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  1. #1

    Davvero la Bibbia sostiene che la terra è piatta?

    Davvero la Bibbia sostiene che la terra è piatta?
    Il mito della terra piatta


    01 Cosa dicono le Scritture
    02 Cosa veramente insegnava il mondo cristiano?
    03 La propaganda contro gli oppositori del Darwinismo


    01 Cosa dicono le Scritture




    Per gli ultimi 200 anni o giù di lì, molti anti-Cristiani hanno fatto ricorso a una bugia scurrile (agendo in maniera coerente con la loro visione del mondo): che le Sacre Scritture ed i Cristiani insegnavano che la terra fosse piatta e che poggiasse su colonne.

    Il cristianesimo (ed intendo quello biblico, non cattolico) non è una religione, ma una fede, un movimento di persone che ha deciso di seguire Gesù Cristo. Egli ha vissuto in mezzo a noi, e la sua testimonianza, in adempimento delle profezie e in accordo con le antiche Scritture ebraiche, ci è stata lasciata per mezzo dei suoi apostoli che per iscritto hanno fatto in modo che la Parola di Dio raggiungesse ogni angolo del mondo. Sembra ironico, ma oggi stesso, nel 21° secolo utilizziamo espressioni come "angolo del mondo". Vuol dire che crediamo che la terra sia piatta? Assolutamente no, sono delle espressioni idiomatiche che si rifanno ai punti cardinali, alle mappe, ad una visione schematica del mondo, dal momento che non possiamo vederlo nella sua totalità. Eppure coloro che attaccano le Scritture asserendo che queste, in contrasto con la scienza moderna, insegnino l'idea di una terra piatta, utilizzano versetti quali:
    Isaia 11:12 Egli alzerà il vessillo per le nazioni, raccoglierà gli espulsi d'Israele e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra.

    Geremia 16:19 O Eterno, mia forza, mia fortezza, e mio rifugio nel giorno dell'avversità, a te verranno le nazioni dalle estremità della terra e diranno: «I nostri padri hanno ereditato soltanto menzogne, vanità e cose che non giovano a nulla».

    Utilizziamo lo stesso metro di giudizio e ipotizziamo che fra 300 anni uno storiografo del futuro leggendo le nostre riviste, i nostri libri o giornali incontri espressioni come quelle dei versi biblici: dovrebbe essere forse autorizzato a pensare che la civiltà del 21° secolo credeva che la terra fosse piatta perché oggi utilizziamo espressioni quali, andare in capo al mondo, visto che il capo denota la sommità del nostro corpo e quindi il limite/l'estremità/la fine del mondo? Oppure frasi come viaggiare ai quattro angoli del mondo? Ovviamente no se lo studioso è privo di preconcetti ed ha un pochino di buon senso e obbiettività nel valutare le informazioni.

    Quindi il cristiano è colui che ha fede nella Parola contenuta nelle Sacre Scritture, che non sono una raccolta di libri scientifici, non sono i volumi del National Geographic, non è quello il loro intento. Le Scritture ci indicano la via per la salvezza, la via da seguire per sconfiggere la morte eterna ma, poichè Dio è Verità e non può mentire, ogni qualvolta le Scritture toccano aspetti storici o scientifici del mondo circostante ci rivelano delle verità che possono essere avallate con i comuni metodi storiografici o scientifici. A riguardo bisogna utilizzare l'intelligenza che Dio ci ha donato e non servono dottorati per comprendere, ma onestà intellettuale e capacità critica.

    Alcuni detrattori utilizzano versi come i seguenti per affermare che gli autori biblici credevano nella terra piatta:

    Daniele 4:10 Le visioni della mia mente mentre ero sul mio letto sono queste: Io guardavo, ed ecco un albero in mezzo alla terra, la cui altezza era grande.
    20 L'albero che tu hai visto, che era divenuto grande e forte, la cui cima giungeva al cielo e si vedeva da tutte le parti della terra, [...]

    Se l'albero si vede da tutte le parti della terra a causa della sua altezza, vuol dire che la terra è piatta... Corretto aggiungerei, ma è questo il senso del testo?
    Analizzando questo passaggio ad esempio bisogna dire che innanzitutto l'affermazione è quella del re pagano Nebukadnetsar, il che non significa che la Bibbia avalli la sua dichiarazione; inoltre è una visione, e non è intesa quindi come un quadro effettivo della realtà più di quanto lo fosse il sogno di vacche e addirittura spighe di grano cannibali che fece il faraone in Genesi 41. In sintesi, una regola logica e intellettualmente onesta che non si può ignorare è quanto: NON TUTTO QUELLO CHE VIENE RIPORTATO NELLA BIBBIA E' APPROVATO DALLA BIBBIA.
    Se poi proseguiamo nella lettura di Daniele 4, vediamo che la Bibbia stessa in questo caso ci spiega il senso della visione che impedisce qualsiasi tentativo di estrapolare informazioni sull'idea che l'autore aveva della forma della terra:

    Daniele 4:20 L'albero che tu hai visto, che era divenuto grande e forte, la cui cima giungeva al cielo e si vedeva da tutte le parti della terra, 21 il cui fogliame era bello, il frutto abbondante, in cui c'era cibo per tutti, sotto il quale dimoravano le bestie dei campi e sui cui rami facevano il nido gli uccelli del cielo, 22 sei tu, o re, che sei diventato grande e forte; la tua grandezza è cresciuta ed è giunta fino al cielo e il tuo dominio fino alle estremità della terra.

    Quindi quella cima che si vedeva da tutte le parti della terra a causa della sua altezza rappresenta il dominio estesosi fino alle estremità della terra, il mondo conosciuto. La fama può essere "vista" (conosciuta) ovunque allo stesso tempo anche se il pianeta è sferico, non penso ci siano problemi a comprendere questo. Il linguaggio è figurato, come nel caso della tentazione di Gesù:
    Matteo 4:8 Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, 9 e gli disse: «Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori».

