Ehm no, una mutazione genetica e la sua selezione non sono fatti soggettivi aperti alla interpretazione. Sono fatti oggettivi. Vedi, la nuova sintesi si basa su tre principi osservabili

1) Che mutazioni non ereditate avvengono (cioè che non siamo cloni).
2) Che tali mutazioni siano trasmissibili alle future generazioni (cioè che ereditiamo gran parte del corredo genetico).
3) Che certe mutazioni hanno rilevanza a livello di "fitness" del individuo. (che certe mutazioni rendono piu o meno adatti a seconda della nicchia ecologica.

Ora i tre punti sopra sono tutti stati osservati e sono osservabili tutti i giorni. Non vi sono altre interpretazioni perché sono fatti che accadano.
I tre punti osservati non testimoniano la macroevoluzione, non mi pare che nell'articolo abbia negato le mutazioni, ho detto che esistono e sono deleterie...

Gli effetti sono misurabili ma non la particella che porta la carica gravitazionale... il gravitone ancora oggi non è stato trovato.. Quindi avresti molto piu successo attaccando la teoria della gravità che quella del evoluzione dove i dati sono tutti alla mano.
noi osserviamo gli effetti di quella che chiamiamo forza di gravità e la fonte stessa che permette il fenomeno che osserviamo la puoi chiamare anche gravitone, sta di fatto che abbiamo un fenomeno osservabile riproducibile e misurabile. Con l'evoluzione no!
Non osserviamo la macroevoluzione, puoi solamente crederci ed infatti metti la teoria dinnanzi alle evidenze che sono: la vita proviene dalla vita (biogenesi), questo è ciò che osserviamo e la tua teoria vorrebbe sostenere il contrario, senza evidenze osservabili (la teoria dinnanzi alle evidenze); l'Universo è un sistema ordinato e regolato da leggi che possono provenire solamente da una intelligenza... questo osserviamo ed è perchè il sistema è ordinato che possiamo individuare tali leggi, non osserviamo le leggi venire dal caso, e in un sistema regolato dal caso non potremmo avere leggi fisse il caos.
Quindi ciò che osserviamo è la microevoluzione che è variazione entro il genere tutto il resto è speculazione non dimostrabile e non osservabile che viene messa in mezzo e mescolata a ciò che osserviamo per renderla credibile, ma è una fede.. ci puoi credere che il tuo antenato era la scimmia del sud ma insegnare queste teorie come verità nelle scuole e nei mezzi di comunicazione sovvenzionati con i soldi pubblici, ovvero anche di coloro che non credono a queste favole, ha un retrogusto di indottrinamento di massa, se poi a questo aggiungiamo il fatto che per tale teoria non è ammessa la contestazione nei suoi assiomi fondamentali nel sistema scolastico (e lo si vede dal tuo atteggiamento che chiama "un fatto" quella che invece è una teoria)... ma la scienza appunto non segue le convinzioni dei tempi.

No la teoria del evoluzione non presuppone nulla, spiega solo le dinamiche che intercorrono dal momento che si ha un replicante imperfetto. Anche sul osservazione del fenomeno ti sbagli su diversi livelli.

1) Trattandosi di ipotesi di abiogenesi ci sono diverse idee in gara certe di queste prevedono che non sia osservabile oggi perché appena nasce nuova vita essa viene consumata da quella esistente.
2) Siamo comunque arrivati ad un punto in cui del proto-rna si è auto formato e si autoreplica con sola aggiunta di acqua (mentre tu sei ancora rimasto al esperimento di Miller...).
http://scitechdaily.com/proto-rna-ba...igins-of-life/

Non sono d'accordo, la teoria dell'evoluzione presuppone l'evoluzione dal semplice al complesso... in un processo in cui si utilizzano le evidenze della microevoluzione (variazione entro i limiti del genere osservabili e fuori discussione) per dimostrare la macroevoluzione che è una pura speculazione ideologica,l'abiogenesi è una ipotesi nata in seno alla concezione della teoria evolutiva stessa seguendo il principio dell'evoluzione dal semplice al complesso.
Mettendo da parte le impossibilità probabilistiche che regolano i processi richiesti dalla teoria evolutiva nella sua totalità, come puoi notare non puoi far altro che citare ipotesi basate su teorie perchè l'osservazione non è al vostro fianco. Difatti siamo per restare al punto numero 1 da te posto dinnanzi ad una tautologia, come se affermassi che l'anguria al suo interno è di colore blù fino a che non viene tagliata, nel momento in cui viene tagliata diventa rossa... ovviamente per osservare il suo interno devo tagliarla è quindi la mia affermazione non può ne essere dimostrata ne smentita... è vera per definizione...
Dovrebbero essere le evidenze a guidare la teoria e non la teoria a guidare le evidenze... noi non osserviamo la vita provenire da altro che non sia vita.


