne beneficia di estinguere le conseguenze del peccato non purificate dalla confessione.
L’indulgenza è un istituto di cui spesso la Chiesa ha abusato in passato, vendendo le indulgenze specialmente ai regnanti e ai nobili in cambio di denaro, tanto poi da essere caduta in disuso: è però ancora prevista dalla dottrina e nella Costituzione Apostolica per mano di Paolo Vi:

L’indulgenza è parziale o plenaria a seconda che liberi in parte, o in tutto, dalla pena temporale dovuta ai peccati

L’indulgenza plenaria è quindi un evento eccezionale solitamente riservato agli anni giubilari – e infatti l’ultima volta era stata concessa da Giovanni Paolo II per il Giubileo del 2000 – o alle benedizioni Urbi et Orbi per l’elezione papale. La particolarità di quella di ieri sera è che l’indulgenza è stata garantita non solo ai presenti in Piazza San Pietro ma anche a tutti coloro che stavano assistendo tramite qualsiasi canale tecnologico.
Ma come funziona l’indulgenza plenaria? Per cominciare bisogna essere cattolici battezzati e non essere in peccato mortale: per ottenere l’indulgenza (anche dai peccati precedentemente confessati) bisogna confessarsi e prendere la Comunione entro 7 giorni dalla concessione dell’indulgenza, ma va bene anche se la confessione e la Comunione è avvenuta nei 7 giorni precedenti. Solo a questo punto l’indulgenza plenaria è effettivamente valida per il fedele.


Vedi anche l'articolo del CORRIERE DELLA SERA: L'indulgenza plenaria arriva anche con un tweet