    Se da un monte altissimo si riescono a vedere letteralmente tutti i regni del mondo la terra non può essere sferica, dev'essere piatta. Ovviamente anche quì siamo in un contesto che non ha nulla a che vedere con una volontà di descrivere la forma fisica della terra. Se leggiamo il capitolo dall'inizio vediamo subito che si tratta di un evento soprannaturale. Siamo di fronte ad una guerra spirituale, e come per i versi di Daniele 4, dove l'albero che raggiunge il cielo (l'altissimo monte) che si vedeva da tutte le parti della terra (perchè se da lì si può vedere tutta la terra, tutta la terra può vedere il monte) rappresentava il re, così Satana afferma che ogni regno sulla terra è suo, e la loro grandezza e forza che raggiunge il cielo (come nella visione dell'albero) sono la sua gloria. Posso infatti letteralmente vedere la gloria dei regni? Posso letteralmente vedere con lo sguardo a centinaia di km di distanza e ammirare la gloria di città con i loro monumentali edifici, eserciti, ricchezze etc etc? Letteralmente no, salendo sul Monte Everest a 8848 metri di altezza non riuscirei a distinguere granché di una grande città a portata di sguardo, eccetto magari la sua forma complessiva o estensione, anche se la terra fosse piatta. La potenza, la prosperità, la fama, il dominio ma anche il regno sono concezioni astratte che percepiamo e comprendiamo e Satana offre a Gesù il governo dei regni e la gloria di esserne a capo qualora si prostri ai suoi piedi e lo adori. Quando il regnante voleva fare sfoggio della sua potenza e gloria, seduto sul trono si godeva la parata in cui il suo esercito e i suoi servi da tutto l'impero sfilavano di fronte a lui con il popolo spettatore per rendergli onore e omaggiarlo, per celebrare la sua gloria. I suoi regni provenienti da ogni parte dell'impero erano quindi simbolicamente riuniti in un unico luogo e potevano essere ammirati nella loro gloria (facendo sfoggio dei prodotti della loro arte, tecnologia, risorse preziose, etc). Questo è l'immaginario che dobbiamo avere in mente, nulla a che vedere con l'intento dell'autore di darci elementi sulla forma fisica della terra. Anche se la terra fosse piatta, non potremmo mai letteralmente ammirare da un unico punto il regno e la gloria.

    Come regola generale in questi casi sappiamo che le dichiarazioni di personaggi della Bibbia (come nel caso di Daniele 4) non sono automaticamente garanzia di infallibilità e verità solo perché riportate nelle Scritture, a meno che l'oratore sia o Dio o comunque persone indicate come essere ispirate da Dio e le affermazioni siano il più esplicite possibili.

    Una dichiarazione proveniente da Dio che viene utilizzata per argomentare la tesi della terra piatta la troviamo in Giobbe:

    Giobbe 38:12 Da quando vivi hai mai comandato al mattino o insegnato all'aurora il suo posto, 13 perché essa afferri le estremità della terra e ne scuota via i malvagi

    Isolato dal suo contesto, il versetto 13 potrebbe essere preso, come molti detrattori fanno, per fare riferimento a una terra a forma di frittella, sentiamo ad esempio Paul H. Seely:
    In un contesto chiaramente cosmologico, non solo locale, questo versetto parla dell'alba che afferra la terra alle sue "estremità o orlo" (kanap; Cf Num 15:38; 1 Sam 15,27) e che scuote via il malvagio fuori da essa. Il verso paragona la terra ad una coperta o a una veste che viene presa a un'estremità e scossa. Un globo in realtà non è paragonabile ad una coperta o ad una veste in questo modo. Non si può prendere un globo ad una estremità poiché non ha una fine.
    Seely, P.H., The geographical meaning of ‘Earth’ and ‘Seas’ in Genesis 1:10, Westminster Theological Journal 59(2): p.239, 1997.
    Tuttavia, il contesto completo di questo versetto rende chiaro che il significato che Seely trova in esso non è da lui affatto compreso. Come può l'alba 'prendere' qualcosa? Seely ci sta anche suggerendo una sorta di primitiva credenza in un dio antropomorfo solare? I malvagi vengono letteralmente 'scossi' dal sorgere del sole? La venuta dell'alba è accompagnata dalla vista di ladri notturni che girano per le strade polverose di villaggi come erbacce? Chiaramente questo versetto si riferisce solamente all'orizzonte visibile che l'alba 'afferra' come il sole sorge. E' fenomenologico e poetico nel vero senso della sua espressione.

    Bisogna quindi analizzare onestamente il contesto e contenuto dei versi che si prendono in esame, senza fare battaglie ideologiche contro i mulini a vento.

    La domanda sorge immediata: Dio nelle Sacre Scritture ci insegna che la terra è piatta o no?

    Oltre 2700 anni fa, circa 740 anni prima di Cristo le Scritture ci rivelano la forma della terra attraverso il profeta Isaia:

    Isaia 40:22 Egli [Dio] è colui che sta assiso sul globo della terra, i cui abitanti sono come cavallette; egli distende i cieli come un velo e li dispiega come una tenda in cui abitarvi.

    La traduzione seguente è quella di Giovanni Diodati (6 Giugno 1576 – 3 Ottobre 1649) vissuto in un periodo nel quale i detrattori in genere affermano che i cristiani spingevano per una visione piatta della terra. Egli tradusse la Bibbia in italiano dai manoscritti detti Testi Ricevuti nel 1607, prima della famosa King James Bible 1611.




    Gli scettici sottolineano che molte bibbie traducono con cerchio (al posto di "globo") e assumono automaticamente che la parola tradotta qui con "globo" (in ebraico: חוּג chuwg) veicola il concetto di una terra a forma di frittella piatta e circolare. E' vero che i significati primari del termine sono quelli di circolo, cerchio, compasso, volta, tuttavia si deve rilevare che gli Ebrei non avevano alcuna parola specifica per un cerchio tridimensionale ovvero una "sfera". La Bibbia non parla di cerchi a 2 o 3 tridimensioni. Un globo tridimensionale visto dall'alto sarebbe simile a un cerchio (che è il punto di vista della scrittura in questione) esattamente quello che percepiamo guardando la luna. Così la parola intendeva un cerchio sia nel suo senso bidimensionale che tridimensionale. Dal momento che questa è davvero la forma del nostro pianeta visto a due dimensioni dall'alto - come il contesto del versetto indica, globo/sfera sono entrambi accettabili e scientificamente accurati. Ecco perché il formidabile professore di lingua ebraica Giovanni Diodati (autore di un'impresa ancora più notevole di quella che ha portato alla Versione Autorizzata Inglese, perché quest'ultima era il risultato del lavoro di un gruppo di studiosi, mentre Diodati aveva lavorato da solo), esperto conoscitore dell'ebraico dell'antico testamento, nel 1600 traduce con globo il termine chuwg.

    Gli scettici come Seely tentano di confermare la loro interpretazione di una terra a forma di frittella commettendo il solito errore:
    'Se Isaia aveva intenzione di parlare della terra come un globo, probabilmente avrebbe usato la parola che ha usato in 22:18 (dûr), che significa "palla".
    Seely, P.H., The geographical meaning of ‘Earth’ and ‘Seas’ in Genesis 1:10, Westminster Theological Journal 59(2): p.238, 1997.
    Il termine dûr, però, non indica sfericità più della parola usata in Isaia 40:22, poiché è utilizzato da Isaia altrove così:

    Isaia 29:3 Io mi accamperò contro di te tutt'intorno [dûr], ti circonderò con un terrapieno e innalzerò contro di te bastioni.

    Ovviamente, a meno che non fossero ginnasti professionali e acrobati, i soldati non potevano accamparsi nella forma di una sfera intorno alla città! Sulla base di ciò, questa parola sembra fare una dichiarazione su un modello circolare piuttosto che specificare una data forma.

    Isaia 40:22 non è l'unico versetto nella Bibbia che parla del cerchio come descrittivo della forma della terra. I Proverbi dicono ad esempio:

    Proverbi 8:27 Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sulla superficie dell'abisso,

    Anche quì vale lo stesso discorso di sopra. Si potrebbe certo inferire l'idea di una terra a forma di disco circolare, ma era davvero questo che avevano in mente gli ebrei?