No, sbagliato non si prevede di poter vedere la macroevoluzione in tempi brevi (anche se in certi casi si è vista) questo non è richiesta dalla teoria. In compenso la teoria dell'evoluzione ci dice che tali cambiamenti possono essere visti nei reperti paleontologici. Ed e proprio quello che vediamo. Quindi il fenomeno è osservabile.
Ecco un esempio:
http://repository.ias.ac.in/43672/1/49-Pub.pdf
Sei ovviamente libero di contraddire postando ricerche specifiche che confutano il caso, ma sappiamo entrambi che non ne hai.
mi pare che ogni qualvolta ci troviamo di fronte a evidenze che smentiscono la teoria, i sostenitori della stessa teoria evolutiva affermano che non è richiesto, non è necessario modificare la teoria alla evidenza richiesta... difatti si chiede di avere FEDE che in tempi lunghi.... magari... più in là... un giorno,... prima o poi riusciremo ... mi pare che questo equivalga a piegare le evidenze alla teoria... ciò che differenzia la fiaba della rospo che baciato diventa principe con la teoria evolutiva è appunto solamente quella parolina magica: "TEMPO" .. dateci del tempo... ovvero io voglio che tu creda che baciando un rospo diventerà un bel principe.. però anche se in tutti questi secoli non siamo riusciti a vedere tale fenomeno, tu devi crederci, è un fatto... noi solamente non prevediamo di vedere il fenomeno in tempi brevi... vedrai, qualcosa è già stata osservata... in futuro lo dimostreremo... quindi si lascia la scienza e si entra nel campo della fede.. Ma le questioni di fede non andrebbero insegnate con i soldi pubblici nel sistema scolastico come verità assolute.
Riguardo i reperti paleontologici tu stessa hai detto che non sono necessari alla teoria mentre adesso sonno necessari per la teoria per dimostrare la macroevoluzione... quindi sono necessari o non lo sono?
Ma come già detto nessun fossile conta come evidenza per l'evoluzione, nessuno. l'unica cosa che indicano è che un essere vivente è morto, non possiamo sapere il suo livello intellettivo e quindi porlo come intermedio per l'ipotizzata evoluzione dell'uomo, non possiamo sapere se siamo di fronte ad una semplice varietà di animale estinta (possibilità che voi scartate a priori perchè dovete per forza soddisfare le esigenze della teoria e mettercele in un ordine arbitrario come pseudo intermedi); nnon possiamo sapere se gli esemplari sbandierati come intermedi hanno dato prole, se siamo dinnanzi ad esemplari con semplici disfunzioni scheletriche.. mi sembra proprio che da queste quattro ossa consumate vogliamo tirare per forza fuori qualcosa di più di quello che raccontano Martina...
Quindi noi l'unica cosa che osserviamo è dei paleontologi mettere in ordine cronologico per somiglianza dei resti di ossa seguendo dei parametri arbitrari che si sono spesso dimostrati forzati e ideologici, buoni più per dare lavoro a qualche disegnatore fantasioso che per permetterti di asserire che osserviamo la macroevoluzione.. a quella ci puoi credere per fede... liberissima di farlo, ma è avventato asserire che sia un fatto!

Riguardo allo studio Martina siamo seri, io ho letto il documento e non ho trovato nessuna evidenza ma solo teorie. Come al solito si parte da classificazioni arbitrarie in cui i parametri sono scelti ed enfatizzati arbitrariamente, lo studio stesso ASSUME che la teoria evolutiva sia un fatto. Similarità strutturali che vengono utilizzate come evidenza evolutiva sono tranquillamente spiegate col modello creazionista: hanno lo stesso designer. Vedi Martina, il fatto che all'interno di una fregata della marina militare degli anni 60 ci siano dei pistoni, o dei vetri o delle altre componenti che ritroviamo nella storica Fiat 500, non vuol dire che la fregata della marina militare sia l'evoluzione della Fiat 500, vuol dire che hanno un medesimo progettista: l'essere umano.
La Fiat 500 ha le ruote, le marce, i tergicristalli.. e anche la Fiat Gru, ma non vuol dire che l'ultima è l'evoluzione della prima... hanno semplicemente lo stesso progettista, così come gli animali che osserviamo sulla terra. Quindi alla luce di quest'altra spiegazione capirai che lo studio è autoreferenziale, l'interpretazione delle evidenze che tutti osserviamo (similarità tra gli esseri viventi) viene forzata in chiave evolutiva... ma come la fregata non è l'evoluzione della Fiat 500, allo stesso modo la balena non è l'evoluzione di alcun animale terrestre.

