Davvero la Bibbia sostiene che la terra è piatta?
Il mito della terra piatta


01 Cosa dicono le Scritture
02 Cosa veramente insegnava il mondo cristiano?
03 La propaganda contro gli oppositori del Darwinismo


01 Cosa dicono le Scritture




Per gli ultimi 200 anni o giù di lì, molti anti-Cristiani hanno fatto ricorso a una bugia scurrile (agendo in maniera coerente con la loro visione del mondo): che le Sacre Scritture ed i Cristiani insegnavano che la terra fosse piatta e che poggiasse su colonne.

Il cristianesimo (ed intendo quello biblico, non cattolico) non è una religione, ma una fede, un movimento di persone che ha deciso di seguire Gesù Cristo. Egli ha vissuto in mezzo a noi, e la sua testimonianza, in adempimento delle profezie e in accordo con le antiche Scritture ebraiche, ci è stata lasciata per mezzo dei suoi apostoli che per iscritto hanno fatto in modo che la Parola di Dio raggiungesse ogni angolo del mondo. Sembra ironico, ma oggi stesso, nel 21° secolo utilizziamo espressioni come "angolo del mondo". Vuol dire che crediamo che la terra sia piatta? Assolutamente no, sono delle espressioni idiomatiche che si rifanno ai punti cardinali, alle mappe, ad una visione schematica del mondo, dal momento che non possiamo vederlo nella sua totalità. Eppure coloro che attaccano le Scritture asserendo che queste, in contrasto con la scienza moderna, insegnino l'idea di una terra piatta, utilizzano versetti quali:
Isaia 11:12 Egli alzerà il vessillo per le nazioni, raccoglierà gli espulsi d'Israele e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra.

Geremia 16:19 O Eterno, mia forza, mia fortezza, e mio rifugio nel giorno dell'avversità, a te verranno le nazioni dalle estremità della terra e diranno: «I nostri padri hanno ereditato soltanto menzogne, vanità e cose che non giovano a nulla».

Utilizziamo lo stesso metro di giudizio e ipotizziamo che fra 300 anni uno storiografo del futuro leggendo le nostre riviste, i nostri libri o giornali incontri espressioni come quelle dei versi biblici: dovrebbe essere forse autorizzato a pensare che la civiltà del 21° secolo credeva che la terra fosse piatta perché oggi utilizziamo espressioni quali, andare in capo al mondo, visto che il capo denota la sommità del nostro corpo e quindi il limite/l'estremità/la fine del mondo? Oppure frasi come viaggiare ai quattro angoli del mondo? Ovviamente no se lo studioso è privo di preconcetti ed ha un pochino di buon senso e obbiettività nel valutare le informazioni.

Quindi il cristiano è colui che ha fede nella Parola contenuta nelle Sacre Scritture, che non sono una raccolta di libri scientifici, non sono i volumi del National Geographic, non è quello il loro intento. Le Scritture ci indicano la via per la salvezza, la via da seguire per sconfiggere la morte eterna ma, poichè Dio è Verità e non può mentire, ogni qualvolta le Scritture toccano aspetti storici o scientifici del mondo circostante ci rivelano delle verità che possono essere avallate con i comuni metodi storiografici o scientifici. A riguardo bisogna utilizzare l'intelligenza che Dio ci ha donato e non servono dottorati per comprendere, ma onestà intellettuale e capacità critica.

Alcuni detrattori utilizzano versi come i seguenti per affermare che gli autori biblici credevano nella terra piatta:

Daniele 4:10 Le visioni della mia mente mentre ero sul mio letto sono queste: Io guardavo, ed ecco un albero in mezzo alla terra, la cui altezza era grande.
20 L'albero che tu hai visto, che era divenuto grande e forte, la cui cima giungeva al cielo e si vedeva da tutte le parti della terra, [...]