    Luca 17:30 Cosí sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo sarà manifestato. 31 In quel giorno chi si troverà sul tetto della casa, non scenda in casa a prendere le sue cose; cosí pure chi si troverà nei campi, non torni indietro.
    34 Io Vi dico: In quella notte due saranno in un letto; l'uno sarà preso e l'altro lasciato,


    Per quanto riguarda la forma della terra, il punto di questi versi è questo: si parla di giorno (verso 31) e di notte (verso 34), come eventi che si verificano simultaneamente. Le attività sono elencate nel contesto di un ben preciso evento, il ritorno di Gesù, un evento che sarà immediato e globale. La spiegazione più semplice per questa simultaneità del giorno e della notte è che la terra sia sferoidale in forma, poiché quando Gesù tornerà in alcune parti del mondo sarà giorno, in altre notte. Questo non è possibile con un disco piatto.




    Oltre a ciò gli scettici, i deisti, gli atei spesso gridano che la terra secondo la Bibbia sia letteralmente posta su dei pilastri (qualcosa come nell'immagine a lato), e utilizzano versi come 1 Sam 2:8, per dimostrare che gli scrittori della Bibbia avessero tale visione in mente. I versi utilizzati fondamentalmente sono questi:

    1Samuele 2:8 Egli solleva il misero dalla polvere e tira fuori il povero dal letame, per farli sedere con i principi e far loro ereditare un trono di gloria; poiché le colonne della terra appartengono all'Eterno, e su di esse egli ha poggiato il mondo.

    Salmi 75:3 La terra e tutti i suoi abitanti si dissolvono, ma io ne rendo stabili le sue colonne.

    Giobbe 38:4 Dov'eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza.

    Giobbe 9:6 Egli scuote la terra dal suo posto, e le sue colonne tremano.

    Se prendiamo 1Samuele 2:8 è evidente che il linguaggio è figurato, il verso parla di persone, dei miseri, degli ultimi che Dio risolleva e ai quali dona la gloria della salvezza, gli ultimi che diventano i primi; costoro sono le colonne su cui Dio poggia il mondo e sono dell'Eterno appunto. Infatti il verso seguente recita: 9 Egli veglia sui passi dei suoi santi, ma gli empi periranno nelle tenebre, perché l'uomo non prevarrà per la forza. In questo caso le colonne dell'eterno si riferiscono ai suoi santi, non abbiamo quindi nessun riferimento alla conformazione fisica della terra. Di questo linguaggio figurato ne abbiamo conferma altrove nella Bibbia:
    Galati 2:9 avendo conosciuto la grazia che mi era stata data, Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono reputati colonne, diedero a me e a Barnaba la mano di associazione, affinché noi andassimo fra i gentili, ed essi fra i circoncisi.

    Anche Salmi 75:3 utilizza il linguaggio figurato. Il contesto è il tempo del giudizio: 2 Quando giungerà il tempo stabilito, io giudicherò con giustizia. Nel verso 3 abbiamo la descrizione del ritorno di Gesù in cui avremo nuovi cieli e nuova terra e al cui avvento tutti i peccatori non in Cristo verranno distrutti eccetto i santi di Dio. Ecco perchè la terra e i suoi abitanti si "dissolvono". Ma cosa rappresentano le colonne che in contrasto vengono rese stabili? Se leggete i versi successivi emerge chiaro il contrasto tra gli empi che si dissolveranno ed i giusti che saranno le stabili colonne del mondo. Al verso 10 infatti abbiamo: 10 E stroncherò tutta la potenza degli empi, ma la potenza dei giusti sarà esaltata. I giusti saranno esaltati, saranno le stabili colonne del mondo. Troviamo conferma di questo in Apocalisse:
    Apocalisse 3:12 Chi vince io lo farò una colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non uscirà mai più fuori; e scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio, e il mio nuovo nome.
    Quì ad esempio le colonne rappresentano le tribù d'Israele: Esodo 24:4 E Mosè scrisse tutte le parole dell'Eterno; poi si alzò al mattino presto ed eresse ai piedi del monte un altare e dodici colonne per le dodici tribù d'Israele che rappresentano ugualmente il popolo di Dio.

    Anche Giobbe 38:4 viene utilizzato nel senso figurato del termine. Se andiamo in Genesi, vediamo che Dio crea istantaneamente con la Parola, non aveva di certo bisogno letteralmente della corda per misurarne le dimensioni come figurativamente il verso 5 afferma: 5 Chi ha stabilito le sue dimensioni, se lo sai, o chi tracciò su di essa la corda per misurarla? Il verso successivo continua dicendo: 6 Dove sono fissate le sue fondamenta, o chi pose la sua pietra angolare. La pietra angolare era la prima pietra dell'edificio che veniva posta nelle fondamenta. Il linguaggio è sempre figurato, vengono utilizzati termini di carpenteria per rendere in maniera comprensibile l'opera creativa di Dio altrimenti inarrivabile per l'uomo. D'altronde tale linguaggio lo ritroviamo per tutta la Bibbia, ad esempio:
    Isaia 19:13 I principi di Tsoan sono diventati stolti, i principi di Nof si ingannano; quelli che sono la pietra angolare delle sue tribù hanno fatto traviare l'Egitto.
    Efesini 2:20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare,

    E' ovvio che sia i principi in Isaia sia Gesù di Efesini non sono letteralmente delle pietre angolari, non erano oggetti destinati ad essere murati vivi in una costruzione, eppure sono nel relativo contesto le fondamenta, la radice.

    Anche Giobbe 9:6 utilizza lo stesso linguaggio figurato. Il suo immediato contesto (verso 5) ci descrive la potenza di Dio: 5 Egli sposta le montagne senza che se ne avvedano, quando nella sua ira le sconvolge. Nel verso 6 si continua ad enfatizzare sul fatto che come le montagne nemmeno la terra ferma è stabile al cospetto di Dio. Quì utilizza come metafora un immaginario che porta alla mente le grandi costruzioni dell'epoca, come i templi, che avevano necessariamente grandi colonne. Tali edifici nonostante la loro possenza durante i terremoti venivano scossi e le loro colonne che sorreggevano l'edificio tremavano tutte.

    Dobbiamo davvero credere che secondo le Sacre Scritture la terra poggi su letterali colonne come qualcuno vuole farci credere?

    Quì scopriamo che anche il cielo ha le sue colonne che tremano e che addirittura si stupiscono... possono delle colonne stupirsi?
    Giobbe 26:11 Le colonne del cielo tremano e si stupiscono alla sua minaccia.

    E' ovvio che anche quì l'immaginario che viene dato è quello del verso analizzato poco sopra, ed il linguaggio è figurato.




    Se allora la terra non poggia letteralmente su pilastri, dove poggia? Abbiamo un altro verso interessante:

    Giobbe 26:7 Egli [Dio] distende il settentrione sul vuoto e tiene sospesa la terra sul nulla.