Questa che per me è una delle più incredibili favole mai sentite, pari al burattino che diventa un bambino richiede una tale fede che supera quella del più grande credente in Dio..

Per entrare più nel merito bisogna allargare il quadro: ci sono talmente tante differenze fisiologiche e miracoli della natura che dovrebbero incorrere per rendere un essere acquatico come la balena terrestre e viceversa che i miracoli biblici a confronto tremano.
Da evoluzionista sei al corrente che seguendo un evoluzione graduale si deve supporre l'esistenza di innumerevoli branche collaterali che guidano a tanti tipi sconosciuti che devono essere esistiti all'incrocio di tali gaps, il numero di specie di transizione deve essere stato inconcepibilmente grande. Ed è per questo che tra gli zoologi evoluzionisti stessi l'evoluzione della balena è controversa. Sono stati proposti un certo numero di animali terrestri quali antenati della balena, tra cui l'orso di Darwin, gli ungulati al pascolo, i carnivori simili al lupo (Mesonyx), e l'ippopotamo. In ogni caso le differenze morfologiche sono significative. Se le balene (cetacei) si sono evolute dai mammiferi terrestri, lo hanno fatto a un ritmo incredibile, maturando un numero incredibile di mutazioni "benefiche" e adattamenti.
Le caratteristiche scheletriche dovrebbero cambiare radicalmente, così come la fisiologia (le funzioni collettive di un organismo). Ad esempio, la presunta "balena" dei primordi, l'Ambulocetus, bevve acqua dolce, probabilmente per tutta la vita "50 milioni di anni", e l'Indocetus era un bevitore di acqua salata "48 milioni di anni fa." Questo significa che forse in 3milioni di anni dovette esserci un cambiamento estremo nella fisiologia di queste creature.
Queste "proto-balene" avrebbero dovuto mutare in modo vantaggioso per produrre gli adattamenti fisiologici detti sopra. Tuttavia gli organismi non sopravvivono ad un rapido tasso di mutazione e non abbiamo nessuna evidenza di questa storia evolutiva.
Abbiamo poi il problema dell'ipotermia. I mammiferi sono animali a sangue caldo progettati dal Creatore per funzionare a una temperatura corporea costante maggiore di pesci, rettili o anfibi. Mantenere una temperatura corporea interna pur essendo immersi in un oceano di acqua fredda sarebbe un problema grosso per i cetacei. Tuttavia le pinne delle balene hanno affascinanti strutture biologiche chiamate scambiatori di calore controcorrente per conservare il calore. Gli zoologi hanno anche scoperto scambiatori situati alla base della massiccia lingua delle balene grigie. (vedi Thermoregulation in the Mouths of Feeding Gray Whales) Questi scambiatori sono una serie di vasi sanguigni disposti in modo che anche essi funzionano come scambiatori di calore per minimizzare la perdita di calore. La balena grigia altrimenti perderebbe la maggiorparte del calore corporeo attraverso la vasta vascolarizzazione della lingua.
I macroevolutionisti non possono ricorrere alla selezione naturale per produrre strutture incredibili come il sistema controcorrente, eppure i fisiologi comparativi presentano lo scambio controcorrente (trovato in branchie e reni) come struttura evolutasi ripetutamente. Infatti, nessun processo conosciuto può trasformare una creatura di terra a quattro zampe in una balenottera azzurra: La selezione naturale può agire solo su quelle proprietà biologiche che già esistono, ma non può creare proprietà al fine di soddisfare le esigenze di adattamento. Le supposte mutazioni positive, se analizziamo la mole di cambiamenti richiesti in relazione al fatto che esse sono deleterie, non rendono probabilisticamente possibili tali variazioni. I problemi ci sono dalla testa alla coda... ci vuole tanta fede per continuare su questa strada.
Quindi la macroevoluzione rimane un miraggio, si pretende di far passare l'idea che le evidenze (somiglianze strutturali, similarità fisiologiche etc) che sono osservabili vadano esclusivamente a supporto del credo evoluzionista quando hanno semplice spiegazione col modello creazionista e sono spiegate dal semplice fatto che hanno un comune progettista. Negare l'alternativa nell'interpretazione delle evidenza e spacciare la propria teoria come l'unica risposta possibile è errato, ascientifico, ideologico e va contro l'intelligenza umana.