Se l'albero si vede da tutte le parti della terra a causa della sua altezza, vuol dire che la terra è piatta... Corretto aggiungerei, ma è questo il senso del testo?
Analizzando questo passaggio ad esempio bisogna dire che innanzitutto l'affermazione è quella del re pagano Nebukadnetsar, il che non significa che la Bibbia avalli la sua dichiarazione; inoltre è una visione, e non è intesa quindi come un quadro effettivo della realtà più di quanto lo fosse il sogno di vacche e addirittura spighe di grano cannibali che fece il faraone in Genesi 41. In sintesi, una regola logica e intellettualmente onesta che non si può ignorare è quanto: NON TUTTO QUELLO CHE VIENE RIPORTATO NELLA BIBBIA E' APPROVATO DALLA BIBBIA.
Se poi proseguiamo nella lettura di Daniele 4, vediamo che la Bibbia stessa in questo caso ci spiega il senso della visione che impedisce qualsiasi tentativo di estrapolare informazioni sull'idea che l'autore aveva della forma della terra:

Daniele 4:20 L'albero che tu hai visto, che era divenuto grande e forte, la cui cima giungeva al cielo e si vedeva da tutte le parti della terra, 21 il cui fogliame era bello, il frutto abbondante, in cui c'era cibo per tutti, sotto il quale dimoravano le bestie dei campi e sui cui rami facevano il nido gli uccelli del cielo, 22 sei tu, o re, che sei diventato grande e forte; la tua grandezza è cresciuta ed è giunta fino al cielo e il tuo dominio fino alle estremità della terra.

Quindi quella cima che si vedeva da tutte le parti della terra a causa della sua altezza rappresenta il dominio estesosi fino alle estremità della terra, il mondo conosciuto. La fama può essere "vista" (conosciuta) ovunque allo stesso tempo anche se il pianeta è sferico, non penso ci siano problemi a comprendere questo. Il linguaggio è figurato, come nel caso della tentazione di Gesù:
Matteo 4:8 Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, 9 e gli disse: «Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori».

Se da un monte altissimo si riescono a vedere letteralmente tutti i regni del mondo la terra non può essere sferica, dev'essere piatta. Ovviamente anche quì siamo in un contesto che non ha nulla a che vedere con una volontà di descrivere la forma fisica della terra. Se leggiamo il capitolo dall'inizio vediamo subito che si tratta di un evento soprannaturale. Siamo di fronte ad una guerra spirituale, e come per i versi di Daniele 4, dove l'albero che raggiunge il cielo (l'altissimo monte) che si vedeva da tutte le parti della terra (perchè se da lì si può vedere tutta la terra, tutta la terra può vedere il monte) rappresentava il re, così Satana afferma che ogni regno sulla terra è suo, e la loro grandezza e forza che raggiunge il cielo (come nella visione dell'albero) sono la sua gloria. Posso infatti letteralmente vedere la gloria dei regni? Posso letteralmente vedere con lo sguardo a centinaia di km di distanza e ammirare la gloria di città con i loro monumentali edifici, eserciti, ricchezze etc etc? Letteralmente no, salendo sul Monte Everest a 8848 metri di altezza non riuscirei a distinguere granché di una grande città a portata di sguardo, eccetto magari la sua forma complessiva o estensione, anche se la terra fosse piatta. La potenza, la prosperità, la fama, il dominio ma anche il regno sono concezioni astratte che percepiamo e comprendiamo e Satana offre a Gesù il governo dei regni e la gloria di esserne a capo qualora si prostri ai suoi piedi e lo adori. Quando il regnante voleva fare sfoggio della sua potenza e gloria, seduto sul trono si godeva la parata in cui il suo esercito e i suoi servi da tutto l'impero sfilavano di fronte a lui con il popolo spettatore per rendergli onore e omaggiarlo, per celebrare la sua gloria. I suoi regni provenienti da ogni parte dell'impero erano quindi simbolicamente riuniti in un unico luogo e potevano essere ammirati nella loro gloria (facendo sfoggio dei prodotti della loro arte, tecnologia, risorse preziose, etc). Questo è l'immaginario che dobbiamo avere in mente, nulla a che vedere con l'intento dell'autore di darci elementi sulla forma fisica della terra. Anche se la terra fosse piatta, non potremmo mai letteralmente ammirare da un unico punto il regno e la gloria.

Come regola generale in questi casi sappiamo che le dichiarazioni di personaggi della Bibbia (come nel caso di Daniele 4) non sono automaticamente garanzia di infallibilità e verità solo perché riportate nelle Scritture, a meno che l'oratore sia o Dio o comunque persone indicate come essere ispirate da Dio e le affermazioni siano il più esplicite possibili.