    Quì il linguaggio non è figurato ed il contesto prosegue infatti descrivendo fenomeni fisici del mondo naturale: 8 Rinchiude le acque nelle sue nubi, senza che queste si squarcino sotto il loro peso. I versi che ci danno una descrizione fisica della forma della terra sono sicuramente quello di Isaia 40:22 Egli [Dio] è colui che sta assiso sul globo della terra, [...] nonché quello di Giobbe appena preso in esame.

    Quindi da dove proviene questa concezione che i cristiani credevano in una terra piatta e sorretta da dei pilastri? E' evidente come quest'ultimo verso spazzi via la teoria dei pilastri. Quì non abbiamo alcun linguaggio figurato, Dio tiene sospesa la terra sul nulla, Dio sta assiso sul globo della terra.

    Ma è interessante verificare se nella cultura cristiana davvero la terra piatta poggiata su colonne fosse la credenza comune. Abbiamo visto che le Sacre Scritture non avallano questa ipotesi, che risulta una grande forzatura, quindi ci dovremmo aspettare una pari tendenza anche nel substrato culturale che ruotava attorno al mondo cristiano pre-moderno.

  2. #2
    02 Cosa veramente insegnava il mondo cristiano?




    La visione di una terra piatta poggiata su colonne pare una grande forzatura che non trova riscontro nella cultura cristiana per la maggiore, diversamente da quanto ci è stato propinato. Eppure questa visione delle cose pare alquanto radicata nella mente delle persone. Questa falsa credenza, che non trova supporto nella storia, influenza il modo di ragionare delle persone. Uno dei recenti esempi è quello del presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama. Riferendosi a quei politici e potentati che vorrebbero rimanere agganciati alle vecchie risorse energetiche come il petrolio, quindi al "vecchio" al "passato", ad una visione "sbagliata e superata", afferma:
    "Lasciate che vi dica una cosa. Se alcune di queste persone [sic] fossero state nei dintorni quando Colombo salpò-[risate], sarebbero state soci fondatori della Società della Terra Piatta [risate]. Esse non avrebbero creduto che il mondo è rotondo [applausi]. Abbiamo sentito queste persone in passato."
    Obama, Discorso sull'energia al Prince George’s County Community College, Largo, MD, 15 Marzo 2012.
    Dal momento che il presidente Obama, nonostante la sua affermazione di essere cristiano, chiaramente non è in linea con l'insegnamento biblico nelle sue dichiarazioni pubbliche, dovrebbe sorprendere che anche lui vada a ripetere una delle più comuni favole anticristiane?

    Lo storico Jeffrey Burton Russell (1934, cattolico - noto storico americano e insegnante di studi religiosi) demolì completamente il mito della terra piatta oltre 20 anni fa nel suo studio definitivo "Inventando la Terra Piatta".

    Il noto evoluzionista Stephen Jay Gould (1941-2002) favorevolmente recensì quest'opera:
    "Non c'è mai stato un periodo di 'oscurità della terra piatta' tra gli studiosi (indipendentemente da come il pubblico in generale può aver concettualizzato il nostro pianeta sia allora come oggi). La conoscenza Greca della sfericità mai svanì, e tutti i maggiori studiosi medievali accettarono la rotondità della terra, come un dato di fatto della cosmologia".
    Gould, S.J., The Late Birth of a Flat Earth (La Nascita tarda della terra piatta), in: Dinosauro nel pagliaio: riflessioni sulla storia naturale, 1° ediz. brossura, pp. 38–50, New York: Three Rivers Press, NY,1997.


    Cosmas Indicopleustes,
    Terra piatta in tabernacolo

    Russell dimostrò che la credenza della terra piatta fosse estremamente rara nella Chiesa Cattolica dominante. I due sostenitori principali della terra piatta erano figure oscure dal nome di Lattanzio e Cosma Indicopleustes (che significa "esploratore in India").

    Tuttavia furono grandemente sovrastati da decine di migliaia di teologi cristiani, poeti, artisti, scienziati e governanti che hanno inequivocabilmente affermato che la terra era rotonda.
    I documenti di Russell testimoniano in supporto della sfericità della terra attraverso numerosi studiosi ecclesiastici medievali come frate Ruggero Bacone (1220-1292), inventore degli occhiali; scienziati medievali come Giovanni Buridano (1301-1358) e Nicola Oresme (1320-1382), il monaco Giovanni di Sacrobosco (c. 1195-c. 1256) che scrisse Trattato della Sfera, e molti altri.
    L'immagine sotto viene dal Tractatus de Sphaera (Sulla sfera del mondo) di Giovanni di Sacrobosco, scritto nel 1230 d.C., dove si mette in mostra la consapevolezza che la comparsa di navi all'orizzonte testimoniava per una terra curva.


    Uno dei più noti sostenitori della terra a forma di globo è stato il monaco inglese, teologo e storico, Beda il Venerabile (673-735), che ha reso popolare il comune sistema di datazione aC/dC. Meno noto fu che fosse anche un importante astronomo del suo tempo.1

    Nel suo libro Sul Calcolo del Tempo (De temporum ratione), tra le altre cose calcolò che la creazione del mondo fosse avvenuta nel 3952 aC, mostrò come calcolare la data della Pasqua, ed insegnò esplicitamente che la terra era rotonda. Da questo, mostrò perché la lunghezza dei giorni e delle notti cambiava con le stagioni, e in che modo le maree venivano trascinate dalla luna. Beda fu il primo con questa intuizione, mentre Galileo spiegò erroneamente le maree secoli dopo.

    Ecco cosa disse Beda circa la forma della terra - tonda "come una palla", non "come uno scudo":
    32. PERCHE' GLI STESSI GIORNI SONO UGUALI IN LUNGHEZZA

    Il motivo per cui gli stessi giorni [Calendari] sono di lunghezza diseguale è la rotondità della terra, in quanto non senza ragione viene chiamata "il globo della terra" sulle pagine della Sacra Scrittura e della letteratura ordinaria. È, infatti, una sfera posta al centro di tutto l'universo. Non è semplicemente circolare come uno scudo [o] distesa come una ruota, ma assomiglia più ad una palla, essendo ugualmente circolare in tutte le direzioni, ma non in una massa di pari portata - anche se vorrei credere che la distanza enorme di montagne e valli né aggiunge ad essa né la sminuisce più di quanto un dito farebbe con una palla da gioco.

    Bede The Reckoning of Time, Translated, with introducton, notes and commentary by FAITH WALLIS Liverpool University Press, Pag. 91

    Lo stesso passo tradotto da Russell nella sua opera:

    "Chiamiamo la terra un globo, non come se la forma di una sfera possa esprimere diversità da pianure e montagne, ma perché se tutte le cose sono racchiuse in un contorno, allora la circonferenza della terra raffigurerà un globo perfetto... In verità si tratta di una sfera posta al centro dell'universo; nella sua ampiezza è come un cerchio, e non circolare come uno scudo, ma piuttosto come una palla, e si estende dal suo centro con perfetta rotondità su tutti i lati".
    Russell, Jeffrey B. 1991. Inventing the Flat Earth. New York: Praeger Publishers. p. 87.
    Voglio sottolineare il fatto che Beda il Venerabile, che visse tra il 673 ed il 735 d.C., traduce il passo di Isaia 40:22 con globo esattamente come fa il Diodati (che visse tra il 1576 ed il 1649) nella sua traduzione delle Sacre Scritture.