Se questa è la tua unica richiesta, visto la definizione che hai arbitrariamente dato, allora ti presento questa ricerca che dimostra un cambiamento da un genere al altro:
http://agris.fao.org/agris-search/se...rdID=DE97B6240
Il risultato e un nuovo genere
http://it.wikipedia.org/wiki/Triticale

Quindi anche qui caso chiuso.
Mi dispiace ma il caso non è affatto chiuso. Supponendo che il caso della fonte fosse inerente al nostro discorso Martina, dimostrerebbe che ci vuole una intelligenza (genetisti che manipolano) per ottenere quelle cultivar. Detto questo che di per se smentisce l'uso che fai dell'argomentazione ibridazione, dovresti dire cosa intendi tu per specie e per genere. Perchè la cosa è molto nebulosa. La classificazione del grano ad esempio è controversa, e anche quì vengono scelti arbitrariamente dei parametri da questo o quello studioso. Ovviamente le specie ibridate sono simili... non puoi ibridare il grano con un cane... ci sono dei limiti e anche se fosse stata una argomentazione inerente (e non lo è) non avrebbe giocato tanto a favore dell'evoluzione visto che il risultato è per la maggiore specie non vitali o sterili. Nel link che hai riportato abbiamo una ibridazione. Essa è il risultato di un incrocio tra due animali o piante di diversi taxa (o unità tassonomica) che è un raggruppamento di organismi reali, distinguibili morfologicamente e geneticamente da altri e riconoscibili come unità sistematica, posizionata all'interno della struttura gerarchica della classificazione scientifica. Ad ogni gruppo viene assegnato un nome in latino, una descrizione e un "tipo", Ogni descrizione formale di taxón viene associata al nome dell'autore o autori che l'hanno realizzata, i quali figureranno dopo il nome. I taxa esistono dentro una classificazione data, soggetta a mutamenti e sopra la quale possono presentarsi discrepanze e, rispetto a certe denominazioni problematiche, si è obbligati a specificare di quale autore è il nome che si sta utilizzando.
Quindi abbiamo delle classificazioni arbitrarie. L'ibridazione quando è possibile (specie simili) viene utilizzata al fine di ottenere una cultivar avente le caratteristiche volute... chessò la resistenza alla siccità o ai funghi della segale nel grano... comunque in questo caso fra due piante classificate sotto alcune voci differentemente. Ma non abbiamo nessuna argomentazione pro-evoluzione, si gioca con i termini. Un po come con il coyote il Dingo ed il cane... in Australia il dingo si sta estinguendo perchè si incrocia col cane... abbiamo animali classificati come specie differenti, ma in realtà sono semplicemente varietà dello stesso genere... qual'è la famiglia a cui appartengono? Sono canidi e il lupo possiede nel suo pool genetico ogni gene necessario per ottenere tutte quelle varietà... quindi non abbiamo evoluzione ma varietà nei limiti del genere... . Ora questo è il limite. Tu vorresti utilizzare il grano e la senape per affermare che il cani sono evoluti da un antenato comune? Lo penso anche io... l'antenato comune era un cane (lupo) creato nel pieno delle capacità da Dio...e la natura ha le sue regole scritte da Dio alla creazione che non seguono le classificazioni arbitrarie dei libri di scienza evoluzionisti. Non ibridiamo un cane con un felino o con un pesce...e anche se l'uomo ci riuscisse dimostrerebbe solo che ci vuole una intelligenza per ottenere quello che si ottinene non il caso...perchè abbiamo a che fare con INFORMAZIONE,
Il caso quindi non l'hai per niente affrontato... presenta esempi di macroevoluzione... abbiamo milioni di esseri viventi, la macroevoluzione è un processo che non è interrotto se è vero, è impossibile essere ad uno stadio in cui per il passato andiamo alla ricerca di specie intermedie, di innumerevoli esemplari mal riusciti prima di arrivare ad un caso utile e oggi non assistiamo a questo fenomeno, non osserviamo tutti quegli esemplari intermedi necessari ad ottenere nuove specie... dove sono oggi quei fallimenti, quelle vie di mezzo? Dovremmo essere innondati anche oggi come in passato. Se non ne vediamo è perchè le vie di mezzo non sono mai esistite non esistono e non esisteranno mai.