Una dichiarazione proveniente da Dio che viene utilizzata per argomentare la tesi della terra piatta la troviamo in Giobbe:

Giobbe 38:12 Da quando vivi hai mai comandato al mattino o insegnato all'aurora il suo posto, 13 perché essa afferri le estremità della terra e ne scuota via i malvagi

Isolato dal suo contesto, il versetto 13 potrebbe essere preso, come molti detrattori fanno, per fare riferimento a una terra a forma di frittella, sentiamo ad esempio Paul H. Seely:
In un contesto chiaramente cosmologico, non solo locale, questo versetto parla dell'alba che afferra la terra alle sue "estremità o orlo" (kanap; Cf Num 15:38; 1 Sam 15,27) e che scuote via il malvagio fuori da essa. Il verso paragona la terra ad una coperta o a una veste che viene presa a un'estremità e scossa. Un globo in realtà non è paragonabile ad una coperta o ad una veste in questo modo. Non si può prendere un globo ad una estremità poiché non ha una fine.
Seely, P.H., The geographical meaning of ‘Earth’ and ‘Seas’ in Genesis 1:10, Westminster Theological Journal 59(2): p.239, 1997.
Tuttavia, il contesto completo di questo versetto rende chiaro che il significato che Seely trova in esso non è da lui affatto compreso. Come può l'alba 'prendere' qualcosa? Seely ci sta anche suggerendo una sorta di primitiva credenza in un dio antropomorfo solare? I malvagi vengono letteralmente 'scossi' dal sorgere del sole? La venuta dell'alba è accompagnata dalla vista di ladri notturni che girano per le strade polverose di villaggi come erbacce? Chiaramente questo versetto si riferisce solamente all'orizzonte visibile che l'alba 'afferra' come il sole sorge. E' fenomenologico e poetico nel vero senso della sua espressione.

Bisogna quindi analizzare onestamente il contesto e contenuto dei versi che si prendono in esame, senza fare battaglie ideologiche contro i mulini a vento.

La domanda sorge immediata: Dio nelle Sacre Scritture ci insegna che la terra è piatta o no?

Oltre 2700 anni fa, circa 740 anni prima di Cristo le Scritture ci rivelano la forma della terra attraverso il profeta Isaia:

Isaia 40:22 Egli [Dio] è colui che sta assiso sul globo della terra, i cui abitanti sono come cavallette; egli distende i cieli come un velo e li dispiega come una tenda in cui abitarvi.

La traduzione seguente è quella di Giovanni Diodati (6 Giugno 1576 – 3 Ottobre 1649) vissuto in un periodo nel quale i detrattori in genere affermano che i cristiani spingevano per una visione piatta della terra. Egli tradusse la Bibbia in italiano dai manoscritti detti Testi Ricevuti nel 1607, prima della famosa King James Bible 1611.




Gli scettici sottolineano che molte bibbie traducono con cerchio (al posto di "globo") e assumono automaticamente che la parola tradotta qui con "globo" (in ebraico: חוּג chuwg) veicola il concetto di una terra a forma di frittella piatta e circolare. E' vero che i significati primari del termine sono quelli di circolo, cerchio, compasso, volta, tuttavia si deve rilevare che gli Ebrei non avevano alcuna parola specifica per un cerchio tridimensionale ovvero una "sfera". La Bibbia non parla di cerchi a 2 o 3 tridimensioni. Un globo tridimensionale visto dall'alto sarebbe simile a un cerchio (che è il punto di vista della scrittura in questione) esattamente quello che percepiamo guardando la luna. Così la parola intendeva un cerchio sia nel suo senso bidimensionale che tridimensionale. Dal momento che questa è davvero la forma del nostro pianeta visto a due dimensioni dall'alto - come il contesto del versetto indica, globo/sfera sono entrambi accettabili e scientificamente accurati. Ecco perché il formidabile professore di lingua ebraica Giovanni Diodati (autore di un'impresa ancora più notevole di quella che ha portato alla Versione Autorizzata Inglese, perché quest'ultima era il risultato del lavoro di un gruppo di studiosi, mentre Diodati aveva lavorato da solo), esperto conoscitore dell'ebraico dell'antico testamento, nel 1600 traduce con globo il termine chuwg.

Gli scettici come Seely tentano di confermare la loro interpretazione di una terra a forma di frittella commettendo il solito errore:
'Se Isaia aveva intenzione di parlare della terra come un globo, probabilmente avrebbe usato la parola che ha usato in 22:18 (dûr), che significa "palla".
Seely, P.H., The geographical meaning of ‘Earth’ and ‘Seas’ in Genesis 1:10, Westminster Theological Journal 59(2): p.238, 1997.
Il termine dûr, però, non indica sfericità più della parola usata in Isaia 40:22, poiché è utilizzato da Isaia altrove così:

Isaia 29:3 Io mi accamperò contro di te tutt'intorno [dûr], ti circonderò con un terrapieno e innalzerò contro di te bastioni.