    Il principale teologo della chiesa cattolica del Medioevo, Tommaso d'Aquino (1225-1274), scrisse nella sua opera maggiore Summa Theologica:

    "Il fisico dimostra che la terra sia rotonda in un modo, l'astronomo in un altro: in quanto il secondo prova questo mediante la matematica, per esempio dalle forme delle eclissi, o qualcosa del genere, mentre il primo lo dimostra mediante la fisica, come ad esempio dal movimento di corpi pesanti verso il centro, e così via."
    Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Domanda 54: La distinzione delle abitudini, Articolo 2, Risposta alle obiezioni 2.

    Già nel 5° secolo i re europei medievali portavano un simbolo chiamato il globus cruciger (vedi immagine sopra), latino per 'il globo crucigero - che porta la croce', come simbolo cristiano del potere reale. Il globo, di solito una sfera dorata, rappresentava la terra. Aspettate un attimo... una sfera che rappresenta la terra piatta? C'è qualcosa di sbagliato qui ... oh, certamente, era una terra sferica. Essa era sormontata da una croce a simboleggiare la signoria di Cristo sulla terra, e tenuta dal sovrano rappresentava il fatto che l'imperatore governava il mondo per volere divino. Nei ritratti medievali, la scala non indicava le dimensioni fisiche ma l'importanza, da qui la grande dimensione della croce.

    Il primo utilizzo conosciuto di questo simbolo risale ai primi del 400, probabilmente tra il 395 e il 408 sul lato posteriore delle monete dell'imperatore Arcadio, ma con sicurezza a partire dal 423 sulle monete dell'imperatore Teodosio II.

    Queste semplici evidenze smontano uno dei tanti miti diffusi tra la gente: la storia che i cristiani credevano in una terra piatta fino al tempo di Colombo (1451–1506), e per qualche tempo dopo. Questa storia di fantasia è stata elevata a fatto storico dai Darwinisti del tardo XIX° secolo che la utilizzavano principalmente come un mezzo per mettere in ridicolo i cristiani. Infatti Colombo non venne mai opposto dai fautori della terra piatta semplicemente perché non c'era nessuno ad opporsi a lui, sia nella chiesa sia tra i leader politici. Quindi qual'era la vera questione secondo la storia ufficiale?




    Colombo stava cercando di raggiungere l'India via mare, la 'via lunga' intorno alla terra. Ma per fare questo, le sue navi dovevano trasportare abbastanza provviste per la durata del viaggio. Aveva appreso che l'astronomo persiano del IX secolo Alfraganus stimò che ogni grado di latitudine abbracciasse "56 ⅔ miglia". Ma Colombo pensò che Alfraganus intendesse il miglio romano (1.480 m), mentre stava usando il miglio arabo (1.830 m). Così Colombo pensò che la circonferenza della Terra fosse attorno ai ¾ della sua lunghezza effettiva (circa 40 mila chilometri). Colombo sottovalutò notevolmente anche la distanza tra il Giappone e le Isole Canarie in 3000 miglia italiane (3700 km), mentre la distanza via mare è qualcosa come 19,600 chilometri (12,200 miglia).

    Era quindi la dimensione della terra, non la forma, ad essere oggetto del contendere. I suoi critici sostenevano che le navi del suo tempo (1492) non potevano portare abbastanza acqua fresca e cibo per un tale lungo viaggio. E avevano ragione! Colombo fu solo fortunato che un enorme continente fosse in mezzo al percorso. Non sapeva nulla di precedenti scoperte vichinghe secoli prima e ancora pensava di essere sbarcato nelle Indie Orientali, il nome in quel momento per il subcontinente indiano. I risultati del suo errore persistono oggi stesso, nel nome comune per i nativi americani -'indiani', una traduzione di Colombo del termine spagnolo 'indios'.

    La forma sferica della terra era nota agli antichi greci, che hanno anche fatto alcune buone stime della sua circonferenza e, contrariamente a quanto sostenuto dai perpetuatori del mito della terra piatta, tale conoscenza non fu mai persa. Un esempio ben noto è Eratostene che misurò il diametro della Terra in modo abbastanza preciso nel 3 ° secolo a.C.. Eratostene calcolò la circonferenza utilizzando la geometria con un errore entro il 3,5% del valore corretto. Gli antichi sperimentatori greci conoscevano la sua forma attraverso la valutazione di una serie di evidenze, inclusa l'ombra della Terra durante un'eclissi lunare e il cambiamento del cielo quando uno viaggia verso nord e verso sud. Gli antichi sapevano molto di astronomia perché spesero moltissimo tempo a studiare il cielo e le stelle per scopi di navigazione e per il loro forte interesse nell'astrologia.

    Un esempio di disinformazione nel sistema dell' 'istruzione' lo abbiamo nel libro di storia del liceo: The American Pageant di Thomas Bailey. Molte delle sue edizioni sostenevano che:
    "I ​​marinai superstiziosi [dell'equipaggio di Colombo '] ... si ammutinavano sempre più ... perché erano timorosi di navigare sul confine del mondo."
    Tuttavia, i marinai erano ben consapevoli della forma della terra. Un mito afferma che la gente si rese conto che la terra fosse rotonda perché vedeva navi che 'affondavano' lentamente sotto l'orizzonte. Ma prima dei telescopi era più probabile il contrario: i marinai di ritorno alla terra vedevano alte montagne prima delle pianure. Inoltre, i marinai nell'emisfero settentrionale che attraversarono l'equatore ben prima di Cristo, riferivano che nel Sud il sole splendeva da nord. Sapevano anche come misurare la loro latitudine dall'angolo del sole a mezzogiorno, modello che funziona solo con una terra sferica.

    Il più antico globo terrestre superstite è quello di Martin Behaim. Ultimato nel 1492, comprende una mappa dipinta da Georg Glockendon. Le Americhe non sono incluse in quanto Colombo tornò in Spagna non prima del marzo 1493. Il globo mostra un continente eurasiatico allargato e un oceano vuoto tra l'Europa e l'Asia. La mitica Isola di San Brandano è inclusa. Il Giappone e le isole asiatiche sono sproporzionatamente grandi. Questo globo dimostra che la conoscenza della Terra rotonda era comune sul continente prima della scoperta dell'America (vedi immagine sotto a sinistra). Da un edizione del 1550 del libro Sulla sfera del mondo di Sacrobosco (il più influente manuale di astronomia d'Europa del 13 ° secolo), abbiamo un'altra rappresentazione della terra sferica (immagine sotto a destra).