Beh se definita come cambio di genere, si, come vedi sopra, ma in generale la teoria non richiede che si vedano cambi di genere in periodi brevi.


Quando io dico genere intendo l'eccezione biblica non quella evolutiva.
La balena è un pesce, vive nell'acqua, nuota, ha le pinne...
Ogni animale avrà prole secondo il proprio genere, quindi le galline daranno galline sempre, i cani daranno cani, l'uomo darà uomini. Tutti siamo creati con nel nostro codice genetico le informazioni per una notevole varietà che serve per adattarsi all'ambiente circostanze... quindi potremmo avere cani grandi, piccoli, pelo lungo, corto etc etc... ma sempre cani sono e sempre lo saranno... questa variazione è la microevoluzione ed è osservabile e scientifica... la macroevoluzione invece è un CREDO.. ogniuno è libero di crederci o meno, ma non la si spacci per scienza.
Io non do per scontate le definizioni evoluzioniste, e non sono tenuto a considerarle corrette perchè arbitrarie.

Ottimo quindi hai anche delimitato un momento in cui un cane non sara più un cane, descrivi precisamente quando avviene questo momento. Se non sei in grado di determinare il limite il tuo concetto non ha più senso.


?? Seii tu che affermi che il cane non sarà più cane non io, Il cane sarà sempre cane. Se prendi 10 bambini di 10 anni e gli chiedi di distinguere i cani dai gatti, lo sanno fare benissimo, se poi gli metti una banana in mezzo, sanno distinguere bene ugualmente. Il dingo è un cane, il coyote è un cane, il lupo è un cane... oppure possiamo dire che tutti questi sono lupi o che sono tutti coyoti... l'importante è che sappiamo distinguerli, e qualsivoglia nome gli si dà essi non aggiungeranno mai extra informazione al ceppo originario... nel caso specifico il lupo possiede tutta l'info genica per ottenere le varietà a cui diamo i nomi più disparati...coyote, dingo etc. Quindi i limiti del genere sono l'informazione genetica dei capostipiti dei vari generi da cui sono discese tutte le altre varietà.. nel caso dei cani lo conosciamo: il lupo.. di altri no, potrebbe essere andato estinto. Ma tu dimostra dove abbiamo extra info nel genoma di qualsiasi cane oltre a quella contenuta nel patrimonio genetico del lupo...
Quindi l'info genetica dei canidi rimescolata da variazione, in più l'attivazione o deattivazione dei geni da altra variazione, la mutazione elimina informazione... dov'è l'evoluzione?

Penso che tu non comprenda la definizione di macroevoluzione:

Il dizionario Biologia on-line lo definisce come evoluzione a, o sopra, il livello di specie, in tempi geologici che portano allo sviluppo di un nuovo gruppo tassonomico.
http://www.biology-online.org/dictionary/Macroevolution

L'università di Berkley la definisce come microevoluzione in tempi lunghi.
http://evolution.berkeley.edu/evosit...finition.shtml

Ora cosa hanno in comune le definizione che tu non hai colto? Il tempo. Teniamo questa cosa in mente.


Si che la comprendo, è solo che non ragiono dando per scontate le vostre definizioni e classificazioni arbitrarie... cos'è una specie? Per voi la zebra è una specie ed il cavallo un altra... eppure il cavallo e la zebra si accoppiano e danno prole, quindi? dov'è la macroevoluzione? Il lupo si può accoppiare con il cane e dare prole... due specie differenti (secondo la vostra classificazione) ma sono solamente dei termini scientifici arbitrari... avete in pratica creato una tautologia... ovvero la macroevoluzione è vera per definizione:
Stabilite delle specie indipendentemente dal fatto che A) morfologicamente siano pressochè simili B) sono in grado di accoppiarsi e dare prole fertile;
così fatto affermate che le variazioni all'interno delle (vostre) classificazioni di specie - che non vanno mai oltre il genere inteso biblicamente tieni bene a mente (l'esempio che ti ho fatto del lupo) - siano macroevoluzione... falso, sono microevoluzione, ovvero variazione, ovvero l'info genica tra specie (vostra definizione) diverse di uno stesso genere (vedi lupo dingo coyote cani vari) è la stessa, rimescolata e l'antenato è il lupo... non un non lupo...
Questo è lo stratagemma adottato per inculcare nelle persone l'idea che l'evoluzione sia un fatto... ma non lo è affatto ed il tutto si gioca nelle definizioni... nella realtà non esiste la macroevoluzione, noi vediamo varietà di cani, varietà di equini, varietà di qualsiasi cosa che testimoniano la capacità di adattamento insita nell'info genica entro i limiti del genere, ovvero l'info posseduta dal ceppo principale in grado di produrre quelle varietà.. L'articolo spiega bene questo fatto.