Ovviamente, a meno che non fossero ginnasti professionali e acrobati, i soldati non potevano accamparsi nella forma di una sfera intorno alla città! Sulla base di ciò, questa parola sembra fare una dichiarazione su un modello circolare piuttosto che specificare una data forma.

Isaia 40:22 non è l'unico versetto nella Bibbia che parla del cerchio come descrittivo della forma della terra. I Proverbi dicono ad esempio:

Proverbi 8:27 Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sulla superficie dell'abisso,

Anche quì vale lo stesso discorso di sopra. Si potrebbe certo inferire l'idea di una terra a forma di disco circolare, ma era davvero questo che avevano in mente gli ebrei?

Luca 17:30 Cosí sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo sarà manifestato. 31 In quel giorno chi si troverà sul tetto della casa, non scenda in casa a prendere le sue cose; cosí pure chi si troverà nei campi, non torni indietro.
34 Io Vi dico: In quella notte due saranno in un letto; l'uno sarà preso e l'altro lasciato,


Per quanto riguarda la forma della terra, il punto di questi versi è questo: si parla di giorno (verso 31) e di notte (verso 34), come eventi che si verificano simultaneamente. Le attività sono elencate nel contesto di un ben preciso evento, il ritorno di Gesù, un evento che sarà immediato e globale. La spiegazione più semplice per questa simultaneità del giorno e della notte è che la terra sia sferoidale in forma, poiché quando Gesù tornerà in alcune parti del mondo sarà giorno, in altre notte. Questo non è possibile con un disco piatto.




Oltre a ciò gli scettici, i deisti, gli atei spesso gridano che la terra secondo la Bibbia sia letteralmente posta su dei pilastri (qualcosa come nell'immagine a lato), e utilizzano versi come 1 Sam 2:8, per dimostrare che gli scrittori della Bibbia avessero tale visione in mente. I versi utilizzati fondamentalmente sono questi:

1Samuele 2:8 Egli solleva il misero dalla polvere e tira fuori il povero dal letame, per farli sedere con i principi e far loro ereditare un trono di gloria; poiché le colonne della terra appartengono all'Eterno, e su di esse egli ha poggiato il mondo.

Salmi 75:3 La terra e tutti i suoi abitanti si dissolvono, ma io ne rendo stabili le sue colonne.

Giobbe 38:4 Dov'eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza.

Giobbe 9:6 Egli scuote la terra dal suo posto, e le sue colonne tremano.

Se prendiamo 1Samuele 2:8 è evidente che il linguaggio è figurato, il verso parla di persone, dei miseri, degli ultimi che Dio risolleva e ai quali dona la gloria della salvezza, gli ultimi che diventano i primi; costoro sono le colonne su cui Dio poggia il mondo e sono dell'Eterno appunto. Infatti il verso seguente recita: 9 Egli veglia sui passi dei suoi santi, ma gli empi periranno nelle tenebre, perché l'uomo non prevarrà per la forza. In questo caso le colonne dell'eterno si riferiscono ai suoi santi, non abbiamo quindi nessun riferimento alla conformazione fisica della terra. Di questo linguaggio figurato ne abbiamo conferma altrove nella Bibbia:
Galati 2:9 avendo conosciuto la grazia che mi era stata data, Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono reputati colonne, diedero a me e a Barnaba la mano di associazione, affinché noi andassimo fra i gentili, ed essi fra i circoncisi.

Anche Salmi 75:3 utilizza il linguaggio figurato. Il contesto è il tempo del giudizio: 2 Quando giungerà il tempo stabilito, io giudicherò con giustizia. Nel verso 3 abbiamo la descrizione del ritorno di Gesù in cui avremo nuovi cieli e nuova terra e al cui avvento tutti i peccatori non in Cristo verranno distrutti eccetto i santi di Dio. Ecco perchè la terra e i suoi abitanti si "dissolvono". Ma cosa rappresentano le colonne che in contrasto vengono rese stabili? Se leggete i versi successivi emerge chiaro il contrasto tra gli empi che si dissolveranno ed i giusti che saranno le stabili colonne del mondo. Al verso 10 infatti abbiamo: 10 E stroncherò tutta la potenza degli empi, ma la potenza dei giusti sarà esaltata. I giusti saranno esaltati, saranno le stabili colonne del mondo. Troviamo conferma di questo in Apocalisse:
Apocalisse 3:12 Chi vince io lo farò una colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non uscirà mai più fuori; e scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio, e il mio nuovo nome.
Quì ad esempio le colonne rappresentano le tribù d'Israele: Esodo 24:4 E Mosè scrisse tutte le parole dell'Eterno; poi si alzò al mattino presto ed eresse ai piedi del monte un altare e dodici colonne per le dodici tribù d'Israele che rappresentano ugualmente il popolo di Dio.