    I teologi cristiani, quasi senza eccezione, allo stesso modo accettarono il fatto che la terra fosse una sfera. Gli unici due scrittori cristiani noti per aver difeso la terra piatta furono Lattanzio del 4 ° secolo, e Cosma Indicopleustes2 un monaco egiziano del 6° secolo. Più tardi, questi due scrittori oscuri e ininfluenti furono utilizzati come prova principale per dimostrare che la visione della terra piatta fosse accettata dalla Chiesa nel suo insieme, o almeno da gran parte di essa. Va inoltre notato che gli scritti di Cosmas, provenendo dall'Egitto, non erano in latino. I suoi scritti non sono stati tradotti in latino fino al 1706, quindi nessuno in Europa sarebbe potuto essere influenzato dai suoi scritti fino al 1706.

    Il mito che la Chiesa condannasse come eretici tutti quelli che pensavano che la terra era rotonda venne inventato principalmente da uno scrittore di nome Washington Irving. Lo scrittore americano del XIX° secolo fu effettivamente il primo grande divulgatore del mito della terra piatta, nonché il primo vero scrittore di best-seller americano, ma ammise di essere "propenso ad indulgere nella fantasia." Il credo della terra piatta fu sicuramente un frutto della sua immaginazione. Era già abbastanza negativo il fatto che questo mito invase la percezione della massa grazie al vasto pubblico di lettori di Irving. Ma divenne peggio quando acquisì la parvenza di accademicità, così che la sua opera poteva essere utilizzata come una mazza con cui colpire il cristianesimo. Nella sua biografia molto inaffidabile di Colombo, dal titolo Storia della Vita e viaggi di Cristoforo Colombo (1828) Irving scrive che si trattava di uomini di Chiesa credenti nella terra piatta che si opposero con veemenza al piano di Colombo di viaggiare per le Indie, con la motivazione che la sua nave sarebbe potuta cadere dal bordo della terra durante il tentativo di navigare attraverso l'Atlantico.



    Terra sferica del 12° sec. dal libro
    "Liber Divinorum Operum"
    di Hildegard di Bingen)

    Infatti, coloro che si opposero a Colombo non solo sapevano che la terra fosse una sfera ma avevano anche una buona idea di quanto grande fosse, e questo era il motivo principale per cui opposero Colombo. Colombo e i suoi uomini non avevano paura di cadere dalla terra come Irving sosteneva, ma di viaggiare così lontano dalla terra in una parte sconosciuta del mondo. Non sapevano che il continente americano esisteva e per questa ragione i critici di Colombo credettero correttamente che un viaggio in Estremo Oriente avrebbe preso troppo tempo e che sarebbe costato troppo. Purtroppo Irving utilizzò molti fatti da riferimenti affidabili per far si che il suo resoconto fittizio apparisse ben supportato e, di conseguenza, il pubblico si fece ingannare nel prendere il suo gioco letterario come storia. Una lettura attenta di Irving mette in chiaro che la sua 'storia' venne deliberatamente progettata per far si che il cristianesimo apparisse pregiudizioso, dogmatico e ignorante, e per fare in modo che gli scienziati apparissero come persone obiettive che accuratamente stavano soppesando i fatti e che, alla fine dei conti, erano corretti. Lo storico statunitense Samuel E. Morrison conclude che il racconto di Irving sia 'una sciocchezza maliziosa' .... La sfericità del globo non era in questione. Il problema era l'ampiezza del mare, e su questo punto l'opposizione a Colombo era corretta.3







    NOTE
    1) Henderson, T., Astronomi di fama mondiale celebrano Beda il Venerabile, The Journal, journallive.co.uk, 13 Febbraio 2009.
    2) Gould, S., Capitolo 4: 'La tarda nascita della terra piatta' in Dinosauro nel pagliaio, Harmony Books, New York, p. 42, 1995
    3) Morrison, S.E., Admiral of the Ocean Sea: A Life of Christopher Columbus, Little, Brown and Company, Boston, MA, p. 89, 1942.

  3. #3
    03 La propaganda contro gli oppositori del Darwinismo




    I Darwinisti hanno per decenni sostenuto che poiché la scienza moderna ha dimostrato la verità dell'evoluzione Darwiniana, oggi i critici di Darwin mostrano un livello di ignoranza e di pensiero semplicistico simili alle persone che in passato credevano in una terra piatta.
    Ma nei fatti il mito della terra piatta in gran parte rimase nel campo della finzione fino a dopo che Darwin pubblicò la sua opera Origine delle Specie nel 1859.
    Russell documentò che il mito della terra piatta venne rilasciato nella seconda metà del XIX° secolo in un tentativo molto riuscito di screditare i creazionisti. Per screditare i loro critici infatti i Darwinisti avevano bisogno di sostegno, e dato che le prove della creazione della vita per via naturale erano inesistenti, vennero allora cercate altre vie.

    Nel mondo cristiano in generale e specialmente dopo la Riforma, la Bibbia venne sempre utilizzata come metro per spiegare le cose invisibili e come base stabile su cui poggiare e da cui far partire le ricerche scientifiche. All'interno della chiesa cattolica stessa, come nel precedente capitolo dimostrato, le conoscenze provenienti da quella cultura intellettuale greca che comincia probabilmente con Pitagora e che trova maggiore sostegno scientifico con Aristotele e poi Eratostene e così via, non trovarono, tra gli aventi a cuore le Scritture, una incompatibilità con le rivelazioni di Dio. Come si evince dal globus cruciger (sferico), fatto imprimere sulle monete da Teodosio II, la conoscenza della sfericità della terra era ormai cosa assodata già dai primi secoli della teologia cristiana.

    Nell'antichità la Terra era generalmente pensata come divisa in tre zone climatiche, con un "clima freddo" ai poli, un mortale "clima torrido" intorno all'equatore ed un mite ed abitabile "clima temperato" tra i due. La differenza di temperatura tra queste zone veniva spiegata con la diversa distanza dal Sole delle stesse. Si credeva inoltre che nessuno potesse attraversare il clima torrido per raggiungere le zone sconosciute sull'altra metà del globo. Al tempo queste zone, così come pure i loro abitanti, erano chiamate antipodi.

    Lucrezio (I secolo a.C.) si oppose al concetto di Terra sferica perché egli considerava l'idea degli antipodi assurda, ma nel I secolo Plinio il Vecchio dichiarava che tutti nel mondo erano d'accordo che la Terra fosse sferica (Naturalis historia, II.64) sebbene continuassero le dispute sulla natura degli antipodi e su come fosse possibile che la superficie dell'oceano fosse curva. Curiosamente Plinio il Vecchio considerò come teoria intermedia, che la Terra non fosse una sfera perfetta bensì modellata a forma di pigna (Naturalis historia, II.65). Nel II secolo l'astronomo alessandrino Tolomeo avanzò molti argomenti in favore della sfericità della Terra. Tra questi c'era l'osservazione che quando si naviga verso delle montagne, esse appaiono come emergere dall'acqua, indicando che esse erano nascoste dalla superficie incurvata del mare.