Microevoluzione è variazione al interno di una specie in tempi brevi. Quindi comprendiamo che macroevoluzione non è altro che microevoluzione estesa nel tempo. Ora che i termini sono chiariti si può procedere...

Cosa intendi per tempi brevi?... stai assumendo nella stessa definizione come veri eventuali macrocambiamenti non osservabili.. Quindi la macroevoluzione è un qualcosa di non smentibile e non dimostrabile... una tautologia appunto.
Abbiamo chiarito i termini Martina.

Si certo se i cani producevano topi sarebbe creazionismo. L'evoluzione prevede che ogni generazione assomigli ai propri genitori in modo da essere praticamente inestinguibile (eccezione fatta per piante e batteri). Questo quanto richiesto dalla teoria e quello che vediamo in natura. Inoltre non è rilegato al genere ne alla specie ma alla razza (mutazioni nei bassotti non influenzano il pool genetico dei lupi siberiani).


Non conosci le argomentazioni dell'articolo? quando mai si affermano istanze che facciano pensare che cani possano produrre topi, se alla creazione Dio afferma che ogni pianta e ogni animale produca secondo il suo genere o specie (non nel senso evoluzionista del termine)? Mah!
Ma guarda le variazioni sono appunto variazioni entro i limiti del genere.... 6000 anni di storia registrata non ti bastano... quanto lunghi sono i tempi necessari? I batteri sono sempre batteri o sbaglio? Anche loro hanno variabilità, entro il loro genere. Quindi in natura vediamo variazione entro il genere, mai oltre.. questo è assodato.
Le mutazioni nel bassotto non aggiungono extra info genica. Al massimo abbiamo perdita di informazione genetica. dov'è la macroevoluzione? Non esiste, abbiamo solo variazione entro i limiti genetici del genere.

Si è con il tempo i cambiamenti diventano sempre più rilevanti. E un po come dire puoi camminare 100 metri in un ora ma è impossibile che dopo un giorno cammini 1Km. Ridicolo vero? Se ritieni che ci sia qualche ostacolo che l'evoluzione si ferma quando arriva ad un determinato punto dovresti postare le tue prove indicando quali processi chimici inibiscono il passaggio del limite ma prima ancora dovresti (come ho indicato sopra) dire quale è il limite oggettivo ed in base a cosa lo scegli.


Con il tempo Martina hai la speranza... hai fede che diventeranno rilevanti a tal punto da superare il genere, ovvero avere un non cane o un non cavallo... ma questa non è scienza, è la religione naturalistica .. dove sono le specie intermedie oggi? dove sono le miriadi di tentativi poco riusciti in attesa di quella buona? Sono d'obbligo... e se li si cerca nei fossili, poichè mai il processo ha un termine devono essere quì oggi tra noi... Invece abbiamo organismi perfettaamente funzionanti che i record fossili preservano pressocchè identici.
Tu poni la discussione negativamente... prova che non... Scusami Martina... provami che le banane non volano in qualsiasi punto dell'universo... semplicemente la tua è una tautologia. Dimostra con le evidenze ciò che asserisci essere un fatto... portami prove positive. Io ti porto prove positive: L'osservazione ci dice che ogni animale produce animali secondo il proprio genere, che le variazioni hanno dei limiti, che non abbiamo nelle variazioni nessuna extra informazione genetica oltre i limiti del capostipite (vedi il lupo)... ti ho detto quindi il limite oltre il quale non si va... e noi questo lo osserviamo nella vita reale... l'evoluzione è verosimile solo nei filmati digitali


1) Evoluzione cosmica intesa che l'universo non è stazionario è osservabile
2) Evoluzione chimica non so cosa sia
3) Evoluzione stellare è osservabile sia nella nostra stella che in una miriade di sistemi stellari osservabili
4) Evoluzione planetaria (intesa come formazione di pianeti) è osservabile già adesso in sistemi planetari osservati ma lo sara presto molto di più a breve.
5) Evoluzione organica non so cosa sia
6) Macroevoluzione come descritta da te è osservabile come ti ho provato, come descritta dalla teoria e osservabile solo in tempi lunghi ma per fortuna abbiamo i fossili e possiamo anche usare i dati molecolari per avere determinate risposte.


Guarda quì