Un altro punto che mi allontana da te è quello legato alla giustificazione per grazia mediante la fede.
Secondo la tua dottrina noi siamo liberi di poter rifiutare la chiamata del Signore, e in ciò la tua dottrina si trova pericolosamente vicina alle posizioni cattoliche, anche se tu non sembri avvedertene troppo. Ormai io ho maturato la ferma convinzione, e anche per questo sia ringraziato e benedetto Nostro Signore e Redentore che ha schiarito i miei pensieri sulla base di ciò che ho vissuto nel momento della conversione, che la grazia del Signore è irresistibile; che, come pensava Giovanni Calvino, Dio ha deciso dalla notte dei tempi non solo chi chiamare, ma ha dispensato all’eletto la volontà di dire sì alla Sua chiamata (è la cosiddetta dottrina supralapsare: Dio sceglie i suoi prima ancora del peccato d’origine).
Non vedo altre soluzioni all’orizzonte circa la grazia del Signore: sia ripeto sulla base della mia stessa conversione, sia per quanto attiene all’idea e all’esperienza che abbiamo di Dio. Un Dio cui venisse rifiutata la grazia da parte di un vermicello dal ventre ripieno di sterco sia solido che liquido, e dal cervello in perenne fall-out nichilista e servilista, sarebbe un Dio veramente disgraziato. Ma il nostro Dio, il solo, vero Dio, quando decide di salvare un uomo secondo la Sua imperscrutabile volontà dispone tutto affinchè il suo eletto reagisca conseguentemente all’irresistibile richiamo che viene dal profondo.