    La sfericità della terra era assodata, pù che altro si discuteva ancora sulla possibile esistenza degli abitanti degli antipodi: era difficile riconciliare l'idea di popolazioni che si immaginava abitassero territori irraggiungibili, con la visione cristiana di un'umanità discendente da un'unica coppia e redenta da un solo Cristo.
    Ad esempio Sant'Agostino (354-430) produsse argomenti contro l'esistenza degli abitanti degli antipodi:
    «Non v'è dimostrazione scientifica per ammettere quel che alcuni favoleggiano sull'esistenza degli antipodi, cioè che uomini calcano le piante dei piedi in senso inverso ai nostri dall'altra parte della terra, dove il Sole sorge quando da noi tramonta. Non affermano infatti di averlo appreso in seguito a un'esperienza storicamente verificatasi, ma prospettano con il ragionamento un'ipotesi, perché la terra sarebbe sospesa nella volta del cielo e avrebbe lo stesso spazio in basso e al centro. Suppongono perciò che l'altra faccia della terra, quella di sotto, non può esser priva di abitanti. Non riflettono, anche se si ritiene per teoria o si dimostra scientificamente che il pianeta è un globo e ha la forma sferica, sulla non consequenzialità che anche dall'altra parte la terra è libera dalla massa delle acque e anche se ne è libera, non ne consegue necessariamente, di punto in bianco, che è abitata dagli uomini.»
    De Civitate Dei, Libro XVI, Capitolo 9 — È ammissibile che la parte inferiore della terra, opposta alla zona da noi abitata, abbia antipodi
    Poiché queste persone devono discendere da Adamo, essi devono aver viaggiato verso l'altro lato della Terra ad un certo punto della storia; Sant'Agostino continua:
    «D'altronde è troppo assurda l'affermazione che alcuni uomini, attraversata l'immensità dell'Oceano, poterono navigare e giungere da questa all'altra parte della terra in modo che anche là si stabilisse la specie umana dall'unico progenitore.»
    Sant'Agostino, è bene ribadire, non nega l'idea che la Terra sia sferica e nei suoi scritti la descrive esplicitamente come un globo. Nel suo commentario sul significato letterale della Genesi (De Genesi ad litteram) scrive:
    «...quando da noi è notte, la presenza della luce illumina le altre parti del mondo che il sole percorre prima di tornare dalla parte ove tramonta a quella ove sorge; per questo motivo nello spazio di tutte le ventiquattro ore c'è sempre, lungo il percorso circolare del sole, una parte [della terra] ov'è giorno e un'altra ov'è notte.»
    (Libro I, 10.21)

    «Dato infatti che l'acqua ricopriva ancora tutta la terra, nulla impediva che su una faccia di questa massa sferica d'acqua producesse il giorno la presenza della luce e che nell'altra faccia l'assenza della luce producesse la notte che, a cominciar dalla sera, succedesse sulla faccia dalla quale la luce s'allontanava verso l'altra faccia.»
    (Libro I, 12.25)
    I pochi scritti di coloro che sostenevano che la Chiesa avesse soppresso la scienza, in particolare le affermazioni sulla terra piatta, furono sfruttati dai nemici del creazionismo.1 Questi infatti tentarono di sostenere la loro causa, sfruttando gli scritti oscuri di Lattanzio e Indicopleuste, che:
    '... erano simboli convenienti da utilizzare come armi contro gli anti-Darwinisti. Nel 1870 il rapporto tra scienza e teologia cominciava a essere descritto in metafore militari. I filosofi (i propagandisti dell'Illuminismo), in particolare Hume, avevano piantato un seme implicando che i punti di vista scientifici e Cristiani erano in conflitto. Auguste Comte (1798-1857) aveva sostenuto che l'umanità stava faticosamente lottando in alto verso il regno della scienza, i suoi seguaci avanzarono il corollario che nulla che ostacolasse la venuta del regno della scienza fosse retrogrado. Il loro sistema di valori percepiva il movimento verso la scienza come "bene", in modo tale che qualsiasi cosa bloccasse il movimento in quella direzione era "male".'
    Russell, J.B., Inventing the Flat Earth, p.35, Praeger, New York, 1991.



    Gli evoluzionisti quindi elevarono il mito a fatti storici popolari nei due libri più famosi che difendono il Darwinismo e attaccano il Cristianesimo: La Storia del Conflitto tra Religione e Scienza2 di John Draper, e Una Storia della Guerra della Scienza con la Teologia nella cristianità3 di Andrew Dickson White (membro di Skull and Bones). Entrambi gli autori hanno usato copiosi riferimenti, e il 'pubblico colto, vedendo così tanti eminenti scienziati, filosofi e studiosi in accordo, conclusero che dovessero avere ragione.' Il motivo per cui erano d'accordo era perché si imitavano l'un l'altro.

    Sia Draper che White hanno fatto pesantemente affidamento su Cosmas Indicopleuste per sostenere la loro affermazione che la Chiesa riconobbe ampiamente la cosmologia della terra piatta. White entra in grande dettaglio spiegando la cosmologia '' della terra piatta a parallelogramma circondata da quattro mari "di Cosmas. Poi falsamente concluse che l'idea della terra piatta 'venne ricevuta come pressoché ispirata dalla Chiesa,
    '... e ben presto venne considerata come una roccaforte di verità scritturale. Alcuni degli uomini più importanti nella Chiesa si dedicavano nel rafforzare tale visione con nuovi testi e gettando a questo proposito nuove opere esterne di ragionamento teologico; il grande corpo dei fedeli le considerava direttamente come un dono proveniente dall'Onnipotente'.
    White, A.D., Una Storia della Guerra della Scienza con la Teologia nella cristianità, (Ristampato da George Braziller, New York, 1955), specialmente p.95, 1896.
    Purtroppo, 'molti autori, grandi e piccoli hanno seguito la linea di Draper e White fino ad oggi.' Un esempio moderno è Hakim, che ha sostenuto che la cosmologia della terra piatta di Cosmas 'rettangolare (due volte più lunga che larga)' divenne la visione dominante nel Medioevo.4

    Il professore di Storia dell'Università della California a Santa Barbara, Jeffrey Burton Russell, ha efficacemente dimostrato a riguardo, nel suo studio ormai classico, che le argomentazioni di Draper e White erano completamente prive di fondamento. Egli attentamente documenta che l'intera Chiesa respinse la teoria della terra piatta, e gli scritti di Cosmas furono quasi del tutto ignorati. Russell esaminò anche una vasta selezione di libri di testo e trovò che quelli scritti prima del 1870 di solito includevano il racconto corretto, ma la maggior parte dei libri di testo scritti dopo il 1880 acriticamente ripetevano le affermazioni erronee di Irving, Draper e White. Russell conclude che Irving, Draper e White furono i principali scrittori responsabili per l'introduzione dell'errato mito della terra piatta che è ancora con noi oggi.