Anche Giobbe 38:4 viene utilizzato nel senso figurato del termine. Se andiamo in Genesi, vediamo che Dio crea istantaneamente con la Parola, non aveva di certo bisogno letteralmente della corda per misurarne le dimensioni come figurativamente il verso 5 afferma: 5 Chi ha stabilito le sue dimensioni, se lo sai, o chi tracciò su di essa la corda per misurarla? Il verso successivo continua dicendo: 6 Dove sono fissate le sue fondamenta, o chi pose la sua pietra angolare. La pietra angolare era la prima pietra dell'edificio che veniva posta nelle fondamenta. Il linguaggio è sempre figurato, vengono utilizzati termini di carpenteria per rendere in maniera comprensibile l'opera creativa di Dio altrimenti inarrivabile per l'uomo. D'altronde tale linguaggio lo ritroviamo per tutta la Bibbia, ad esempio:
Isaia 19:13 I principi di Tsoan sono diventati stolti, i principi di Nof si ingannano; quelli che sono la pietra angolare delle sue tribù hanno fatto traviare l'Egitto.
Efesini 2:20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare,

E' ovvio che sia i principi in Isaia sia Gesù di Efesini non sono letteralmente delle pietre angolari, non erano oggetti destinati ad essere murati vivi in una costruzione, eppure sono nel relativo contesto le fondamenta, la radice.

Anche Giobbe 9:6 utilizza lo stesso linguaggio figurato. Il suo immediato contesto (verso 5) ci descrive la potenza di Dio: 5 Egli sposta le montagne senza che se ne avvedano, quando nella sua ira le sconvolge. Nel verso 6 si continua ad enfatizzare sul fatto che come le montagne nemmeno la terra ferma è stabile al cospetto di Dio. Quì utilizza come metafora un immaginario che porta alla mente le grandi costruzioni dell'epoca, come i templi, che avevano necessariamente grandi colonne. Tali edifici nonostante la loro possenza durante i terremoti venivano scossi e le loro colonne che sorreggevano l'edificio tremavano tutte.

Dobbiamo davvero credere che secondo le Sacre Scritture la terra poggi su letterali colonne come qualcuno vuole farci credere?

Quì scopriamo che anche il cielo ha le sue colonne che tremano e che addirittura si stupiscono... possono delle colonne stupirsi?
Giobbe 26:11 Le colonne del cielo tremano e si stupiscono alla sua minaccia.

E' ovvio che anche quì l'immaginario che viene dato è quello del verso analizzato poco sopra, ed il linguaggio è figurato.




Se allora la terra non poggia letteralmente su pilastri, dove poggia? Abbiamo un altro verso interessante:

Giobbe 26:7 Egli [Dio] distende il settentrione sul vuoto e tiene sospesa la terra sul nulla.

Quì il linguaggio non è figurato ed il contesto prosegue infatti descrivendo fenomeni fisici del mondo naturale: 8 Rinchiude le acque nelle sue nubi, senza che queste si squarcino sotto il loro peso. I versi che ci danno una descrizione fisica della forma della terra sono sicuramente quello di Isaia 40:22 Egli [Dio] è colui che sta assiso sul globo della terra, [...] nonché quello di Giobbe appena preso in esame.

Quindi da dove proviene questa concezione che i cristiani credevano in una terra piatta e sorretta da dei pilastri? E' evidente come quest'ultimo verso spazzi via la teoria dei pilastri. Quì non abbiamo alcun linguaggio figurato, Dio tiene sospesa la terra sul nulla, Dio sta assiso sul globo della terra.

Ma è interessante verificare se nella cultura cristiana davvero la terra piatta poggiata su colonne fosse la credenza comune. Abbiamo visto che le Sacre Scritture non avallano questa ipotesi, che risulta una grande forzatura, quindi ci dovremmo aspettare una pari tendenza anche nel substrato culturale che ruotava attorno al mondo cristiano pre-moderno.