    Il professore di Harvard, Stephen Jay Gould, concluse da uno studio dei loro scritti che l'obiettivo principale di Draper e White era quello di screditare i cristiani che si opponevano al Darwinismo.5 E' bene tenere a mente che White, un insoddisfatto ex episcopale, era un docente dell'Università del Michigan e in seguito divenne presidente della Cornell University. Questi tre libri per mezzo dell'autorità detenuta da persone come White, (cito Russel a pag.38) 'fissarono nella mente istruita l'idea che la "scienza" stava per libertà e progresso contro la superstizione e la repressione della "religione". Gould afferma a pag. 44 che il libro di Draper 'si colloca tra i più grandi successi editoriali del XIX secolo', e il libro di White è tuttora oggetto di ristampa. Il libro di Draper, ci informa Russel a pag. 41, venne in media ristampato ogni anno per un secolo e mezzo dopo la sua pubblicazione nei soli Stati Uniti. Nel Regno Unito venne ristampato ventuno volte in quindici anni, e venne tradotto in tutto il mondo.
    Lindberg e Numbers scrissero che il libro di White
    'ha fatto di più ... per instillare nella mente del pubblico un senso del rapporto conflittuale tra scienza e religione' di qualunque altra opera.
    David C. Lindberg and Ronald L. Numbers, Oltre la guerra e la pace: una rivalutazione dell'incontro tra cristianesimo e scienza, Prospettive sulla scienza e la fede cristiana 39(3):141, 1987.
    Noble scrisse che il mito della terra piatta
    '... Divenne sapere convenzionale dal 1870 al 1920 a seguito della "guerra tra scienza e religione", quando per molti intellettuali in Europa e negli Stati Uniti tutta la religione divenne sinonimo di superstizione e la scienza divenne l'unica fonte legittima di verità. Fu durante gli ultimi anni del XIX secolo e i primi anni del XX° secolo, poi, che il viaggio di Colombo divenne un simbolo così diffuso della futilità dell'immaginazione religiosa e della forza liberatrice dell'empirismo scientifico'.
    Noble, D., Prefazione in Jeffrey Burton Russell Inventing the Flat Earth, Praeger, New York, p. x, 1991.
    Gould inoltre concluse che era il conflitto tra creazione ed evoluzione che diede vita al mito della guerra della religione sulla scienza:
    'Un altra somiglianza interessante è che sia Draper che White svilupparono il loro modello base di scienza vs teologia nel contesto di una lotta fondamentale e contemporanea vista con troppa facilità in questa luce - la battaglia per l'evoluzione, in particolare per la versione secolare di Darwin basata sulla Selezione Naturale. Nessuna questione, sicuramente dai tempi di Galileo, aveva tanto sfidato le concezioni tradizionali del significato più profondo della vita umana, e quindi aveva allo stesso modo tanto contattato una sfera di indagine religiosa. Non sarebbe esagerato dire che la rivoluzione Darwiniana innescò direttamente questa influente concettualizzazione della storia occidentale del XIX° secolo come una guerra tra due categorie tassonomiche etichettate scienza e religione.
    Gould, S., Capitolo 4: 'La tarda nascita della terra piatta' in Dinosauro nel pagliaio, Harmony Books, New York, p. 47, 1995
    La loro tesi era che proprio come la Chiesa stupidamente oppose la scienza che dimostrava che la terra era rotonda, i cristiani stanno ugualmente facendo lo stesso errore oggi opponendosi al Darwinismo. In breve, i difensori del Darwinismo, che ridicolizzano i loro critici per essere come credenti in una terra piatta furono fuorviati da un mito che i Darwinisti stessi contribuirono a creare. Infatti, il successo del libro di Draper era in gran parte dovuto alla 'polemica sull'evoluzione e l'origine dell'uomo'. Il libro forniva argomenti nella guerra secolarista contro i creazionisti, una tattica importante, perché il caso scientifico per il Darwinismo era tanto debole.

    Dal 1980, molti libri di testo ed enciclopedie avevano corretto il mito della terra piatta, ma veniva ancora regolarmente ripetuto, anche dopo l'opera del 1991 di Jeffrey Burton Russell. In un libro molto letto scritto dal professore dell'Università di Chicago ed ex bibliotecario del Congresso, Daniel Boorstin, si legge in un capitolo intitolato 'La prigione del dogma cristiano' che dopo l'era di Tolomeo, il cristianesimo conquistò gran parte dell'Europa, risultando in un
    'fenomeno a livello europeo di amnesia erudita, che afflisse il continente dal 300 dC ad almeno il 1300. Durante questi secoli fede cristiana e dogmi soppressero l'utile immagine del mondo che era stata così lentamente, così dolorosamente, e così scrupolosamente disegnata dagli antichi geografi'.
    Daniel J.Boorstin, The Discoverers, Random House, New York, p. 100, 1983.
    In un capitolo intitolato 'Una Terra Piatta Ritorna', Boorstin ha persino sostenuto che quasi ogni cristiano credeva che la terra fosse piatta ad eccezione di 'pochi spiriti compromettenti' che accettarono una terra sferica per ragioni geografiche, pur negando l'esistenza di abitanti Antipodei per ragioni teologiche.6 Gli abitanti Antipodei erano quelle persone che vivevano a testa in giù sul lato opposto della terra rotonda, come detto poco sopra, ma abbiamo visto che la concezione della sfericità della terra era pienamente assodata dai primi secoli del cristianesimo e tutte le evidenze smentiscono categoricamente l'idea che nel mondo cristiano i sostenitori della sfericità della terra fossero come mosche bianche.

    Per concludere si può sintetizzare il tutto nella semplice constatazione che il mito della terra piatta venne creato da intellettuali nel loro tentativo di screditare gli oppositori del Darwinismo. Questo stratagemma indica la mancanza in quel momento della storia di prove scientifiche convincenti a favore della teoria di Darwin. Laici, Darwinisti e altri vedevano il mito della terra piatta come un 'arma potente' contro gli scettici. Citando solamente fonti secondarie, tali propagandisti hanno creato un corpo di falsa conoscenza autoreferenziale invece che basata sulle evidenze. Questa storia conferma chiaramente, non una guerra di religione contro la scienza, ma piuttosto una guerra di propagandisti evoluzionisti contro Dio.


    NOTE
    1) David C. Lindberg and Ronald L. Numbers, Oltre la guerra e la pace: una rivalutazione dell'incontro tra cristianesimo e scienza, Prospettive sulla scienza e la fede cristiana 39(3):141, 1987.
    2) Draper John William, La Storia del Conflitto tra Religione e Scienza, D. Appleton, New York, specialmente pp. 152–157, 1874.
    3) White, A.D., Una Storia della Guerra della Scienza con la Teologia nella cristianità, (Ristampato da George Braziller, New York, 1955), specialmente pp. 89–98, 1896.
    4) Hakim, J., The Story of Science: Aristotle Leads the Way, Smithsonian Books, Washington, D.C, p. 203, 2004.
    5) Gould, S., Capitolo 4: 'La tarda nascita della terra piatta' in Dinosauro nel pagliaio, Harmony Books, New York, p. 47, 1995
    6) Daniel J.Boorstin, The Discoverers, Random House, New York, p. 108, 1983.

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